Si volta verso la nonna poco distante da lei, i capelli si muovono col vento come se volessero scappare da qualcosa o da qualcuno, le iridi smeraldine sono puntate sulla donna, alcuni rimasugli di lacrime ormai asciugate dal vento le segnano il volto, non ha il coraggio di dire nulla, si umetta le labbra ma il respiro è quasi impercettibile.
«Sai di non essere come lui..» una domanda o un'affermazione?! non si capisce bene, le iridi glaciali di Emily fissano la nipote senza far trapelare alcuna emozione, i capelli bianchi corti e ben ordinati e il vestito da "festa" ancora dal processo; lo sapeva, sapeva di trovarla lì, sapeva che la piccola mezzosangue si sarebbe rintanata sulle spiagge Californiane, ed è per questo che non appena l'ha vista smaterializzarsi l'ha seguita «lo sai » ripete questa volta con più decisione senza fare alcun passo che possa unire quella distanza.
Le labbra iniziano a tremare nuovamente, le mani vengono strette in pugni mentre i piedi immersi nella sabbia si stringono il più possibile «chi lo dice?» andrebbe a sussurrare quasi aspettandosi uno schiaffo, chiude difatti gli occhi stringendoli e ricacciando dentro quelle lacrime
La voglia di prenderla a sberle è tanta, eppure non lo fa, non questa volta, muove alcuni passi, fino a sorpassarla per arrivare più vicina alla riva, lasciando che il mantello nero si possa bagnare di quell'acqua che tanto odia ma che di fatto rimane il suo elemento affine odia bagnarsi «lo dico io» le mani sono unite sul petto nascoste dal mantello, mentre le iridi ghiaccio fissano l’orizzonte nel cielo della California «lo dicono Zola, Melanie e Arielle, lo può dire Jackie che nonostante i tentativi di eliminarti respira ancora»pausa «non per merito mio» ovvio respira lenta senza voltarsi a guardarla «può dirtelo tuo marito e quel piccolo mostriciattolo che hai messo al mondo» solo ora si volterebbe «non sei stupida Lily non lasciare che uno stupido processo possa metterti dubbi su chi sei o chi non sei!» un'altra pausa avvicinandosi alla nipote lentamente come se fosse un'entità ultraterrena «Non dare a nessuno che non sia io questo potere» le iridi sono fisse sul viso di Kat e sue quelle lacrime che cerca disperatamente di trattenere.
«Il passato può cambiarti, può farti diventare ciò che non sei o che non sai di essere..»
lo sussurra piano cercando di trovare il fiato ad ogni parola
Tu sei il mio passato, Elisabeth è il mio passato...e la malattia è il mio presente e se sommiamo queste cose... se facciamo..»
lo schiaffo arriva, la mano si va a posare sulla guancia sinistra che brucia, brucia come il fuoco brucia come non mai..
« Katrine Lillian Warren » ups «Se mi tiri nuovamente fuori la storia della malattia e del passato che ti fanno diventare un'assassina, giuro che questa volta non lascerò le cicatrici, non continuiamo con queste bolidate per cortesia » si allontana un po' tornando a nascondere le mani dentro quel mantello
«Io ho fatto quello che ho fatto, ma non credo che tu abbia passato i tuoi anni nel castello a castare incantesimi contro primini a caso, hai scoperto della morte della babb.. di tua madre eppure non sei andata in giro a molestare chiunque per avere risposte, hanno rapito il tuo amore eppure non sei andata a minacciare di morte le persone.. sai difenderti con la magia.» pausa «questo te lo devo» ..
«ma se ti ritrovassi in una situazione di pericolo, dove vedi chi ami portato via da qualcuno che puoi fermare..lo fermi, lo fermi con tutte le ossa che hai nel corpo, con tutta la magia che possiedi lo salvi, lo salvi perché non potresti vivere senza»
stranamente per quanto possa sembrare una confessione sulla madre, si tratta solo di esperienza personale, sappiamo tutti che per quanto Emily possa essere perfida non avrebbe mai potuto uccidere un babbano solo per paura che gli portasse via il figlio, no questa è una storia ben diversa..
« Tu non hai fatto tutte queste cose semplicemente perché le hai scoperte troppo tardi, nel tuo corpo c'è il mio sangue e nel mio sangue c'è la vendetta Lillian, e si, si potresti trovarti a dover decidere se ammazzare qualcuno per salvare Adam, o Elliot, ma questo non farà di te un assassina» fa una nuova pausa «questo non farà di te una vigliacca questo non farà di te una malata..» un'altra pausa mentre parla con una lentezza e una pacatezza quasi glaciali, mentre le onde s'infrangono sulla riva bagnandole il mantello « il suo errore è stato non fermarsi un briciolo prima, non credere di poterla uccidere davvero nel momento in cui era davvero pericolosa» .. « un briciolo prima delle catene e avrebbe salvato non solo il suo culo, ma anche il suo amante..» seria nel dire «ma c'è una differenza grossa tra voi, una differenza che forse tu ancora non vedi.. e non la vedi non perchè tu sia stupida» - «anche se a volte mi vengon dubbi» grazie
«non la vedi perchè nella tua vita c'è troppa luce adesso, troppa luce per poterti immedesimare nell'ombra e pensare razionalmente a quello che avresti fatto.»
«non l'avrei uccisa!» l'urlo risuona nella spiaggia deserta davanti alle case spente..
«Stronzate Lily» una risata a presa per il culo « Tu l'avresti fermata molto prima, non l'avresti fatta arrivare ad Adam, perchè nel momento in cui la sua bacchetta sarebbe stata puntata contro tuo marito le avresti fatto saltare il braccio con un bombarda» .. « o no?!» si avvicina alla nipote tanto da poterne sentire il profumo per poi andare a sussurrargli nell'orecchio
«tu non l'avresti uccisa Lily» ... «l'avresti fatta a pezzi»
le lacrime ormai hanno smesso di scendere da un po', ma la rabbia è ancora lì «non l'avrei fatto se fosse stata legata, indifesa o a terra» questa volta la frase la dice più lentamente come se stesse effettivamente razionalizzando la cosa..
«è questo che ti rende diversa.» lo dice con un cenno di assenso della testa mentre la sorpassa nuovamente
-CRACK!-
Rimane da sola nella spiaggia deserta della California, cadendo con le ginocchia sulla sabbia, rimane li mentre le lacrime tornano a farsi vive come un fiume in piena, come se quel capitolo della sua vita fosse chiuso in parte o in parte come se la ossessionasse più ancora della morte della madre, della scomparsa di Adam, o di qualsiasi evento accadutole, le mani vengono portate davanti al viso, a coprirlo mentre nulla sarà più come prima d'ora in poi; una parte di lei è stata spezzata con la bacchetta di Sebastian, il sentore che l'unica persona che voleva salvare da se stessa le era scivolata via, le era scivolata via, perché non voleva essere davvero salvata, non voleva essere salvata da nessuno, ma sopratutto da lei.
Lei aveva provato dal terzo anno a salvarlo, a stargli vicino, ad esserci, a esserci ogni volta eppure lui in un modo o nell'altro l'aveva sempre ricacciata via, eppure lei era sempre tornata; anche quel giorno al Ministero, nel suo cuore stanco e ferito sperava che lui le chiedesse aiuto, che ammettesse il fatto d'essersi accorto che alla fine lei c'è sempre stata..eppure per lui era come se non esistesse più.. e lei neanche se n'era accorta.
Quell'amicizia malata che si sono portati dietro, li ha feriti, strappati e spezzati così tanto da non riconoscersi più neanche l'uno di fronte all'altra.
Il Sole e la Luna hanno perso la loro Eclissi.
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