A: Ecco,qui volevo portarti.
M: In un prato? Cazzo vuoi scoparmi anche tu?
Prende il mio viso tra le sue mani,come fosse porcellana,lo volge delicatamente verso la sua destra.
I suoi occhi erano nei miei ed io stavo per crollare "fai la stronza Martina,fai la stronza".
L'amore lo senti quando non hai neanche bisogno di parole che dall'altra parte è già tutto chiaro.
Senza che io parlassi lui mi trafisse con lo sguardo per l'ultima volta,poi lo lasciò andare,mi prese per i fianchi girandomi di schiena e abbracciandomi da dietro. Non ebbi neanche bisogno di dirgli che tutto quel freddo mi stava pizzicando la pelle,mi strinse a sè di più,e ancora di più,sentivo il battito del suo cuore che attraversava il mio torace fino ad unirsi al mio,fino a diventare un suono unico con il mio.
Ma erano solo miei quei viaggi,lui stava sicuramente riflettendo su come spingermi a terra e togliermi i vestiti.
O peggio ancora aveva già in mente la sua prossima preda.
Ma mi piaceva,quel momento mi piaceva e non avevo voglia di ribellarmi.
Volevo gustarmi ancora per un po' quell'amore a senso unico,cé chi lo avrebbe chiamato autolesionismo.
A: Si vedono le stelle da qui,le vedi?
Iniziai a ridere,ridere,senza smettere più.
Erano le stelle più belle che avessi mai visto.