Ed eccomi qua, nuovamente alla ricerca di una nuova casa, una nuova vita.
Quella vita, la mia, che da sempre è fatta di alti e bassi. Ma non i soliti alti e bassi, direi piuttosto cime e abissi.
Non me lo ricordo esattamante a quanti anni ho lasciato la casa dei miei genitori per diventare grande. Non me lo ricordo perché, non sempre, ho ricordi nitidi del mio passato.
Mie, di altri o condivise che fossero, sono state i luoghi della mia storia.
In questi giorni mi sono trovata a riflettere sul significato della dimora.
La mia, itinerante, è lo specchio della mia vita.
Quasi ogni storia d’amore mi ha vista entrare e uscire da una casa.
C’è chi compra una casa, ci entra, la vive, la condivide, la riempie di vita, di ricordi e di progetti.
Io ho pezzi di vita sparsi ovunque.
Il fatto è che ad un certo punto ci siamo trovati in due. Io e la mia creatura.
E volente o nolente, anche lui, insieme a me, è diventato zingaro.
Oggi siamo in quattro. Una donna, un ragazzino e due cagnoline.
Ci spostiamo insieme perché l’amore vero nessuno lo può separare.
Dovrei piangere? L’ho già fatto.
Poi però ho capito che c’è molto da fare, che la vita è meravigliosa e non ci si può fermare solo perché ti hanno insegnato che per non restare sola, ad un certo punto, è meglio così.
Nella nuova casa, oltre a noi 4 ci porteremo sorrisi, amore, risate e armonia.
Tutto il resto, stavolta, rimarrà fuori dalla porta.
Andrà tutto bene piccolo grande amore mio.
Perché non esiste forza più grande dell’amore.