Certe donne amano aspettare la vita un anello nella luce di giugno un abbraccio del sole che le guarisca di un’altra donna la voce che le completi che sleghi le loro mani metta parole nelle loro bocche dia forma ai loro percorsi suono alle loro grida un’altra dormiente che ricordi il loro futuro il loro passato.
Certe donne aspettano il treno giusto nella stazione sbagliata nei vicoli del mattino il clamore del mezzogiorno il calare della notte.
Certe donne aspettano che l’amore faccia sorgere il figlio della loro promessa di raccogliere dalla terra quello che non seminano di reclamare dolore per travaglio di diventare la punta di una freccia per mirare al cuore di un adesso ma non sta mai fermo.
Certe donne aspettano visioni che non si ripetono dove non erano benvenute nude il rinnovarsi di inviti in luoghi che avrebbero sempre voluto visitare.
Certe donne aspettano se stesse dietro l’angolo e chiamano pace quello spazio vuoto ma il contrario di vivere è solo non vivere e alle stelle non importa.
Certe donne aspettano che qualcosa cambi e niente cambia veramente perciò cambiano se stesse.
— Audre Lorde, Stazioni
















