«Innanzitutto è importante avere sempre a mente che il passato è passato e non tornerà più. Basta pensarci, basta tornare indietro con la mente. Non poteva andare in modo diverso, doveva andare proprio così affinché tu fossi qui, ora. Quando un giorno sarai felice, lo dovrai anche a quel passato. Nel momento in cui sei pienamente consapevole di questo, dovresti smettere di identificarti con quello che ti è successo.»
«Cosa significa?»
«Se hai affondato le radici della tua identità in qualcosa che non esiste più, temi che, lasciandolo andare, perderai anche te stesso, smetterai di esistere. Ecco perché le persone tendono ad aggrapparsi così disperatamente al passato. Ad esempio, nella tua mente ora tu sei “Davide, quello a cui hanno spezzato il cuore”. E se togliamo questo appellativo, cosa ti resta? Solo Davide. E chi è Davide? Non è facile rispondere a questa domanda. Rischi di non sapere chi sei nel profondo e andare in crisi. Ci vuole coraggio a guardarsi dentro, e allora meglio identificarsi con il proprio passato e con la propria sofferenza, mentre si spreca il proprio presente… vero? In realtà perdi te stesso proprio quando concentri la tua attenzione su qualcosa che non tornerà mai più, invece di concentrarci su ciò che hai e sei ora. Fatta tua questa consapevolezza, smetti di soffrire.»
- Gianluca Gotto













