Lei era bellissima, provocante e unica, come una rosa. Molti amavano guardarla, essendo la regina dei fiori, ma in pochi sapevano coglierla a causa delle spine che ricoprivano il suo stelo. Sembrava fredda e scontrosa, e strana, mentre in realtà per lei era solo una prigione dove era rinchiusa.
Un giorno un uomo si avvicinò, impavido, e colse la rosa. La tenne in mano per un istante, e la rosa si sentì per la prima volta amata. Poi però l'uomo riaprì la mano con la quale teneva la rosa, si accorse si essersi ferito. Lei si spaventò, provò a fare di tutto per evitare che lui si pungesse di nuovo, addirittura provò ad amputarsi le spine, pur di migliorarsi.
E mentre la rosa fu impanicata di fronte alla ferita, gli occhi dell'uomo si posarono sopra una semplicissima e dolce margherita. Pura, innocua e terribilmente comune. Ma pur sempre un fiore senza spine. Non ci pensò due volte prima di raccogliere la margherita, lasciando cadere a terra la rosa.
Portò la margherita a casa sua, dove la piantò e cominciò a coltivarla, come tutti i suoi amici fecero con le loro margherite. La rosa intanto se ne stette lì, immobile, in attesa di appassire, poichè altro non potè fare.
Coltivare una rosa è un atto troppo complicato e superficiale, perciò molti preferiscono dedicarsi a delle banali margherite.















