Mi sento un po’ come quando Alice nel Paese delle Meraviglie arriva smarrita davanti allo Stregatto sull'albero e gli chiede preoccupata che sentiero avrebbe dovuto prendere di lì in poi.
Io una mia probabile conversazione con lo Stregatto al bivio della mia vita, l’ho immaginata più o meno così:
“Vorrei avere delle indicazioni, grazie, che vado terribilmente di corsa.”
“Indicazioni per…? E poi cos’è tutta questa fretta?”
“Per la strada giusta per me è chiaro. Sì, intendo proprio che strada percorrere per arrivare… mmh, arrivare, sì… esattamente dove, ti chiederai? E chi lo sa. In quel posto dove troverò le risposte che cerco, dove potrò scoprire questo qualcosa che mi manca nella vita alla fine che cos’è. E poi sono di fretta, di frettissima perché ho paura di non arrivarci mai.”
“Allora… innanzitutto, respira che sei agitata.”
“Okay, mi calmo o almeno ci provo...”
“Hai mai pensato che forse non è tanto l’andare ma il restare il punto? Restare e ascoltare.”
“Sì, ma ascoltare che cosa esattamente?”
“Tutto quello che fino ad ora non hai avuto il coraggio di sentire… ad esempio il tuo cuore.”
“Il mio cuore… e chi se lo ricorda più ormai come si ascolta, ma serve lo stetoscopio?”
“Serve fermarsi innanzitutto, agguantare un bel bicchiere d’acqua e ingurgitare una o due dosi di coraggio per cominciare.”
“Okay, perfetto, ho segnato tutto, allora io a questo punto vado.”
“E dove te ne vai adesso?”
“Sai, non mi importa tanto quale strada prenderò ormai, ho da ascoltare il mio cuore e mi serve un posto tranquillo.”
“Buon viaggio allora o per meglio dire… buon ascolto.”