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Darth Vader nella metro di Napoli
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Per un pugno di dollari
a cinquant’anni dall’ uscita nelle sale (1964) del film “per un pugno di dollari”, ritorna sugli schermi il primo capitolo di quella che è stata definita la “trilogia del dollaro” diretta da sergio leone ( gli altri due capitoli sono “per qualche dollaro in più” e “il buono, il brutto e il cattivo” che nei prossimi mesi verranno distribuiti nuovamente in sala).
erano gli anni 60, il cinema italiano era in piena crisi . dopo i fasti delle grandi produzioni americane (cleopatra) , cinecittà aveva cominciato ad attraversare un periodo di profonda crisi. il genere in voga in quel periodo era il peplum (film storico-mitologici),questo tipo di film era distribuito principalmente nei cinema di seconda visione e di provincia. sergio leone non faceva eccezione, anche egli in piena crisi artistica ed economica, anche egli reduce dalla direzione di alcuni peplum (il più famoso fu “il colosso di rodi”).
una sera del 1963, leone andò al cinema, con la moglie, a vedere un film di kurosawa, “la sfida del samurai”, si innamorò talmente del film giapponese che decise, assieme a duccio tessari e ferdinando di leo, di farne una sua versione, spostando l’azione dal giappone feudale ad un piccolo paese di confine tra stati uniti e messico .
così nasceva quello che è generalmente considerato il primo film western all’italiana. a dire il vero, di spaghetti western prima di “per un pugno di dollari” già ce ne erano stati, soltanto, l’abitudine in voga in quegli anni di americanizzare i nomi dei registi e degli attori italiani, aveva fatto sì che quei film fossero considerati degli scarti di magazzino delle case di produzione hollywoodiane.
il film narra la storia di joe (clint eastwood), un pistolero solitario, che arriva in uno sperduto paesino al confine tra gli stati uniti e il messico funestato dalla lotta tra le due famiglie dominanti. il nostro “eroe” finge di allearsi con entrambe le famiglie, facendo il doppio gioco, per riportare la pace nel paesino.
leone si ispirò solamente al film di kurosawa, al punto che, a quanto si racconta, ricopiò tutti i dialoghi del film giapponese, per poi scrivere la sceneggiatura del suo film evitando di ripetere quanto presente nell’originale. ad ogni modo tutto il lavoro fatto fu vano, infatti kurosawa fece fruttuosamente causa a leone per plagio.
anche l’ambientazione western è poco più di un pretesto . sergio leone, introduce novità non solo stilistiche - tipo la dilatazione temporale delle scene e il campo lungo per mostrare sia chi spara sia chi viene colpito e muore - ma anche tematiche. l’eroe del film di leone è un solitario, un cinico, trasandato, le sue azioni non sono guidate da grandi ideali come nei film di john ford, ma dal suo tornaconto personale. l’america non è più vista come la terra delle grandi opportunità, la si descrive come un paese violento, polveroso, dove non ci sono regole, manca l’autorità e se c’è o arriva sempre un momento dopo oppure è corrotta. la società che viene descritta è maschilista, manca del tutto la figura femminile (come nel caso di “per un pugno di dollari”) oppure è un personaggio assolutamente di contorno. altro elemento di novità è l’utilizzo dell’ironia per spezzare la violenza e il realismo del film. ma l’apice della poetica leoniana si avrà solamente quattro anni dopo con “c’era una volta il west”.
nel film, oltre a clint eastwood, troviamo un maestoso gian maria volontè e un bravissimo mario brega, caratterista divenuto famoso in particolare per le partecipazioni nei film di carlo verdone. protagonista, al pari di eastwood e volontè, è la splendida colonna sonora di morricone. il musicista comporrà le musiche per tutti i film di leone.
una nota interessante sulla pellicola restaurata (su iniziativa della cineteca di bologna) è che questa versione rispetto a quella che qualche anno fa è stata distribuita nei cinema, è che il restauro è stato fatto seguendo in maniera precisa la sceneggiatura originale .
insomma, in questi giorni si presenta l’occasione per riscoprire un’italia in grado , seppure con pochi soldi, di realizzare opere importanti capaci di competere con quelle delle grandi produzioni straniere ,e che rappresentano delle pietre miliari non solo del cinema italiano ma del cinema mondiale. non a caso, i film di leone saranno citati svariate volte da tanti altri registi; l’ultimo in ordine di tempo che ha omaggiato il grande regista romano è stato tarantino con il suo “django unchained”.
NAPOLI (di Giuseppe Beneduce)- Il 10 giugno è andato in onda il gran finale di Gomorra – La serie

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NAPOLI (di Giuseppe Beneduce)- Questo articolo è dedicato tutti coloro che tra una partita e l’al
NAPOLI (di Giuseppe Beneduce)- Dopo 14 anni dal capostipite e dopo 11 anni dal sequel, Bryan Singer
Le recensioni del Commissario lei puoi leggere anche su Napoli Village!
modà featuring emma| ost salvo
salvo
buone notizie : il cinema italiano è vivo. lo testimonia il film salvo di grassadonia e piazza, film che ha fatto incetta di premi e che a cannes nel 2013 si è aggiudicato il grand prix de la semaine de la critique .
si tratta di un film di genere, un po’ noir un po’ spaghetti western, la storia è semplicissima : un killer della mafia si innamora della sorella cieca di una sua vittima e si mette contro il proprio clan per difenderla. i registi scelgono come cifra stilistica, il realismo, i dialoghi sono scarni e sempre in dialetto, le figure di contorno sono grottesche come in un film di ciprì (non a caso qui direttore della fotografia). la mdp si muove con maestria, e ci regala uno dei piani sequenza più belli degli ultimi anni. forse piazza e grassadonia si compiacciono un po’ troppo nella loro abilità tecnica,però trovano uno stile nuovo in bilico tra il realismo e l’epica(neomelodica). l’uso diegetico della canzone dei modà, che va quasi in loop, provoca un effetto straniante, isola i protagonisti dal contesto e li relega quasi in una fiaba tutta loro.
nota di merito va alla produzione. il film ha visto la luce dopo cinque anni, in cui mosca e cristaldi hanno racimolato la somma di un milione di euro. ma il contributo fondamentale alla realizzazione del film è venuto dalla francia, con l’ingresso nella produzione di art france cinèma . le difficoltà produttive di salvo testimoniano, ancora una volta, come sia impossibile in italia lavorare in questo settore e quali ostacoli si trovano da superare i produttori indipendenti. inoltre, anche se salvo ha vinto premi importanti, in italia ha avuto scarso successo di pubblico – causa una cattiva distribuzione – mentre all’estero, in particolare in francia, è stato il caso dell’ anno.
La mia vita a 0° ha compiuto 2 anni oggi!

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fare thee well (dink's song)| original soundtrack| a proposito di davis
a proposito di davis
i fratelli coen sono tornati sul grande schermo e la notizia è che sono in ottima forma.
a proposito di davis è un film spiazzante, in un primo momento sembra l’ennesima favola del genio incompreso che alla fine trova la sua affermazione. llewyn davis è un cantante folk in cerca di successo, ma è perseguitato dalla sfortuna e ha la non comune capacità di gestire le situazioni nel peggior dei modi possibili, quindi nessuna svolta risolutiva che cambia il corso della sua vita .
ovviamente non siamo dalle parti dei grandi film dei coen, sembra più un’appendice di a serious man, ma a suo modo a proposito di davis è un piccolo capolavoro. ci sono tutti i tratti distintivi del bagaglio filmico dei coen. c’è la meticolosità della ricostruzione di una città in un determinato periodo storico : new york nel 1961, luogo e periodo che hanno rappresentato il crocevia politico e culturale di un’epoca. una sceneggiatura scritta e congegnata benissimo, niente è lasciato al caso, nemmeno i nomi dei gatti. una colonna sonora bellissima, che ci riporta agli albori della moderna canzone d’autore. una trama enigmatica, che lentamente si chiarisce e che alla fine restituisce il senso alla pellicola. attori efficaci, sempre calati nella parte .
e’ un film metafisico, ricorda i quadri di hopper, luci fredde, strade solitarie che attraversano l’america, le geometrie architettoniche delle città, la simmetria degli interni. ogni elemento ha il suo giusto posto, ha la sua importanza, ma il centro del quadro resta, comunque, la condizione umana e le grandi domande che l’uomo si pone. i coen affrontano tutto ciò con ironia, alla fine sembrano suggerirci che ci possiamo fare tutte le domande di questo mondo, ma se non troviamo la risposta, forse è perché la risposta non c’è.
Ciak
Lost in translation #cinema Betti
Montando Lost in translation

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forum delle culture la storia di un insuccesso.
questa è la storia di come un evento che avrebbe dovuto rilanciare la città di napoli sia diventato l’ennesimo fallimento . e’ stata buttata a mare l’occasione per mettere fine allo stato di abbandono dell’area dell’ex-italsider, per valorizzare la mostra d’oltremare. ma cosa non ha funzionato, di chi sono le colpe? l’ elenco è lungo. alla gestione di questo evento s i sono avvicendate diverse figure e ognuno ha fatto peggio del precedente.
l’annuncio dell’assegnazione a napoli quale sede dell’ evento da tenersi nel 2013 è stato fatto ormai nel lontano novembre 2007. la città era amministrata (?) da rosa russo jervolino, l’assessore alla cultura era nicola oddati e il governatore della regione era bassolino. si prevedeva un investimento iniziale di 200.000 milioni di euro, lavoro per tutti, un anno pieno di iniziative all’insegna degli scambi culturali tra i vari popoli. fu individuata nell’ area dell’ ex – italsider la sede da assegnare alla fondazione, si srebbe dovuto creare una sorta di villaggio olimpico.
vengono promessi finanziamenti dal ministero dalla regione, nel frattempo si cominciano a spendere soldi che nemmeno si hanno materialmente. si affidano ad artisti e consulenti mandati per realizzare spettacoli, video per promuovere l’evento nel mondo, bassolino addirittura organizza un road-show a new york per promuovere l’evento in america .
nel frattempo nel 2010 si manda una delegazione a valparaiso, in cui si svolge la terza edizione del forum, e nella quale il teatro san carlo, il museo archeologico di ercolano (solo per fare degli esempi) organizzano spettacoli ed esposizioni che ad oggi non son stati ancora pagati. la fondazione viene “occupata” da oddati in qualità di presidente, che nel frattempo litiga con bondi sulla spartizione dei posti all’interno della fondazione. ma ormai il 2011 è alle porte, nuove elezioni spazzano la classe politica campana : de magistris è eletto sindaco. c’è un altro governatore alla regione : caldoro. de magistris e caldoro sostituiscono anche i vertici della fondazione, viene designato vecchioni quale presidente, che a seguito delle polemiche sul compenso milionario declina l’invito. de magistris, alla guida della fondazione, designa sergio marotta, che resterà in carica per nove mesi, fino all’arrivo del commissario puca. poi cronache più recenti vedono nominati prima claudio de magistris come responsabile artistico, poi travolto dagli scandali e uscito di scena, poi neumann, che dopo poco rassegna le dimissioni.
in questi anni si assiste anche al restauro dell’ ex – asilo filangieri, designato quale sede della fondazione una volta tramontata l’ipotesi bagnoli, ma mai utilizzato a tale scopo, al punto che dal 2012 è stato occupato dal collettivo dei lavoratori dello spettacolo “la balena”. ma di progetti, di lavori non si vede nulla. i finanziamenti vengono drasticamente ridotti, la fondazione senza avere ancora prodotto nulla è sommersa dai debiti.
il 18 novembre 2013, finalmente, viene presentata la kermesse al teatro san carlo. ma anche lì poche certezze, si dice che di lì a poco comincerà il forum ma non vengono presentati i progetti che dovrebbero essere il fulcro dell’evento.
negli ultimi mesi, il sito internet che è stato dormiente per almeno un anno, pubblica i primi bandi , quelli per i progetti minori, e questo è un altro capolavoro. dalla lettura si comprende subito che i finanziamenti potranno essere utilizzati solo da chi ha già i soldi. infatti si prevede che chi si aggiudicherà il bando dovrà anticipare le somme che poi saranno rimborsate . ma è chiaro che vista la situazione finanziaria del comune di napoli, quindi il pre – dissesto, gli aggiudicatari dei fondi verranno pagati con “moneta fallimentare” ovvero si vedranno decurtare quanto assegnato . in un tessuto economico come quello campano ovviamente sono pochi gli operatori che possono permettersi di superare un tale ostacolo.
il forum che doveva durare in partenza un anno si è ridotto a circa quattro mesi, gli eventi centrali saranno due una mostra dedicata ad andy warhol e un’altra dedicata alla napoli angioino-aragonese, poi il vuoto . la fondazione offre patrocinio (mai soldi) alla qualunque.
comunque finirà questa edizione del forum sarà ricordata come il più clamoroso flop di una kermesse internazionale.