Sputo su quel riflesso che ho scolpito io, centimetro dopo centimetro, insegnandoti a respirare con la gola aperta mentre ancora non sapevi nemmeno da dove si cominciasse.
Ti ho presa che eri un involucro muto, un pezzo di carne senza istruzioni, e ti ho dato un linguaggio che ora usi per biascicare conferme tra le braccia di un ripiego da ufficio.
È la parabola del parassita...hai succhiato l’incendio per poi andare a scaldarti col fiammifero di un altro.
















