Tanabata ( 七夕)
Contro ginocchia la comune distesa di bionde stoffe eppure l’occhio sviscera ormai il sapore che dà alla bocca la tua che è fonte. Aghi le stelle, s’infilzano ai discorsi dei bassi ventri. I buoi distratti al fiume vestono gli abiti degli dei. Padre non mi perdoni, ho sudore d’uomo fino ai piedi! La sarta sono io ma quale livore ci tramasti pedante! A ognuno una riva di un anno per ancora confluire. Gazze, le ali vostre a ponte ci innalzeranno agli onori al primo numero felice di luglio. Da qui ci affacceremo e alle preghiere sotto i rami di bambù fiato sapremo suggerire.










