La vitamina essenziale per vivere più a lungo
Longevità, il segreto è la vitamina B12. Per gli scienziati Usa: «Influenza la produzione di energia più di quanto pensavamo». I test condotti sui topi hanno mostrato risultati sorprendenti: l'integrazione di vitamina B12 nei soggetti anziani ha migliorato sensibilmente la funzione mitocondriale muscolare.
La vitamina B12 non serve solo a produrre globuli rossi, ma potrebbe essere il segreto biologico per invecchiare restando in salute. Una ricerca rivoluzionaria della Cornell University, pubblicata sul Journal of Nutrition, getta nuova luce sul ruolo di questo nutriente, dimostrando che la sua influenza sulla produzione di energia e sulla massa muscolare è molto più profonda di quanto ipotizzato finora.
Muscoli più forti e metabolismo rigenerato
Lo studio, guidato dalla professoressa Martha Field, ha individuato un legame diretto tra la carenza di B12 e il malfunzionamento dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule, nel tessuto muscolare scheletrico. Per la prima volta, i ricercatori hanno mappato come questa vitamina interagisca con il metabolismo dei lipidi e la regolazione epigenetica.
«È una scoperta di enorme rilevanza perché i muscoli hanno un fabbisogno energetico altissimo», ha spiegato Field. I test condotti sui topi hanno mostrato risultati sorprendenti: l'integrazione di vitamina B12 nei soggetti anziani ha migliorato sensibilmente la funzione mitocondriale muscolare. Al contrario, bassi livelli di B12 sono risultati associati a una perdita di massa e forza muscolare, suggerendo che la vitamina sia fondamentale per prevenire il decadimento fisico legato all'età.
La carenza "marginale"
Il problema principale riguarda la diagnosi. Tradizionalmente, la carenza di B12 viene associata ad anemia o disturbi neurologici evidenti. Tuttavia, la ricerca della Cornell evidenzia che anche una carenza moderata o marginale, molto comune negli over 65, nei vegani e nei vegetariani, può causare danni silenziosi molto prima che compaiano i sintomi classici.
Si stima che circa un anziano su quattro nei paesi sviluppati abbia livelli di B12 subottimali. Questa condizione riduce la capacità del corpo di far fronte allo stress metabolico e alle sfide del sistema immunitario, accelerando i processi di invecchiamento cellulare.
Verso la "Nutrizione di Precisione"
In prospettiva clinica, i risultati aprono la strada alla cosiddetta nutrizione di precisione. Invece di raccomandazioni generiche, il futuro potrebbe vedere linee guida personalizzate basate sui biomarcatori individuali.
Capire l'intero percorso causale, dalle molecole ai meccanismi biologici, permetterà di intervenire tempestivamente per preservare l'integrità dei muscoli e la vitalità metabolica durante la vecchiaia. Sebbene i risultati attuali siano basati su modelli cellulari e animali, il team della Cornell è già al lavoro per preparare studi clinici sull'uomo che confermino queste potenzialità anti-aging.
“Questo articolo ha beneficiato dell’assistenza di Gemini, un modello linguistico AI”

















