14/06/17
Perché, quando arrivi, puoi arrivare presto, ci sarà sempre qualcuno che arriva prima di te. Puoi metterti in fila, ma sai già che, passate le duecento persone, la fila non esiste. Perché, la prima fila, la vedi solo se arrivi tre giorni prima, e ci vuole culo. Ci vuole organizzazione, fermezza, Costanza, una vescica d'acciaio, ma soprattuto culo. Il culo di arrivare e non trovare ancora nessuno col numero segnato al braccio. La quinta fila, è quella di quelli tranquilli, quelli che vogliono solo ascoltare. La seconda è quella di chi ha conosciuto qualcuno a caso che l'ha fatto passare avanti. È la fila delle pogate random, dei corpi schiacciati gli uni contro gli altri, è la fila di chi si sente male per il caldo e la mancanza d'acqua; ma è la fila di chi condivide anche mezzo centimetro di liquido potabile. Poi c'è l'ultima. L'ultima fila. Quella di chi si scatena, di chi balla, di chi urla e canta più forte di tutti, quella di scuote i capelli, quella in cui ti trovi a ballare in modo strano con gente a caso. È la fila delle amicizie, dei pianti, di chi si gode il concerto in tranquillità. Perché, quando sei in pit-area, Il concerto lo vedi bene lo stesso. Perché, quando sei in pit-area, le persone sono turbolente e casiniste. Perché, credetemi, mi sono sentita a mio agio, ed è stata la serata più spettacolare della mia vita.















