Oggi, all'ennesima sfuriata di mio padre senza motivo, durante la quale ha pensato bene di ribadirmi che sono di troppo (in casa e nella vita a quanto pare) ho avuto un attacco di panico e di rabbia talmente forte che ho seriamente ripreso in considerazione il suicidio. Ero rannicchiata per terra a urlare e chiedere aiuto, nessuno è intervenuto. I vicini erano tutti a casa. Nessuno è intervenuto. Lui si è spaventato, ha provato ad avvicinarsi e ho iniziato a sentire il vomito salire.
La risposta di mio padre è stata farsi venire un attacco anche lui, visto che non era abbastanza al centro dell'attenzione: ha iniziato a dire "mi sta venendo un altro infarto" e a chiedere aiuto piangendo. Non riuscivo nemmeno a digitare il 112 e a parlare, perché avevo il vomito in gola praticamente, ma ho chiamato mia madre e le ho detto di tornare immediatamente a casa perché mio padre stava avendo un infarto e io stavo "finalmente morendo". Vi giuro che in quel momento ho solo pensato "finalmente, è tutto finito" e me ne sarei andata col sorriso.
Invece dopo poco mi sono ripresa.
Ora al suicidio ci sto pensando sul serio.
Vi garantisco che ho chiesto aiuto, ma la voce è ancora lì. La mia bambina interiore non ce la fa più, oggi mi ha chiesto di mettere fine a tutto.
Nel panico ho scritto a mia cugina, che è venuta subito a prendermi e ha cazziato i miei genitori. "Se continuate così tra poco la dobbiamo seppellire" ha risposto. La voce ha risposto "Magari".
Perché lo scrivo qui? Perché se non mi sentite più almeno lo sapete. Brutta bestia la verità.











