'Le scuole sono degli stabilimenti di addestramento, nei quali si plasmano dei bravi cittadini che obbediscono ai governi. Disimparare a pensare in modo libero e indipendente, questa è l'opera della scuola. Ecco perché è stato fatto del maestro di scuola un funzionario, un ingranaggio dello Stato che deve funzionare esclusivamente per il mantenimento dello Stato. Quante menzogne nelle scuole! 'L'amore sacro per la patria', nella quale si è liberi d'avere fame; 'La gloria dell'esercito', uno degli scudisci della modernità che rovina intere nazioni; 'L'obbedienza alle leggi', fatte dai ricchi per opprimere i poveri; il rispetto della 'proprietà' da parte dei proletari che non possiedono niente; il 'diritto' e la 'giustizia' da parte di quelli che non hanno niente da difendere; la 'libertà' di quelli che, essendo schiavi, potrebbero morire di stenti anche domani; la 'soddisfazione' di chi sopravvive con lo stretto necessario... Ecco ciò che chiamiamo 'le virtù sociali' e di cui si vuole l'osservanza da parte delle vittime di queste leggi, sotto le quali esse vivono, e alle quali devono sottomettersi, pena la carcerazione o l'emarginazione. Bambino, devi imparare tutto questo in modo da applicarlo quando sarai adulto, come bravo e onesto cittadino. Nelle nostre scuole i bambini imparano una piccola canzone che dice:
'Noi viviamo liberi,
noi viviamo felici,
nella nostra cara patria'.
Tre menzogne in tre righe! E allo stesso tempo obblighiamo i bambini a non dire bugie'!
(Domela Nieuwenhuis, conferenza, Parigi, 1900)