Ogni tanto ripenso a G.
Tipo stasera, che sono uscito insieme a M. e siamo stati vicino casa sua. L’ho anche visto, uscire dal cancello della sua villa, insieme a degli amici. Sono andato a rileggere i pochi messaggi che ci siamo scambiati nel corso dell’ultimo anno, quando ero ancora a scuola. Poi M. ha parlato di lui, di com’era quando frequentava il primo anno (quando me ne sono innamorato) e non ho potuto che ripensare a quei tempi, a quanto lui era bello e a quanto i miei sentimenti fossero innocenti, nuovi, insoliti. Ho pensato che mi manca. Mi manca anche se tra noi non c’è mai stato niente. Che poi è un po’ come dire che mi manco io, io com’ero allora, e il profumo di quegli anni. Quando faceva freddo e il tempo era grigio, fuori alla fermata dell’autobus vicino scuola, e c’era G., lì, sorridente, con quei capelli color miele e io lo guardavo. Lo guardavo e c’era solo lui.Â
Se ripenso ai miei quindici anni la prima cosa che mi viene in mente è il suo sorriso. Chissà se l’ha mai capito, dal modo in cui lo guardavo, che tra di noi c’era qualcosa. Perché oltre questa realtà tra di noi c’era qualcosa e c’è tuttora. È scritto, come segnato da qualche parte, anche se lui non lo sa. Mi sento un po’ stupido a pensarci ancora. Ma non posso negare che G. per me è stato importante.Â
Mi mancano quei tempi. Mi manca l’amore.
















