“Perché alla fine, chi si appartiene si ritrova, anche dopo che ci si è persi quasi del tutto.”
Federica Maneli

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“Perché alla fine, chi si appartiene si ritrova, anche dopo che ci si è persi quasi del tutto.”
Federica Maneli

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Un' assenza non smette mai di fare male.
Un giorno perdi il tuo punto di riferimento e la tua vita cambia.
Non si torna indietro.
Biglietto solo andata per il cielo per uno,
Biglietto solo andata per il dolore per un altro.
Perché obiettivamente per quanto ci si sforzi di trasformare il dolore in qualcosa di positivo, e per quanto magari alla fine ci riusciamo, alla fine è lui che trasforma noi.
Non assaporerai mai più la vita come facevi prima.
Sarai più arrabbiato col mondo.
E la pace? Come si trova la pace quando vorresti solo urlare?
Che non è giusto! E non puoi farci niente!
Che ti si alleviasse almeno questo dolore, che il tempo servisse a qualcosa.
Ma il tempo non serve a un emerito cazzo quando la persona che credevi al tuo fianco fino alla fine non c'è più nei tuoi giorni.
Che cazzo te ne fai del Natale se un pezzo della tua famiglia non sarà seduto a tavola con te?
Che cazzo te ne fai dell'anno nuovo, se è solo un anno più lontano dai ricordi.
Che qualunque cosa bella la godrai a metà perché non la dividerai più con lei.
Qualunque cazzo di cosa bella, sarà meno bella, sarà triste.
E un cazzo di nessuno sarà lì a rendersi conto quanto ti fa male, neanche chi dovrebbe si renderà conto che da sola non ce la fai. Questa volta senti di non farcela. Ma non lo vedono, non ci sarà nessuna mano ad alzarti mentre questa voragine ti divora, ti cambia.
Si lamenteranno che ti arrabbi per tutto, che sei strana, che non ti si capisce.
Non si renderanno conto che è da quel giorno che tu non sei la stessa.
Che avevi bisogno di qualcuno che ti portasse in braccio per una cazzo di volta. Anche te che volevi farcela sempre sola, sta volta ne avevi bisogno.
E chi doveva esserci lì per farlo che non si lamenti, che non dica una parola su ciò che sei adesso.
Perché per non crollare hai dovuto creare una corazza.
Un vetro pieno di lacrime che speri un giorno di riuscire a rompere.
Così da fare uscire quel dolore e respirare.
#dkr
“«Purtroppo dobbiamo morire.» «Ma abbiamo vissuto. Ci sono quelli che non sono mai nati. Noi per millenni non siamo mai nati. Non nasceremo più, forse». «Questo che cosa le ha insegnato?» « Che bisogna vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo, ma anche come se fosse il primo».”
— RIP Piero Angela
Capisci di essere arrivata al limite quando inizi a cambiare , inizi a tirare fuori tutto quello che hai trattenuto per anni, lo tiri fuori con tutta la rabbia che hai in corpo e poi senti la pace..la quiete , il mondo tace , ti senti libera, quella sensazione di un enorme peso che ti sei tolta finalmente di dosso.

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Fa male, fa male perchè non avevo mai immaginato un giorno senza di te.
E d’improvviso mi ritrovo con una vita senza di te. (Via @piecesofdamon)
"Sei ancora arrabbiata con me?"
"No."
"Sei sicura?"
"Non ero arrabiata con te"
"Com'eri?"
"Ferita."
“Perché a vent'anni è tutto ancora intero, perché a vent'anni è tutto chi lo sa, a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell'età”
(o così almeno dice Guccini).
20 anni.
Non ci credo neanche io.
Mi sembra ieri il giorno in cui ne avevo appena undici e volevo crescere, volevo diventare adulta per poter fare come mi pare. Che stupida che ero, come dice Liga “aver fretta d’esser grandi e poi voler tornare indietro quando non si può”.
Mi guardavo allo specchio e mi provavo il rossetto rosso di mia madre, ripetendomi che un giorno me lo sarei potuta mettere sempre ed essere più bella, non capendo quanto potessi essere bella già a quell'età, come lo sono tutte le bambine di undici anni.
Mi è bastato crescere giusto un po’ ed arrivare ai miei quindici anni per capire che non era quella la vita che volevo, per capire quanto il mondo facesse schifo e quanto sarebbe stato bello restare bambini per sempre.
Dal compimento dei miei quindici anni, ogni compleanno era una “sofferenza”, un gradino verso l’età adulta e verso il diventare donna.
I sedici, i diciassette, i maledetti diciotto anni che non volevo né fare né festeggiare perché io non volevo tutte quelle responsabilità, non le ho mai volute, i diciannove e adesso i venti anni.
Compiere venti anni, per me, è più importante che compierne diciotto.
A 18 anni siamo ancora adolescenti, andiamo ancora a scuola ed abbiamo ancora la certezza di svegliarci ogni mattina e vedere le stesse persone, quelle persone che sono come una seconda famiglia. Abbiamo la strada già delineata. Certamente, a 18 anni acquistiamo la capacità d’agire, possiamo prendere la patente e guidare, possiamo entrare in qualsiasi locale e possiamo prendere in pace il drink alcolico nei pub e nelle discoteche, possiamo anche commettere illeciti senza che di questi ne rispondano i nostri genitori e possiamo finire anche in carcere. Ovviamente, le responsabilità sono tante, ma la vita è sempre la stessa degli anni precedenti e le persone che ti circondano sono sempre le stesse. Cambia poco.
Avere vent'anni significa diventare adulti e smettere di essere adolescenti. Ed è questo che mi terrorizza.
Avere vent'anni significa alzarsi la mattina e chiedersi se la vita sta andando come vorremmo, se abbiamo fatto la scelta giusta, se vale la pena fare ciò che stiamo facendo e se vale la pena combattere per i nostri obiettivi.
A venti anni non si hanno certezze e non si hanno persone che ci indicano (e obbligano talvolta) cosa fare. Siamo noi che, nel bene e nel male, decidiamo cosa fare, dove andare, con chi stare, quali obiettivi raggiungere e come raggiungerli, soprattutto. Questo può essere considerato bello e anche giusto, ma io non so se sono ancora pronta. Vorrei tornare ad avere sedici anni, andando a scuola, uscendo con i miei amici non pensando al futuro. Un futuro che mi sembrava troppo lontano, ma che, in realtà, è arrivato in pochissimo tempo.
Avere vent'anni significa crescere, significa prendere in mano la propria vita e fare le giuste cazzate, ovviamente, ma sempre assumendosi le proprie responsabilità.
Avere vent'anni significa avere dei momenti di crisi, avere dei momenti in cui ci può sembrare di aver buttato via la nostra vita, momenti in cui non siamo contenti di noi stessi e momenti in cui vorremmo soltanto andarcene e abbandonare tutto. Ma a vent'anni non è troppo tardi, a vent'anni siamo ancora in grado di fare la “scelta giusta” e di cambiare radicalmente la nostra vita. Possiamo ancora cambiare e migliorare.
Io mi auguro soltanto di vivere quest’età con grande leggerezza, senza avere troppa nostalgia per il passato e cercando di non pensare troppo al futuro. Vorrei vivere tutto alla giornata, ma, d'altronde, cosa si può pretendere da una ragazzina che, già all'ultimo giorno di scuola della seconda superiore, invece di festeggiare, piangeva pensando che alla fine della scuola sarebbero mancati soltanto tre anni?
Cosa si può pretendere da una ragazzina che già a quindici anni piangeva e stava male all'idea che a diciotto avrebbe dovuto decidere “cosa fare da grande”? Non riesco proprio a vivere alla giornata senza pensare al tanto temuto futuro, ma ci proverò.
A vent'anni voglio prendere tutto con leggerezza, continuare a sognare rimanendo coi piedi per terra come ho sempre fatto, non accontentarmi mai di niente che non mi faccia essere felice al 100%, combattere per i miei grandissimi e difficilissimi (ma non impossibili) sogni, conoscere nuova gente e, allo stesso tempo, continuare a coltivare i rapporti con quelle poche, ma fantastiche persone che ho al mio fianco.
Quelle persone che non giudicano mai nessuno, che non danno peso agli altri, che sanno ascoltare, non accontentarsi e che mi somigliano. Quelle poche persone vere che ho avuto la fortuna di conoscere e che credono in me SEMPRE, anche quando deludo le loro aspettative, anche quando torno a casa piangendo, dicendo che sono un disastro e che non raggiungerò mai i miei obiettivi, anche quando ho i miei momenti no e mi ripeto che sono un fallimento. Ho la fortuna di avere attorno persone meravigliose che credono in me stessa più di quanto lo faccia io e che non si arrabbiano mai se le cose non mi vanno bene. In questi casi, mi danno solo un abbraccio, tanto coraggio e stimolo per andare avanti.
Qualche anno fa dicevo che la vita faceva schifo, che siamo al mondo solo per soffrire e che ciò che mi ha ucciso non mi ha mai reso più forte.
Ma, fortunatamente, il dolore mi è servito e ciò che non uccide fortifica veramente.
Però, tutto dipende dal modo in cui si affronta: se si decide di chiudersi ancora di più in noi stessi, di soffrire, di piangere e di stare a letto, senza uscire e senza vivere, il dolore non serve a niente. Ma, vi dirò una cosa: se riuscite a rialzarvi, a prendere in mano la vostra vita e a cambiare ciò che non vi piace (a partire dal vostro taglio di capelli, fino ad arrivare alle persone che vi circondano e alla strada che avete preso e deciso), tutto sarà più bello ed il mondo sarà a colori. Aprirete gli occhi e capirete quanto siete fortunati.
Non so se sarò capace di gestire i miei vent'anni, ma una cosa è certa: cercherò sempre di affrontare tutto con un sorriso con le persone che amo, non dandole mai per scontate.
E comunque, buon compleanno a me.
“Io sono strana, ci vuole tempo sia per conoscermi che per capirmi, e solitamente le persone non hanno tempo.”
—
Ricordati di trattarla come se non fosse ancora tua
Ricordati che quando guarda il vuoto, pensierosa e triste, ha bisogno di una tua carezza senza fare troppe domande..
Ricordati che dopo aver fatto l’Amore per lei è importante che tu rimanga abbracciato e la stringa forte.. ..sarà bello farle capire che sei presente anche dopo..
Ricordati che la mattina appena sveglio, sarà bello darle un bacio sulla guancia.. mentre ancora dorme…
Ricordati di fermarti un istante a guardarla mentre lei non ti vede.. per ricordarti quanto meravigliosa sia nel suo viver quotidiano
Ricordati di portarle un Fiore quando meno se lo aspetta perché dire “Ti Amo” non ti autorizza a dare tutto per scontato
Ricordati che quanto gli dici “Ti Amo” lei ci crede… sussurraglielo in un orecchio ma poi diglielo sempre guardandola negli occhi…
Ricordati che se tra amici lei si veste in modo provocante non lo fa perché è una puttana quindi anziché incazzarti falle un complimento che merita..
Ricordati che le attenzioni che le hai rivolto per conquistarla devono durare in eterno… perché lei non è di tua proprietà
Ricordati che tutto ciò che fai con lei anche le cose stupide sono speciali… proprio perché lo fai con lei….
Ricorda di farla partecipe delle tue passioni perché magari non è vero che lei non ne capisce niente
Ricorda quando litigate di non dirle mai “sei una puttana” perché ti sembrerà incredibile ma per loro equivale allo schiaffo di un padre ingiusto..
Ricordati di ricordarle che non ci sarà mai uno che l’Amerà come fai tu perché lei già lo fa..
Ricordati di darle un bacio tenendole il viso tra le mani..qualche volta.. perché.. perché è bello
E ricorda di dosare bene dolcezza e forza insieme perché oltre che una “principessa” è sopratutto una “Donna” e tale la devi fare sentire
Ricordati che quando l ‘accompagni a fare shopping un tuo consiglio può essere più importante di quanto pensi
Ricordati che lei a volte ha bisogno di sensazioni forti, di piacevoli imprevisti
Ricordati che è stupenda una sera sensuale a lume di candela..
..ma che a volte è bello anche tirare il freno a mano dell’auto all’improvviso e fare l’amore nel primo posto che ti capita e fidati fallo tu prima che lo faccia qualcun altro
Ricordati che le parole “Ti Amo” non sono un saluto
Ricordati che quando ti parla ha bisogno di essere ascoltata
Ricordati che lei non è “tua madre” ma a volte può essere “tua figlia”
prendila per mano e asciugale le sue lacrime
Ricordati che lei è una stella non farla cadere
Ricordati di custodirla come un fiocco di neve su un palmo aperto se lo chiudi si scioglie
Ricordati che per quanto tu possa soffrire…. …ne sarà sempre valsa la pena
Ricordati se ancora non l ‘hai fatto di dirle che l’Ami
non solo quando siete soli perché è bello gridarlo al mondo
Ricorda tutto questo prima che lo ricordino le sue spalle mentre vanno via..

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@itsmyecho
Un giorno ti innamorerai. Combatti per il tuo amore. Non smettere di lottare. Mai.
“Ti chiedono come mai sei cambiata, perché sei così diversa, perché non sei più la stessa. Ti trovano un po’ troppo distante, sempre sulle tue, che non vuoi dirgli più niente, che non ti va di ascoltare. Si chiedono come mai tu sia un'altra e perché la tua disponibilità sia diventata quasi cattiveria e perché non hai più lo stesso carattere di prima perché rispondi a stento alle domande perché sei così chiusa in te stessa e hai intorno troppi muri a proteggere la tua fragilità estrema, si domandano come mai tu abbia perso la tua pacatezza, la tua timidezza gli fa strano pensare che tu non sia più la stessa ma una un po’ meno onesta, meno preoccupata dei bisogni di tutti quanti meno pronta a capire, meno disponibile per tutti. Ti chiedono che ti è successo perché non vuoi più essere chi eri perché hai cambiato pure gli occhi perché adesso sono sempre tristi, distanti, persi e gli dispiace che tu non sia più la stessa perché prima eri un poco meglio di sicuro ma dov'erano quando tutto quanto cadeva? Quando ti serviva qualcuno con cui parlare? Quando non avevi idea di dove avresti potuto andare a cercare chi ti potesse capire? Dov'erano quando ti sei persa e non ti sapevi trovare quando gridavi aiuto a gran voce e loro sentivano solo ‘si, tutto bene’ dov'erano quando tu c'eri per loro e loro invece per te non c'erano nemmeno se li rincorrevi? Ma dov'erano quando tutto sembrava non avere un senso? Non gli piace come sei adesso, troppo sulla difensiva, troppo strafottente, ma dov'erano quando hai deciso di cambiare?”
—
E crescendo impari che la felicità non è quella delle grandi cose. Non è quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi… La felicità non è quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente.. non è quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari.. la felicità non è quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova. Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose… …e impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve. E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri. E impari che l'amore è fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei cinque minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore, e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami. E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici. E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi. E impari che tenere in braccio un bimbo è una deliziosa felicità. E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami… E impari che c'è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia. E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino, in ogni gabbiano che vola c'è nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston. E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
(Richard Bach)
antropocene.
come era biogeologica siamo nell'antropocene. le rocce che si stanno formando in questo periodo stanno inglobando plastica. la traccia lasciata dalle attività antropiche nelle stratificazioni geologiche e nella biosfera sono ormai fisse e indelebili. nel bene e nel male.

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Marzia Sicignano