(E. Hopper - Morning Sun)
Nella silente ricerca di qualcosa che rientri nelle linee rette che ho scalfito alle pareti e ho spacciato per finestre ho notato che la luce, figlia bastarda della notte, vive oltre le illusioni e trapela tra le buche, fa le ombre con per forma l'impazienza di un silenzio che balbetta, si fa voce di sospiri soffocati lasciati a scomparire tra gli estremi di due spunte e la luce intermittente di due iridi sconnesse.
Ho compreso il fato astratto e tra i confini alle pareti ci ho calato del colore per poter lasciare un segno al valore del silenzio e a ogni battito sospeso sui tramonti, boomerang che fatica a far ritorno.
Alla luce ho dato il ruolo, dal mio teatro monoposto, di riempire ogni mio buco e portarsi, in traduzione di un silenzio, l'ombra deforme del mio grido disperato e portarla nelle buche di ogni uomo come me, torcia in potenziale, per sentirci meno soli quando arriverà il finale.
TRAMARE








