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Cuneesi e carrapipari
Incontrai Giancarlo Perempruner verso la fine degli Anni Ottanta, un comune amico volle che facessi la sua conoscenza. Mi portò in quello che all’epoca era il suo laboratorio, a Grugliasco: un grande salone all’interno di una scuola elementare, mi pare, forse un’ex-palestra.
Entratovi, ci misi qualche minuto prima di arrivare da lui e stringergli la mano: irresistibilmente distratto da cumuli di sorpresine, giocattoli, cassette per la frutta decorate a colori fiammanti, carte da imballo di agrumi, scatole di metallo, strumenti musicali costruiti con oggetti improbabili, attrezzi mai visti di cui mi domandavo l’uso che se ne potesse fare (nessuno!)… Qua e là abbozzi di possibili collezioni, alcune delle quali già da anni io andavo sviluppando nella mia soffitta, altre che mi offrivano invece interessantissimi spunti.
Quando ci presentammo, ci chiedemmo a vicenda ragione dei nostri cognomi: il suo che celava una origine cuneese, il mio che rivelava una origine sud orientale sicula.
“Sei una specie di Babbo Natale” ebbi a dirgli. “E tu hai le carte in regola per appartenere alla mia prossima associazione: l’Associazione Cuneesi nel Mondo”, mi rispose. “Ma io sono di Pachino!” gli obiettai. “I cuneesi che voglio associare non sono gli abitanti di Cuneo. Sono tutti quelli che appartengono allo stereotipo del cuneese. Tu hai ben diritto di esserci, nella tua qualità di carrapiparo, proveniente dal paese di Carrapipi.”
Rimasi sbalordito dal fatto che conoscesse Carrapipi e i carrapipari. Sì, effettivamente il mio paese aveva qualcosa a che vedere con Carrapipi, ne avevo sentito raccontare da bambino.
Carrapipi, raccontavano i vecchi, era un paese i cui abitanti erano dei semplicioni, ma sulla cui collocazione, se ben ricordo, non c’era parere unanime. In quell’estremo lembo meridionale della Sicilia, per noi di Pachino il paese di Carrapipi era il paese limitrofo a sud, Portopalo, e carrapipari i suoi abitanti. Ma per gli abitanti di Portopalo, il paese di Carrapipi era Pachino, e i carrapipari eravamo noi.
Un ottimo motivo per definire carrapipari sia gli uni che gli altri e per comprenderli nella più vasta categoria dei cuneesi.
Se la vita fosse stata un po’ meno sbrigativa con Giancarlo Perempruner, oggi forse potrei vantarmi di essere stato il primo carrapiparo della Associazione Cuneesi nel mondo, e potrei averlo come illuminato presidente.
(Di Giancarlo Prerempruner potete trovare una sobria biografia nelle pagine del suo Centro per la cultura ludica, ed un bel ricordo accompagnato da una sua favola nelle pagine di Maria Giulia Alemanno, da cui proviene anche la foto che riproduco)