Tanto tuonò che piovve
Cottarelli fa un passo indietro, Conte ne fa due avanti (uno non basta, si era già ritirato in precedenza) e nasce il governo a trazione grillo-leghista. Lo scenario peggiore? Forse, perché dipende sempre da che punto guardi il mondo. Dickens scriveva “era il tempo migliore, era il tempo peggiore” e questa credo sia l’estrema sintesi di ciò che ci aspetta.
Come in una specie di cortocircuito, chi voleva rovesciare l’establishment reo di averci depredati, derubati e privati della preziosa sovranità, getta la maschera di Guy Fawkes e si tuffa di testa nel mare magnum della politica ma, a differenza del 2013, stavolta arriva nella stanza dei bottoni.
Sono stati 88 giorni di lacrime e sangue, in cui i toni esasperati raccontano una politica stanca, sfilacciata, in cui il contraddittorio è un optional e la narrazione del “noi contro loro” è inesorabilmente diventata un mantra, un triste e ricorrente marchio di fabbrica. Vista nell’ottica del potere, però, diventa piuttosto “noi e loro” e racconta un’alleanza strampalata, meno ovvia di quanto si possa pensare.
Il governo che è appena nato conta, tra gli altri, il ministero del Sud e quello per la famiglia (al singolare), quasi a tutelare due specie rare in via di estinzione: perché se nel primo caso siamo alla fantascienza, con i grillini che pongono sul tavolo la questione meridionale (dopo averla bellamente lasciata fuori dal contratto) in un governo nato grazie alla Lega (che del Sud se ne è sempre- per non essere volgari- infischiata), nel secondo caso siamo alla frutta e soprattutto davanti alla cieca ostinazione di chi, nel 2018, non vuol capire che quello è un concetto di famiglia ormai desueto.
Un’armata Brancaleone di complottisti, razzisti, maschilisti, xenofobi e omofobi che si apprestano a governare questa Italia sgangherata per i prossimi cinque anni. Un esercito di mamme pancine invocherà la cancellazione della legge 119 e, con la Grillo alla Salute, non ci sono dubbi che probabilmente accadrà.
Il governo che nasce è qualcosa di inedito, ma non di speciale. Perché se Pd e NCD si alleano è inciucio, ma se a farlo sono Lega e M5S è “governo del cambiamento”?












