E no, dicevamo, il mondo della sintesi è un mondo complicato, complesso, però interessantissimo, partiamo sempre da onde, insomma, semplici che sono alla base di ogni suono che ci circonda, quindi la triangolare, la quadra, la sinusoidale e la tonda, sono le forme basi. Queste noi le possiamo combinare come ci va, in altezza, attraverso il sintetizzatore le possiamo far andare da sole, lo possiamo pilotare con la tastiera per dargli delle note musicali. E poi c’abbiamo dei filtri che ci aiutano a scolpire il suono che possiamo modulare nel tempo, quindi aprendo e chiudendo un filtro, ad esempio la mia bocca è già un filtro, una bocca che filtra le onde che emettono possiamo mudularlo nel tempo, farlo andare più lentamente, più velocemente, eccetera. E questa è la base, insomma, un po’ di tutte queste cose che posso articolare in altri mille modi. Posso mettere altre onde che aprono e chiudono volumi, aprono e chiudono filtri. Allora, questo che sto usando azzurro che vedete qua è la copia, il clone Behringer di uno storico synth degli anni 70 che è l’ARP 2600, famoso perché ci hanno fatto anche la voce di R2-D2 su Star Wars, ma insomma è un synthesizer storico che adesso è tornato grazie a questo clone Beringher a un prezzo accessibile e già in sé contiene tantissimi moduli, tantissime cose. Poi ecco, lo espando tramite altre sequenze, un altro filtro, altri delay, altri moduli, che aiutano ad elaborare ulteriormente la performance, ma è un mondo, c’è gente che costruisce pachetti e pachetti di moduli. E’ il primo strumento, diciamo, elettronico della storia, in realtà la storia è un po’ piu’ articolata. Si parla spesso del Theremin[1], no? quello inventato nel 1919 dal russo, Leon Theremin, appunto, che è suonato con le mani senza toccare, cambiando il campo magnetico intorno allo strumento. Poi in realtà c’erano stati altri esperimenti prima, ma e’ una storia abbastanza lunga, poi con il Moog modulare a valvole, il Mini Moog, lì è partita tutta la produzione di sintetizzatori più a disposizione di tutti. Parliamo dei primi anni 60, ma i primi sono dei primi del ‘900 quindi diciamo sembra un po’ paradossale, addirittura il Telharmonium e’ del 1897 il primo sintetizzatore elettrofonico basato sul principio a ruote foniche utilizzato nell’organo Hammond. Poi c’è tutto un collegamento anche in Italia, cioè prima ancora dell’elettronica c’era stata un una ricerca verso nuovi suoni, nuove forme di performance, ad esempio, in Italia c’abbiamo avuto il movimento futurista, con Marinetti, Luigi Russolo gia dal 1913 suonavano gli intonarumori degli strumenti meccanici. Quindi già prima che arrivasse proprio l’elettronica, c’era la forma mentis per fare quel tipo di performance diversa.....