Ecco, è seduto davanti a noi
col suo giaccone da marinaio
e quel sorriso da gioconda
in questa specie di guaio
perché il destino, il fato,
e oggi gli dei ci sono nemici
per sembrare degli zingari felici,
e ognuno pensa alle cose sue,
e se gli chiedi quanti figli ha
lui ci pensa un po' prima
quando riceve lettere d'amore
le intermittenze del cuore
ah! le donne, che affare!
ce ne vorrebbero tre o quattro
ah, le donne, che profumo !!
le donne salutano dal banchina,
il giorno che devi partire,
Ecco, coi gomiti spolvera
parla di Tennyson, di Omero
e quindi la storia della galera
e i traffici dopo l'università,
nei supermercati, in barba
al principio della proprietà,
soltanto una scena da dilettanti,
cosa farai col pubblico davanti,
quell'unica semplice melodia
del poco tempo contato che hai,
ce ne vorrebbero due o tre
ah, le donne, che profumo!
appena in tempo alla banchina,
il giorno che devi partire,
Ecco, ha la faccia tra le mani
di quel brutto incidente,
Rivedere lei e sentire tornare
la meraviglia di quel tempo antico,
perché le donne, ah! le donne...
ce ne vorrebbero una o due
ah, le donne, che profumo !!
proprio il giorno che devi partire,
Ecco, ha le mani tra i capelli
per farci capire che tempi
eran quelli, tempi di lotta
le intermittenze del cuore,
che non ricambia lo sguardo
e oggi gli dei ci sono nemici
per sembrare degli zingari felici,
... certo le donne, ah! le donne,
bisognerebbe averne almeno
ah, le donne, che profumo
ma proprio quella che ci voleva,
quella sirena, è finita male,
fino al prossimo carnevale,
e proprio quella che ci voleva,
si è consegnata al Grande Digiuno,
la vita è stanca, e se ne va via,
qui non c'è più nessuno...
qui non c'è più nessuno...