Sei quella sensazione inspiegabile quando dormi in un lato del letto ed arriva qualcuno ad abbracciarti da dietro. Sei i legami impossibili da spiegare, quelli che sfidano a viso aperto la distanza e le logiche e non si spezzano mai. Le mie mani sul corrimano quando salgo le scale, l'ultimo centesimo che mi permette di farti uno squillo, le storie che cominciano come le fiabe “c'era una volta”. Le ventitre e cinquantanove, le tasche quando ho freddo, l'ultima ora, l'ultimo amore. Sei le luci rosse delle televisioni spente che illuminano le camere dei bambini intimoriti dal buio, l'autobus che passa ogni dieci minuti, l'amore che si prova di domenica per il pisolino dopo pranzo, le macchinette che accettano i nuovi cinque euro, le sette e venticinque quando mi devo svegliare a e trenta, le cose semplici, lo sconosciuto alla cassa che ti lascia il posto perché hai poca roba, i sorrisi spontanei. Sei l'attimo in cui ti giri e ti accorgi che ti stavano già guardando, l'ultimo banco, un biglietto in prima fila. Il primo bacio del primo amore.
Fuori piove. Dentro pure. Passo a prenderti? (via come-margot)
















