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Mc Cavallo // Il Ballo del Cavallo
Dai Tre Allegri Ragazzi Morti agli Slipknot le maschere sono state sfruttate dai musicisti per costruirsi una presenza scenica più profonda e articolata di quanto fosse intuibile a un primo sguardo. Questi feticci riescono con banale semplicità a suscitare l'interesse dello spettatore conciliando i due opposti: personalità pubblica e mistero.
Purtroppo le maschere da sole non possono fare miracoli, ma il cagliaritano McCavallo ha trovato con il suo talento il modo di scavalcare anche questo ultimo ostacolo. Il successo lampo ottenuto grazie ai brani condivisi su YouTube si deve infatti soprattutto all'utilizzo di concetti elementari e comuni, espressi spesso tramite termini dialettali sardi, pronunciati con impeccabile accento. Questo ricorrere al parlato popolare del territorio, pur essendo un tratto comune a molti artisti Rap, risulta di fondamentale importanza per comprendere il background di questo poliedrico artista.
Il misterioso cantautore mascherato, pur occupandosi di vari altri progetti musicali, ha deciso di salire sul ring della sovraffollata scena hip hop nostrana per combattere con i suoi valori di isolano la moralità oramai corrotta dei funamboli della metrica sul continente. Facendosi scudo con copiose volgarità e testi solo all'apparenza superficiali egli riesce infatti a puntare il dito sulla standardizzazione e sulla prostituzione di un genere musicale di denuncia e ribellione, distruggendo gli stereotipi del politically correct, delle battute razziali e del sesso. Da queste rovine egli riesce quindi a portare alla luce una forma di comicità che tutti riconosceranno come endemica nelle nuove generazioni, che attendeva solamente il giusto portavoce per venire consacrata.
Non sono più le inflazionate tematiche della vita di strada, del denaro e della droga a venire trattate nei suoi testi, ma argomenti più domestici e conosciuti, come ad esempio il praticatissimo fenomeno dell'onanismo. Ci sono poi la continua ricerca, quasi Dantesca, della donna perfetta a cui dedicarsi e da cui essere accudito, e il bisogno primitivo, ma attualissimo, di affermare la propria superiorità sui "rivali". Proprio questi rivali infatti, nella poetica di Cavallo, idealizzano il più vasto concetto di gioventù comune, ormai lobotomizzata da media che mai avevano affrontato con la dovuta schiettezza temi banali ma importanti come le dimensioni dell'organo genitale equino rispetto a quello umano.
Un paio di note conclusive vanno infine fatte sulle complesse basi musicali e sui clip video autoprodotti: le prime riescono finalmente a superare il confine dell'hip hop tradizionale, andando a sconfinare sul vastissimo panorama dubstep che sta facendo appassionare soprattutto i più giovani, mentre i secondi confermano il gusto artigianale e do-it-yourself che rende autentico questo artista.
(Si ringraziano Erik, Davide e Michele per la segnalazione)
Andrea