A primavera libri in boccio
Pensare la primavera significa pensare la rinascita, e quindi anche ad un nuovo inizio, alla possibilità di superare un periodo di difficoltà.
Ecco dunque una terzina di romanzi composta da Oltre l'inverno, l’ultima opera di Isabel Allende un testo di grande attualità che affronta temi di rilevanza mondiale come l'emigrazione e l'identità nazionale Mi sa che fuori è primavera, di Concita de Gregorio la storia di Irina, che ha combattuto una battaglia e l'ha vinta. Una donna che non dimentica il passato, al contrario: lo ricorda, lo porta al petto come un fiore, ricucendo la sua vita e Quando tutto inizia, di Fabio Volo , storia di Silvia e Gabriele, che s'incontrano a primavera, quando gli abiti son leggeri e la vita sboccia per strada.
Sono vite che sbocciano anche quelle delle quattro amiche protagoniste del romanzo Un incantevole aprile, di Elizabeth von Arnim , da cui sono stati tratti ben due film, così come quelle di Nadine e Julia, de I giorni del ritorno, di Louisa Young, opera sul ritorno alla vita e sulla forza di costruirsi un nuovo inizio a dispetto di ciò che il destino ha scelto per noi. E sono passi in cerca del futuro. Quelli di Marian Izaguirre, autrice de I passi che ci separano.
Anche in primavera si muore, però. Così accade nei graziosi gialli ambientati a Milano - Il demone di Brera, di Ippolito Edmondi Ferrari – a Roma – Roma enigma, di Gilda Piersanti – e a Bolzano – Nessuno muore in sogno, di Katia Tenti.
Altri bei polizieschi ambientati in questo periodo dell'anno sono il recente Un po' di follia in primavera, di Alessia Gazzola , La primavera tarda ad arrivare di Flavio Santi, ed il celeberrimo La verità sul caso Harry Quebert, di Joël Dicker .
La primavera è anche e soprattutto felicità. Quella de Il ministero della suprema felicità, di Arundhati Roy: “un mondo in cui i personaggi varcano confini di etnia, religione e genere per trovare, davvero, quella suprema felicità di cui parla il titolo del romanzo.”
Primavera è il movimento verso il sogno, finché tutto diventa possibile, de Ho imparato a sognare di Michele Orione. E' il luogo dove Tutto è possibile, di Elizabeth Strout .
Il mondo che cambia è pure quello, però, delle primavere di anni terribili. Il 1917, ad esempio, anno in cui Maria Rosa Radice, protagonista del romanzo Le regole del fuoco, di Elisabetta Rasy, lascia gli agi della sua casa a Napoli. Un romanzo vibrante, in cui la guerra viene raccontata dalla prospettiva misconosciuta delle donne al fronte. Ma anche un romanzo che parla di forza ed emozioni, e che ci mostra come l'amore non abbia mai avuto confini, perché i sentimenti esplodono sempre senza chiederci il permesso. Altrettanto terribile fu il 1968: disorientante, scosso da manifestazioni studentesche, scontri con le forze dell'ordine e fra la destra e la sinistra politiche. Ce ne racconta Marco Vichi, con un altro bel romanzo giallo intitolato Nel più bel sogno. Infine, vi proponiamo la primavera del 1963 de La Rossa, di Daniele Manca. È una primavera che non promette affatto bene: le elezioni hanno appena rimescolato le carte della politica, promettendo nuove tensioni. E una pioggia incessante pare voler infierire su una Milano ombrosa e amara.
Forti, terribili, importanti, sono state anche le agitazioni e le proteste cominciate fra la fine del 2010 e l'inizio del 2011 in Siria, Libia, Egitto. Quelle che giornalisticamente vengono identificate dall'espressione Primavera araba. Quella di Ultimo giro al Guapa - ritratto scabroso e vero della generazione delle primavere arabe tra fermento politico e ansie, tra aspirazione alla libertà e repressione - di Saleem Hahhad. Quella, anche, di Mohamed Bouazizi, che si diede fuoco il 17 dicembre 2010. Un gesto orgoglioso e disperato che accese la miccia della rivoluzione dei gelsomini in Tunisia e divenne il simbolo della primavera araba. Tahar Ben Jelloun, in un racconto intenso e poetico intitolato, appunto, Fuoco, ricostruisce i giorni che hanno preceduto questo sacrificio. La storia di un ragazzo moderato che, stremato e disperato, senza più fiducia nel futuro, decide di darsi fuoco per attirare l'attenzione del mondo e cambiare le regole del gioco. Di Primavera araba di narra anche Mathias Enard, ne il suo Via dei ladri.
Vogliamo però chiudere questa breve e non esaustiva carrellata primaverile con la freschezza ed il profumo dei fiori. Quelli di Un piccolo negozio di fiori a Parigi di Maxim Huerta, del famosissimo Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbach e de Il profumo del pane alla lavanda di Sarah Addison Allen.













