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Harry for Gucci Ouverture.

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Giorno prima di un esame, una marea di pagine arretrate, in lockdown; ecco la mia giornata! Come al solito mi maledico perché mi riduco agli ultimi momenti per studiare, sfidando la sorte avendo dei programmi immensi. D’altronde, se sono fuoricorso, un motivo c’è. Ho dato colpa al lavoro ma in verità il problema principale sono sempre stato io. Dall’inizio ho capito che il mondo universitario non fosse per me, ero anche sul punto di mollare, ma non ne ho avuto il coraggio. Ho deciso di andare avanti comunque, ma non mi sono attivata, ho continuato a procrastinare come al solito. Mi sono accorta degli errori, forse troppo tardi, e ora cerco di rimediare. Eppure, finisco sempre a fare le solite cazzate. E mettici poi un lavoro che mi portava via del tempo, mettici i problemi a casa, mettici una pandemia globale... Magari sono scuse, magari no. Fatto sta che sento un malessere che mi pervade il corpo e la mente, leggo tante cose, ho la testa piena; scoppia. Vorrei fosse già domani sera, così nel bene o nel male, sarei libera. Ho bisogno di forza, non ne ho.
365 giorni.
Un anno insieme; non ci avrei mai scommesso. Ma non perché dubitassi della nostra relazione, anzi, piuttosto non avrei mai pensato di avere una storia così duratura, dopo le delusioni del passato. Eppure, eccoci qua. In un anno ci siamo conosciuti, siamo cresciuti e abbiamo accumulato tante esperienze. Non vedo l’ora di scoprire cosa ci stia riservando il futuro.
Vorrei svegliarmi tutti i giorni sapendo che lui è accanto a me, come questa mattina. Mi sono svegliata col sorriso stampato in faccia. Sapeva fossi sveglia e ha iniziato ad attirare la mia attenzione, fino a quando, dal letto a castello, non mi sono affacciata verso di lui, sotto. Dopo nemmeno 1 minuto sono già corsa di sotto, ad abbraccialo e stritolarlo per dargli il buongiorno. Preferisco restare da lui perché possiamo dormire nello stesso letto, posso stringermi a lui liberamente, ma averlo a casa mia per la prima volta è stato strano, bello. Magari per molte altre coppie dormire insieme è normale, quasi scontato; per noi no. E’ un’abitudine che abbiamo da poco, per forza di cose, quindi cerchiamo di goderci tutto il tempo a nostra disposizione, me ne accorgo quando alle 2 di notte siamo super assonnati ma non vogliamo addormentarci, vogliamo solo coccolarci. Il tempo non sembra mai abbastanza e quando siamo insieme, addirittura, vola in un soffio. Per questo, quando stamattina abbiamo fatto colazione, dopo aver passato un’ora a stringerci sotto le lenzuola, speravo che le nostre tazze di caffelatte non finissero mai. E invece sono finite e lui si è sistemato per andare via. Non volevo lasciarlo andare, proprio no. So che lo rivedrò tra due giorni, ma proprio non volevo staccarmi, dopo poco più di 24 ore insieme già mi ero abituata alla sua presenza. In momenti come questi mi faccio la fatidica domanda “ma com’è possibile? Come si spiega tutto questo?” ed una risposta io non ce l’ho. O meglio, so che il motore di tutto è l’amore che abbiamo l’uno per l’altra, ma è così forte che non si può spiegare, non riesco a trovare le parole giuste. Forse sarà precoce da affermare, ma vorrei trascorrere il mio futuro con lui. Abbiamo tempo davanti a noi, dobbiamo crescere e lavorare tanto, ma spero che le cose non cambieranno, spero vivamente possano soltanto rafforzarsi. Me lo auguro, ce lo auguro.
Lights Up

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Rivedersi dopo quasi 2 mesi fatti solo di videochiamate è stato quasi surreale. Sono entrata in quell’auto blu e l’ho baciato di getto, senza nemmeno pensarci. Quando ho riaperto gli occhi, ho rivisto finalmente quei due occhi verdi e quel sorriso luminoso. Non nego che inizialmente ho provato quasi imbarazzo, o semplicemente era strano poterlo toccare, capire che era tutto reale e concreto. Non abbiamo parlato moltissimo nel tragitto verso casa, mi limitavo a girarmi ed osservarlo intento a guidare e sorridermi. Arrivati, due passi ed eravamo davanti la porta di casa; ci siamo abbracciati, finalmente. Non ci siamo più staccati neppure per aprire la porta! E’ stato un abbraccio stretto, sincero, infinito. Un gesto che non si può spiegare. Siamo stati così forse per 20 minuti, poi ci siamo spostati sul divano ed io ero già in modalità koala. Lui continuava a ripetermi quanto fossi bella, quanto pesante fosse stata la mancanza e quanto fosse felice in quel momento. “Adesso so per certo perché ti amo. Ti amo troppo. Ci facciamo bene a vicenda, siamo connessi. Voglio stare sempre con te, e giuro che sarà così...te lo sto giurando! Delle volte penso che dovrei baciare la terra per ringraziare che ci sei...vita mia”. Non nascondo che, a quelle parole, i miei occhi si sono riempiti di lacrime. Nessuno mai mi aveva detto queste cose prima d’ora ma la cosa che più mi lascia esterefatta è che tutte quelle parole sono vere, lui è vero. Al solo pensiero che qualcuno possa amarmi così tanto, mi scoppia il cuore. Quando mi chiama “vita mia” mi viene un brivido alla schiena... Dal canto mio, penso che ieri ho superato il record dei “ti amo” detti in un giorno. Generalmente non lo ripeto continuamente, secondo me sono parole che vanno dosate bene, ma ieri dovevo urlarglielo o sussurarglielo perché lo sentivo così forte! E’ stata una serata magica, decisamente. Mai nella vita avrei pensato di vivere una pandemia, ma sono contenta di aver condviso questo momento con lui, sapendo di poter contare su qualcuno che poi, a fine di tutto, mi avrebbe aspettata. Lo stesso avrei fatto io. E così è stato. Sono state settimane pensati, qualche giorno più di un altro, ho riso tanto, ho pianto tanto, mi sono incazzata, ma ieri ho preso una boccata d’aria. Non mi interessa non poter andare in luoghi affollati, mi basta stare con lui. Sento anch’io di amarlo più di prima, ma com’è possibile amare così? Mi stupisco e un po’ ho paura, ma poi c’è lui che manda all’aria ogni pensiero negativo. La vita, in qualsiasi circostanza, è molto più bella condivisa con la persona giusta. Lui lo è.
#he has the most precious smile
“Io l’ho saputo dall’inizio che sarebbe andata a finire così, quando hai interesse reale per una persona, non la fai fuggire. Mi hai detto di no tre volte prima di accettare il mio invito, quando ti sei decisa non ci potevo credere; eppure, se avessi rifiutato ancora, io te lo avrei chiesto anche per la quarta, quinta volta. Mi è bastato vederti per capirti. Ci siamo trovati, non c’è altro da aggiungere. E’ stata la scelta migliore che abbia mai fatto, e sarà sempre così. Tu devi essere felice, sempre, e grazie a me. Il giorno in cui non lo sarai, avrò sbagliato qualcosa”. “Tu non lo farai mai. All’inizio ho fatto fatica ad aprire i miei orizzonti, ma non ci è voluto molto per comprendere. A differenza del passato, io con te non ho mai avuto dubbi. Mai. Te lo si leggeva negli occhi e nella voce timida, quando mi hai aperto il tuo cuore, e tu timido non lo sei! Ti amo”.
Ai tempi della quarantena, quando si è lontani fisicamente da un intero mese, si cerca di ritagliarsi quei momenti di intimità anche a distanza. L’intimità non è un fatto solo fisico, no, va oltre; è riuscire ad instaurare un collegamento mentale/emozionale con l’altra persona in maniera unica. Così riesco a sentirmi più vicina a lui, ma allo stesso tempo capisco quanto pesante sia la mancanza. Vorrei poter correre da lui, vivermi questi primi giorni di caldo primaverile insieme a lui, fare lunghe passeggiate, andare a guardare il tramonto da vari punti di vista, in quei posti della città che ormai sono nostri. Vorrei poter tornare a dormire accanto a lui, dargli il bacio della buonanotte e la carezza del buongiorno. Torneremo meglio di prima, è una promessa. Mi manca, ma sono fortunata.
Marco polani
venerdì 31 maggio 2019, 15:45

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Stasera va così, c’ho voglia di scrivere. Rileggevo dei vecchi post, cose scritte circa 2 anni fa. Penso che quello sia stato il periodo in cui io abbia più pianto in tutta la mia vita. Ed io piango tanto. Mi ero messa nelle mani di una persona non adatta a me, non in quel momento almeno. Se fossi stata più matura, se avessi creduto di più in me stessa, probabilmente non sarebbe andata così male. Ovviamente la colpa non è solo mia, si sa che le cose si fanno in due. Sono stata convinta per così tanto tempo del fatto che non avrei mai trovato qualcuno come lui, o che lo superasse. Non facevo che piangermi addosso, chiudermi in me stessa. Nonostante tutto, quel periodo, adesso, mi sembra così lontano! E’ come un ricordo sbiadito, una ferita chiusa. La cicatrice resta, ma poi te ne abitui e impari a conviverci. Rileggendo quei post, mi sono intenerita. Rivedo una ragazza ricca di speranze, immersa in un mondo nuovo, ma anche tanto fragile, a cui si è appena spezzato il cuore. Se potessi dirle qualcosa, le direi “fatti forza, devi solo credere in te stessa, ce la farai”. Ma non lo sapevo...
Non so come sarebbe la mia vita ora, se avessi fatto scelte diverse, però mi piace pensare che forse, tutto questo, mi ha portato fin quì. Mi guardo ora, cresciuta, più matura, con una maggiore consapevolezza di me stessa e di ciò che mi circonda. E’ cambiato tutto. Pensavo fosse impossibile, ed invece ho trovato una persona che ha superato tutte le aspettative. Adesso sì che sono in buone mani. Mani delicate, che mi sostengono. Mi sento fortunata, tantissimo. La mia vita continua ad essere un po’ incasinata, mi trovo comunque a combattere con me stessa sotto tanti aspetti, ma nonostante questo, mi sento bene. Mi sento amata, mi sento viva. E’ così che doveva andare.
Vorrei svegliarmi la mattina, aprire piano piano gli occhi ancora assonnati, guardarmi attorno nella stanza buia, illuminata dalla luce fioca dei raggi che passano dalla finestra. Vorrei voltarmi dall’altro lato e trovarti lì, steso accanto a me, ancora immerso nel mondo dei sogni. Il suono del tuo respiro è l’unica cosa che sento. Vorrei stropicciarmi gli occhi per capire di essere realmente sveglia, e poi accarezzarti la guancia. Vivrei solo per vedere i tuoi occhi spalancarsi poco a poco, lasciando scoperte quelle iridi verdi. Vorrei stare così, ore ed ore, ad osservarti, abbracciarti, sentire il calore dei nostri corpi incastrati come due pezzi di un puzzle, sotto le coperte. Vorrei alzarmi, preparare la colazione, prepararti il caffé che tanto ti piace. Ruberei le Gocciole dal tuo piatto, perché lo faccio sempre; tu fai finta di arrabbiarti ma poi mi sorridi e aspetti che io scoppi a ridere. Vorrei lavare i denti insieme a te, mi prenderesti in giro perché ho il visto tutto sporco di dentifricio. Vorrei stare davanti allo specchio, intenta a truccarmi, mentre canto la canzone che sta passando alla radio. So che se sbirciassi fuori, ti troverei accanto alla porta, ad osservarmi. “Sei già bellissima così” sarebbero le tue parole. Vorrei poter condividere ogni momento della mia giornata con te, anche quello più banale, più ordinario. Le giornate passerebbero, e diventerebbero una vita. E allora sì, dividerei la mia vita insieme a te.

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the hands are very important
Resoconto.
Per qualche ragione, scrivere ciò che mi sta succedendo mi aiuta a metabolizzarlo, eppure non lo faccio da un po’. Non perché la mia vita sia stata piatta nell’ultimo periodo, tutt’altro! E’ stato il periodo delle “prime volte”, di vario genere e natura. La più importante, dal mio punto di vista, è la mia prima volta in amore, perché sì, sono innamorata. Non l’avrei mai detto e invece eccomi qua. E’ stato tutto così veloce, improvviso e inaspettavo. Ho superato quelli che credevo fossero ostacoli solo perché mi ero fatta un’idea dell’amore e del “ragazzo ideale” totalmente sbagliata. Semplicemente è arrivata la persona giusta. Certo, le relazioni interpersonali non sono mai tutte rose e fiori, ma sto così bene, così in pace. Spesso mi chiedo se sia normale amare una persona così tanto, ma ancora di più se sia normale essere amati così. Lui mi ama e lo capisco da come mi guarda, da come mi sorride, da come mi sfiora, da come mi ascolta con attenzione anche se parlo tanto. Non pensavo fosse possibile, non per me almeno. Per me, eterna solitaria ed indecisa, piena di insicurezze. Ero arrivata quasi al punto di pensare di avere un problema, o essere, il problema. O di non esserne in grado. E invece no, c’è speranza per tutti. E’ stato più naturale di quanto pensassi, ma credo che questo sia anche merito della persona che ho accanto. Mi sento una persona diversa, cresciuta. Era così che doveva andare. Adesso non mi resta che sprofondare in quegli occhi verdi.