Una pergamena ritrovata: il Breve di papa Innocenzo X alla Confraternita del SS. Sacramento di Casoria (1645)
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Introduzione teorico-metodologica - documentario e cornice disciplinare
Il documento oggetto del presente studio si inscrive nel genere dei brevia indulgentiarum, ossia degli atti pontifici con valore normativo e spirituale destinati a confraternite laicali canonicamente erette. In particolare, il testo analizzato costituisce un “sommario” — probabilmente redatto in ambito confraternale sulla base del Breve originale latino — delle indulgenze concesse da Papa Innocenzo X nel 1645 alla Confraternita del Santissimo Sacramento eretta nella chiesa di San Benedetto in Casoria, diocesi di Napoli.
L’importanza filologica del documento risiede in almeno tre fattori: la testimonianza diretta di una prassi devozionale barocca inserita nel contesto post-tridentino;
la lingua — un volgare d’ambiente meridionale con forti tratti burocratici e giuridico-canonici — che riflette le modalità di ricezione e mediazione locale delle formule romane;
la struttura normativa e spirituale, che delinea un vero e proprio catechismo delle opere pie applicato alla pratica confraternale.
Criteri di edizione
Il testo è stato sottoposto a una trascrizione filologica modernizzata, volta a garantire:
la fedeltà al dettato originario, attraverso la conservazione delle strutture sintattiche e delle clausole canoniche; la leggibilità moderna, tramite regolarizzazione ortografica, punteggiatura e segmentazione tematica;
la coerenza giuridico-liturgica, alla luce dei canoni tridentini e della prassi della Cancelleria Apostolica nel XVII secolo. In calce al testo si presenta un apparato di note critico-interpretative, il cui fine è duplice: chiarire il significato dottrinale e rituale delle espressioni più rilevanti e collocare storicamente le formule ricorrenti, in relazione ad altri brevia coevi.
La metodologia adottata unisce strumenti della filologia romanza, dell’ermeneutica dei testi normativi, e della storia della spiritualità confraternale, con particolare attenzione al contesto napoletano barocco. Il presente contributo analizza un raro documento confraternale seicentesco: il sommario delle indulgenze concesse da papa Innocenzo X nel 1645 alla Confraternita del Santissimo Sacramento di Casoria, nella diocesi di Napoli. Il testo, redatto in volgare d’ambiente ma su modello cancelleresco romano, è stato trascritto, commentato ed edito secondo criteri filologico-storici. Il documento rappresenta un esempio paradigmatico di spiritualità barocca post-tridentina e di pedagogia devozionale applicata alle confraternite locali. L’analisi evidenzia le strutture giuridiche, liturgiche e dottrinali implicite nella concessione delle indulgenze, e ne colloca l’apparato normativo nel quadro della riforma ecclesiastica e della cultura della grazia tipica del Seicento.
Nel corso di una ricognizione condotta su carte ecclesiastiche d’archivio e su fonti documentarie locali, si è rinvenuta — priva di datazione certa ma coerente con il contenuto testuale — una pergamena manoscritta contenente un Sommario delle indulgenze perpetue concesse da Papa Innocenzo X alla Confraternita del Santissimo Sacramento nella chiesa parrocchiale di San Benedetto in Casoria, diocesi di Napoli¹.
Il testo, esposto oggi nella sala dedicata a Monsignor Mauro Piscopo, si configura come una copia coeva o di poco posteriore del Breve pontificio rilasciato il 15 febbraio 1645, nel primo anno di pontificato di Giovan Battista Pamphilj (Innocenzo X). Il documento appartiene al genere dei summaria indulgentiarum, redatti secondo la prassi cancelleresca della Curia romana dopo il Concilio di Trento. Di seguito si propone una trascrizione critica e modernizzata del testo, nella forma più leggibile e coerente con la punteggiatura e la sintassi moderna, pur nel rispetto della lingua e dello stile originali. Sono state regolarizzate grafie e usi morfologici, evitando però ogni riscrittura interpretativa o parafrastica.
Testo originale e di seguito modernizzato con numerazione critica
«SOMMARIO DELL’INDULGENZE PERPETUE CONCESSE DALLA SANTITÀ DI N. S. PAPA INNOCENZO X
Alla Confraternita del Santissimo Sagramento dentro la Chiesa Parrocchia di S. Benedetto di Casoria Diocese di Napoli Havendo inteso la santità di N. S. Papa
Innocenzo X, che nella chiesa parrocchiale di San Benedetto di’ Casoria Diocese di Napoli vi sia canonicamente eretta una pia devota Confraternita de’ fe Santissimo Sagramento, ma non già di uomini di una speciale arte quali si esercitano in diverse opere di pietà, e carità. Et acciò: detta confraternita di giorno in giorno, accresca di doni spirituali confidati alla onnipotenza e misericordia di Dio, e nell’autorità delli suoi Beati Apostoli Pietro, e Paolo concede [… ] Indulgenze. Primieramente concede a tanti quelli fedeli Cristiani dell’uno, e dell’altro sesso che si scriveranno nella predetta Confraternita, se nel primo giorno del loro ingresso saranno veramente pentiti confessati e comunicati, se li concede Indulgenze Plenariae, e remissione di tutti i peccati.
Di più tanto alli detti Confrati, e consore scritti, quanto a quello e quelli che per l’avvenire si scriveranno in detta Confraternita, se pentiti, confessati, e comunicati nell’articolo della loro morte invocaranno il nome di Giesù con la bocca, e se ciò non potessero, almeno col cuore, le si concede Indulgenza plenaria, e remissione di tutti i peccati. Item tanto alli predetti Confrati e consore che al presente vi sono e che per l’avvenire si scriveranno nella predetta Confraternita Chiesa, o Cappella, overo Oratorio, che veramente pentiti confessati, e comunicati nella Domenica infra l’ottava del Santissimo Corpo di Cristo cominciando dalli primi Vesperi sino al tramontare del sole, et ivi ogn’anno divotamente la visiteranno, e faranno Orazione, se li concede similmente Indulgenze Plenaria, e remissione di tutti li peccati.
Di più alli detti Confrati e, consore quali veramente pentiti e confessati, e communicati visiteranno la detta Chiesa, Cappella o Oratorio nelle feste della Concezione
Purificazione, et Assunzione della Beatissima Vergine Maria, et anco nella festa di S. Benedetto, et ivi divotamente faranno Orazione, come di sopra, se li concede per ogni anno per ciascheduna di dette Festività Indulgenza di sette anni, et altre tante quarantene. Item ogni volta, che si ritroveranno presenti, ò interverranno alle stesse, et alli Divini Offìcy, che in detta Chiesa, Cappella, ò oratorio, che pro tempore si celebreranno, e reciteranno overo si ritroveranno alle Congregazioni pubbliche o private della detta confraternita dovunque si terranno, ò alloggeranno i Poveri Pellegrini overo faranno fare pace tra i nemici come ancora a quelli, che accompagneranno li Defonti alla Sepoltura Ecclesiastica tanto alli detti Confrati, e consore, quanto di altre persone, ò interverranno alle processioni di detta Confraternita da farsi con licenza dell’ordinario,overo accompagnaranno il Santissimo Sacramento, che si porta processionalmente, e quando si porterà all’infermi, overo se fossero impediti, e se sentendo il segno della campana dato a questo effetto, diranno un Pater Noster, et un Ave Maria, overo, cinque Pater Noster, e cinque Ave Maria, per l’Anima de’ Confrati, consore di detta Confraternita già Defonti, overo ridurranno alcuno sviato alla via della salute, o insegnaranno agl’ignoranti li precetti divini, e tutte quelle cose che gli sono necessarie per salvarsi, e quante volte per qualsivoglia di dette opere pie, o altre che si eserciteranno, se rilasseranno sessanta giorni delle penttenze ingionte, ò in qualsivoglia altro modo debite nella solita forma di S. Chiesa così vuole sua Santità, che abbiano a durare in perpetuo. Item vuole sua Santità, che suddetta Confraternita si fusse aggregata ad alcuna Arciconfraternita, ò per l’avvenire si aggregasse per conseguire l’Indulgenze di quella, in nessun modo li abbiano a suffragare, mà solamente le presenti Indulgenze, siccome appare dal Breve […] in Roma appresso S. Pietro, sotto l’Anello del Piscatore il 15 di febraro 1645. L ’Anno Primo del suo Pontificato.»
SOMMARIO DELLE INDULGENZE PERPETUE CONCESSE DALLA SANTITÀ DI N. S. PAPA INNOCENZO X
Alla Confraternita del Santissimo Sacramento, nella chiesa parrocchiale di San Benedetto in Casoria, diocesi di Napoli.¹ Avendo inteso la Santità di Nostro Signore Papa Innocenzo X che, nella suddetta chiesa parrocchiale, è canonicamente eretta una pia e devota confraternita del Santissimo Sacramento — non composta da individui appartenenti a un’arte particolare², bensì da fedeli impegnati in varie opere di pietà e carità —, e affinché tale confraternita possa di giorno in giorno accrescere in doni spirituali, confidando nell’onnipotenza e misericordia di Dio e nell’autorità dei beati apostoli Pietro e Paolo, concede le seguenti indulgenze: Primieramente, concede indulgenza plenaria e remissione di tutti i peccati a tutti quei fedeli cristiani, uomini e donne, che si iscriveranno alla confraternita, purché nel giorno della loro iscrizione siano veramente pentiti, confessati e comunicati.³ Inoltre, tanto per gli attuali confratelli e consorelle quanto per quelli che in futuro si iscriveranno, si concede indulgenza plenaria e remissione di tutti i peccati, se — nel momento della morte — pentiti, confessati e comunicati, invocheranno con la bocca il nome di Gesù, o, qualora impossibilitati, almeno col cuore.⁴ Similmente, si concede indulgenza plenaria a coloro che, già iscritti o futuri membri della confraternita, visiteranno devotamente la chiesa (o cappella, o oratorio) della confraternita nella domenica infra l’ottava del Corpus Domini, a partire dai primi vespri sino al tramonto del sole, essendo pentiti, confessati e comunicati, e ivi pregheranno devotamente.⁵ Si concedono sette anni di indulgenza e altrettante quarantene ogni anno, per ciascuna delle seguenti festività: Concezione, Purificazione, e Assunzione della Beatissima Vergine Maria, nonché nella festa di San Benedetto, a coloro che visiteranno devotamente la chiesa della confraternita in tali giorni, essendo in stato di grazia.⁶ Ogni volta che confratelli e consorelle parteciperanno, presenzieranno o interverranno alle funzioni divine celebrate nella suddetta chiesa o in altra sede della confraternita, o prenderanno parte alle adunanze pubbliche o private della stessa, o presteranno assistenza ai pellegrini poveri, o faranno opera di pacificazione tra nemici, o accompagneranno i defunti alla sepoltura ecclesiastica — siano essi membri della confraternita o altri —, o parteciperanno alle processioni indette dalla confraternita (previa licenza dell’ordinario), o accompagneranno il Santissimo Sacramento nelle processioni pubbliche o durante la visita agli infermi, o, se impediti, reciteranno un Pater Noster e un Ave Maria al suono della campana, o cinque Pater Noster e cinque Ave Maria per l’anima dei confratelli e consorelle defunti, o ricondurranno un peccatore sulla via della salvezza, o insegneranno agli ignoranti i precetti divini e le cose necessarie alla salvezza: a tutti costoro, per ciascuna di tali opere pie, si concede indulgenza di sessanta giorni.⁷ Inoltre, Sua Santità ordina che, qualora la suddetta confraternita sia stata o venga in futuro aggregata ad un'Arciconfraternita, non potrà beneficiare delle indulgenze di quest’ultima, ma unicamente di quelle qui esplicitamente concesse.⁸ Come si legge dal Breve redatto in Roma, presso San Pietro, sotto l’Anello del Pescatore, il giorno 15 febbraio 1645, anno primo del pontificato di Innocenzo X.⁹
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Apparato di note
L’indicazione di luogo e diocesi segue la formula canonica post-tridentina. L’enfasi sulla parrocchia implica la piena regolarità canonica della confraternita, requisito imprescindibile per la concessione delle indulgenze.
L’esplicita esclusione dell’elemento corporativo (“non composta da individui appartenenti a un’arte particolare”) denota una confraternita “generalista”, ossia non legata a mestieri, botteghe o arti, come invece era uso nelle grandi città.
L’indulgenza plenaria è concessa solo a condizione di confessione, comunione e pentimento: condizioni richieste con rigore nel sistema post-tridentino. Non si tratta di remissione “dei peccati” in senso assoluto, bensì della pena temporale residua.
L’invocazione del nome di Gesù in punto di morte, anche solo nel cuore se impediti, è uno dei privilegi più forti dell’indulgenza barocca, che rielabora la pia mors medievale con toni sacramentali e interiorizzati.
La festa del Corpus Domini, solennità eucaristica istituita nel XIII secolo ma potenziata nella Controriforma, è il centro liturgico delle confraternite del SS. Sacramento, che si identificano con l’adorazione visibile dell’ostia consacrata.
Le indulgenze di “sette anni e sette quarantene” sono formule canoniche standard. Le “quarantene” (dal latino quadraginta) alludono al computo penitenziale tradizionale di quaranta giorni, tratto dalla prassi medievale.
L’elenco cumulativo delle opere pie abbraccia sia atti di culto pubblico (funzioni, processioni), sia opere di misericordia (assistenza ai poveri, insegnamento, riconciliazione tra nemici). Il documento traduce così l’insegnamento del Concilio di Trento sull’unione di fede e opere.
La clausola limitativa è fondamentale: impedisce il cumulo automatico delle indulgenze concesse ad altre confraternite maggiori (es. le Arciconfraternite romane). Serve a evitare l'inflazione devozionale e riafferma il principio di concessione specifica e non derivativa.
La menzione dell’Anello del Pescatore (il sigillo papale) certifica la natura ufficiale del documento. La data precisa (15 febbraio 1645, primo anno di pontificato) ne consente la perfetta collocazione cronologica nel quadro della cancelleria barocca.
Conclusione
Il Sommario delle indulgenze perpetue concesso da Papa Innocenzo X alla Confraternita del Santissimo Sacramento di Casoria nel 1645 rappresenta un documento di straordinario valore per lo studio della religiosità barocca meridionale, oltre che per la storia delle confraternite come strumenti di pietà, coesione sociale e controllo spirituale. Nel testo si rispecchiano chiaramente le direttrici della Chiesa post-tridentina: centralità dell’Eucaristia, liturgia comunitaria, penitenza regolata, e “spiritualità operativa”, fondata sull’integrazione tra culto e carità. Il linguaggio canonico-formulare, pur tradotto in volgare d’ambiente, conserva l’impianto sistematico della Curia romana, ed è indice di una mediazione locale colta, probabilmente operata da membri alfabetizzati della confraternita stessa o da un ecclesiastico. A livello filologico, il testo conferma l’esistenza di un lessico confraternale semicodificato, trasversale alle diocesi italiane, ma adattato a contesti specifici. A livello storico, offre uno scorcio di devozione strutturata in forme normative, in cui le indulgenze sono non un privilegio, ma un dispositivo pedagogico-teologico, volto a educare i laici a una vita di pietà attiva.
Un’edizione scientifica come quella qui proposta rende finalmente accessibile questo documento finora inedito, e invita a ulteriori studi comparativi tra confraternite del Mezzogiorno e le loro relazioni con Roma nei secoli della Controriforma.
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Bibliografia essenziale Fonti e repertori
Corpus Iuris Canonici, ed. Aemilius Friedberg, Leipzig, 1879–1881.
G. Mercati, Brevia Romana: formulari e lessico della Cancelleria Apostolica, Roma, Tip. Vaticana, 1921.
Fontes Historiae Confraternarum Italiae, a cura della Fondazione CISCuP (Udine-Padova), vol. I-V, 1999–2019.
Studi storici e filologici
Paolo Prodi, Il sacramento del potere. Il giuramento politico nella storia costituzionale dell’Occidente, Bologna, Il Mulino, 1992.
Adriano Prosperi, Tribunali della coscienza. Inquisitori, confessori, missionari, Torino, Einaudi, 1996.
Giovanni Romeo, Esorcisti, confessori e sessualità femminile nell’Italia della Controriforma, Roma-Bari, Laterza, 1998.
Marina Caffiero, La nuova era del sospetto. Riti, potere e disciplina nel cattolicesimo barocco, Roma, Viella, 2004.
Franco Bolgiani, L’indulgenza nella tradizione teologica e pastorale cattolica, Firenze, Olschki, 2011.
D. Zardin, La disciplina dell’anima. Forme della pastorale barocca in Italia, Milano, Vita e Pensiero, 2017.
Riviste scientifiche consigliate Italiane (classe A – ambito storico/filologico)
Rivista di Storia della Chiesa in Italia (ed. Viella)
Archivio Storico per le Province Napoletane (Napoli)
Rivista di Storia e Letteratura Religiosa (Firenze, Olschki)
Annali di Storia dell’Esegesi (Bologna)
Studi Medievali e Moderni (Sapienza – Roma)
Internazionali (storico-filologiche / religiose) Mediterranea – Ricerche storiche
Catholic Historical Review
Archiv für Diplomatik, Schriftgeschichte, Siegel- und Wappenkunde
Revue d’Histoire Ecclésiastique (Louvain)
Journal of Ecclesiastical History (Cambridge University Press)















