Vorrei abbattere i muri che ho costruito con le mie mani, con le mie insicurezze, con le mie paure. Vorrei prenderli a calci, oltrepassarli, sentire davvero quello che le persone hanno da dire e da dare, invece di percepire tutto in maniera così debole, come se ci fosse il segnale disturbato, come se ci fosse qualcosa che non mi permette di ascoltare bene la musica. Vorrei sentire di più come quando da piccola ascoltavo i silenzi e li capivo. Come quando da piccola nel bel mezzo di un abbraccio mi sentivo al sicuro. Ora mi divincolo, mi scanso e se so che qualcosa potrebbe farmi bene la evito, perché tanto mi farà più male che bene. Mi hanno insegnato così e io, sciocca, mi sono fidata di loro. Vorrei tornare a quel giorno in cui mi hanno detto che non ero abbastanza bella, a quello in cui mi hanno detto “non posso amarti”, a quello in cui mi hanno toccata giurando di amarmi, e poi. Vorrei tornare lì e dire a tutti “va bene, vi perdono, ma lasciatemi il mio cuore”. Vorrei tornare su quel treno che prendevo sempre e vorrei parlare di nuovo con quella signora che ripeteva in continuazione che avrebbe voluto vivere al mare. Invece, mi sento sempre più sola.
Susanna Casciani











