ㅤㅤ ㅤㅤ ⟡ ──── ʟɪғᴇ ᴘɪʟʟs jul. 12th, 2026 ⌵ hamptons, ny ㅤㅤ ㅤㅤ ㅤ Il riflesso allo specchio. Quello strano aggeggio capace di capovolgere la nostra realtà, di farci vedere ciò che gli altri vedono riflettendo quella superficie così affascinante. Eppure c'è qualcosa di diverso quando mi guardo in quella superficie riflettente. Vedo il mio riflesso, la figura del mio corpo e mi dico che è bello, che è tonico al punto giusto, vedo semplicemente un corpo femminile snellito dai tanti allenamenti. Ma è solo questo? E' solamente un semplice corpo? La linea del fianco scivola leggera disegnata dal più abile degli scultori, giunge alla coscia, lambisce il gluteo e poi risale. La curva del seno grida il bisogno di essere accarezzato, toccato eppure il mio riflesso allo specchio mostra anche altro. E' questo ciò che continuo a dirmi: non è un semplice 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐. Allora perché mi fermo ad osservare quei piccoli dettagli che diventano via via più flebili ogni volta che impiego un secondo in più sul quel determinato punto. L'attenzione così spasmodica diventa un occhio attento, al limite del critico, prima di giungere a quella semplice certezza: il mio corpo è 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆, il mio corpo è ciò che serve per raggiungere quella parola che spesso sfuma dalle mie labbra. Flebile è il soffio delle mie labbra quando penso a tutti i modi in cui il mio corpo comunica le emozioni, tristi o felici, dilanianti o euforiche che siano. Il mio corpo è sempre lì. In attesa di un tocco, di una carezza, di un gesto per renderlo semplicemente vivo. Guardo il mio riflesso, e vedo le cicatrici, i sorrisi, i gemiti e gli orgasmi, vedo tutto quanto in un volto curioso, in un corpo fin troppo giovane, smanioso di una curiosità capace di essere deleteria. Vedo un corpo che è sensuale, maturo, incapace di dire no al piacere, al godimento, ma fiero delle sue conquiste. Vedo un corpo che deve e vuole essere molto di più. ㅤㅤ ㅤ















