Più vicino alla superficie invece, appoggiata ad uno scoglio che secoli prima deve averle squarciato la grande pancia di legno, un’imbarcazione molto più antica. Le tavole di quercia annerite dal tempo, implacabile, che ha spezzato l’albero maestro e ha fatto scomparire le vele per sempre. La polena rappresenta una donna, braccia aperte, completamente inglobata nel corallo come se fosse pronta ad abbracciare la sua fine.
(M) Occhiate di qua e di là le getta per sincerarsi di passare sufficientemente lontana dalle creature che abitano quel luogo « andiamo a vedere se è rimasto qualche scheletro. » uno sguardo alla polena lo deve lanciare, un po’ ammirato, benché la curiosità la porti subito a dirigersi verso lo squarcio nella carena, cercando di tirare con sé anche gli ALTRI DUE, ammesso non oppongano resistenza.
(A) «Andare dove? Sei pazza?» sbotta, lasciando fuoriuscire dalle labbra bolle e parole distorte in direzione di MYOSOTIS, che azzarda addirittura proposte indecenti. Guarda sia lei che VLAD con fare serio, perché «Non si visitano i luoghi di morte. E se gli scheletri ci attaccano? Se ci costringono a rimanere con loro nel relitto?»
(V) « Se oggi crepo, voglio un funerale… » Cercherebbe di avvicinarsi per prima allo squarcio, per assicurarsi che sia sicuro, e solo alla fine farebbe cenno a entrambe di seguirlo dentro.
È chiaro anche ad un primo sguardo tra gli squarci della nave che le stanze non sono sicuramente di lusso. Alcune sono piene solo di munizioni, centinaia di palle di cannone pronte all'uso, anche se un po' consunte. Comunque, è piuttosto facile intuire di che nave di tratti, una volta intravisto il capitano, che deve sempre affondare con la nave. Quel poco che ne rimane ha le sottili ossa delle furono mani ricoperte di anelli, e un cappello impossibile da non riconoscere. Pirati.
(M) Superfluo dire che tra forzieri, munizioni e palle di cannone, lei va proprio a puntare il capitano, probabilmente l’unico uomo di cui potrebbe mai interessarle qualcosa, per tutti i motivi sbagliati, tipo « Voglio il teschiooo » what? « starebbe troppo bene nella teca di Ynez » prima di guizzare verso le spoglie e cercare di levargli il cranio, ovviamente dopo che ASTERIA ha rubato il cappello.
(V) Ma ci pensa ASTERIA a recuperare il cappello del fu pirata, e a beccarsi un’occhiataccia urgente nel modo di schizzare tra lei e il vecchio capitano. « SEI FUORI? » ma neanche il tempo, che arriva il turno di MYOSOTIS che cerca di prendersi addirittura il cranio. « E io che pensavo le femmine fossero più » Più? « Autoconservative? » Utopia.