GGJ 2015: postmortem della Global Game Jam alla quale non ho partecipato
Un anno dopo la mia prima Global Game Jam ero super carico per l’occasione, ma la sfortuna ha deciso che non era il caso che io partecipassi.
Giusto la settimana prima ho avuto una visita dai ladri in casa. Un evento che ha messo il mio morale a dura prova e che mi ha reso impossibile prendermi la libertà di lasciare la mia famiglia da sola tutto un weekend per andare a creare un gioco in 48 ore.
Certo avrei potuto evitare di fare le notti; ma una jam senza il tour de force non è la stessa cosa e il team non si sarebbe meritato un membro a mezzo servizio.
Quindi o tutto o niente. Alla fine è stato niente.
Non proprio niente, o: meglio che niente
Il programma si era trasformato quindi dal fare una jam intera all’essere presente all'inizio e alla fine.
L'inizio di una jam, i momenti che la precedono immediatamente, sono carichi di ispirazione grazie alle presentazioni degli ospiti propri di ogni sede e ai keynote ufficiali preparati dall’organizzazione della GGJ.
È in questi momenti che inizia lo scambio di conoscenze grazie alla condivisione di esperienze e di opinioni di persone con un ruolo all'interno del mondo dei giochi.
Ed è in questi momenti che ne approfitto per prendere gli appunti con i “disegnetti” mettendo su carta quello che mi è rimasto del momento. Appunti che nonostante non riescano a rendere giustizia a certi, dirompenti, interventi sono visibili ai più curiosi direttamente sul sito dedicato alla jam di Torino.
E poi c'è il team forming, che ogni volta è un gioco a sua volta, e che quest'anno è stato un vero momento di cabaret grazie a dei personaggi strepitosi sia nell'organizzazione che tra i partecipanti.
Un bell'inizio, terminato con la promessa di tornare alla fine della jam, per la presentazione dei giochi e per la festa.
Promessa non mantenuta
Già, perché un po' come l'anno scorso, sono crollato malato all'ultimo minuto passando quasi tutta la domenica a letto.
Non sono riuscito ad andare alla fine della jam, mi sono perso la presentazione dei giochi e il momento di unione finale.
Peccato, davvero, ma il grande gruppo che si è creato a Torino è sempre unito, e ci sarà modo di farsi raccontare tutto come se ci fossi stato.
Il gioco
“Quale gioco?” viene da chiedersi, visto che non ho partecipato. E non sarebbe sbagliato, ma alla scoperta del tema c'ero e, anche se subito sono sembrato scettico e poco convinto, alla fine un'idea mi è venuta lo stesso.
In realtà più che venuta in senso stretto sarebbe più corretto dire che, tra le idee sparse che mi sono venute nel tempo, ce n'è una che si adattava bene a questo tema.
Il tema What Do We Do Now? chiamava a sé tutta una serie di interpretazioni legate al gameplay come l'assegnazione di comandi a personaggi inerti (che ci chiedono, appunto, che cosa fare) tipiche di generi come gli strategici o i tower defense, ma io avrei voluto interpretarlo dando una lettura letterale al termine “we” che in questo caso sarebbero stati i giocatori di un video game esclusivamente multiplayer.
In pratica l'idea è di creare qualcosa di semplice, almeno per la jam, dove tutti i giocatori controllano lo stesso personaggio che fa quello che la maggior parte dei giocatori impartisce come comando.
Per fare un esempio facilmente comprensibile, diciamo che, giocando in 4: uno preme a sinistra, uno preme il tasto salto e due premono a destra = il personaggio del gioco va a destra.
L'idea originale che mi balla in testa da un po', in realtà è più una bozza di esperimento sociale che vorrebbe coinvolgere decine di giocatori nel controllare un personaggio in un ambiente privo di un vero e proprio obiettivo, ma magari questo argomento lo affronterò in un altro momento.
Non so se sarebbe stata una buona idea da sviluppare con team. Chissà che team mi sarebbe capitato. Vai a sapere come si sarebbe trasformata nelle prime ore di brain storming.
Chissà se qualche altro team ha avuto un'idea simile?
Al momento non ho ancora guardato nessun gioco uscito dalla jam, una prima selezione dei titoli italiani l'ha compilata IndieVault.it, ma mi sono ripromesso di farlo nei prossimi giorni. Se dovessi trovare un gioco così—o se me lo segnalasse qualcuno—ripasserò ad aggiornare il post.
Un altro anno di attesa (a spizzichi e bocconi)
In chiusura, rosico parecchio per non aver potuto partecipare, ma le jam sono di moda ultimamente, e non passerà tanto tempo prima di poterne fare un'altra.
Quello che sono riuscito a prendere da questa GGJ non è comunque poco.
Arrivederci a tutti alla prossima occasione.














