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Milano 27 Febbraio – Nel corso della seduta consiliare tematica del Consiglio Regionale lombardo sulle riforme istituzionali e sul ruolo delle Regioni e delle Autonomie è stato approvato, con i voti dei gruppi consiliari di maggioranza, un ordine del giorno che riprende molti dei punti già contenuti nel documento sulle riforme istituzionali approvato lo scorso 20 febbraio a Roma dall’Assemblea plenaria dei Presidenti delle Assemblee legislative regionali. L’ordine del giorno è stato sottoscritto dal Presidente della Commissione Affari Istituzionali Stefano Carugo (NCD) e dal presidente della Commissione speciale per il Riordino delle Autonomie Giulio Gallera (Forza Italia), oltre che dai Capigruppo di maggioranza Massimiliano Romeo (Lega Nord), Stefano Bruno Galli (Lista Maroni), Claudio Pedrazzini (Forza Italia), Mauro Parolini (NCD), Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia) ed Elisabetta Fatuzzo (Pensionati). Il documento sottolinea l’esigenza prioritaria di superare l’attuale bicameralismo perfetto e paritario, attraverso la costituzione di un Senato delle Regioni e delle Autonomie che dovrà essere composto “da rappresentanti provenienti dalle Regioni, per almeno due terzi dei suoi componenti, e dagli Enti locali entro un numero complessivo non inferiore a 80 e non superiore a 200, tenendo conto della popolazione di ciascuna Regione.” Viene, quindi, ribadita la necessità di attribuire alla potestà legislativa dello Stato solo le materie sulle quali vi è un oggettivo e prevalente interesse nazionale, lasciando invece alla competenza regionale le altre materie. Nel chiedere il rilancio e l’attuazione del processo di federalismo differenziato, l’ordine del giorno sollecita la riduzione del numero attuale delle Regioni italiane con l’obiettivo di costituire enti regionali più ampi (le macroregioni), che siano “più adeguati e omogenei dal punto di vista del territorio e della popolazione”. Molti i contributi e le richieste contenute nel testo, particolarmente articolato e complesso: tra queste l’attribuzione al Senato delle Regioni e delle Autonomie del potere di “designare un numero congruo di giudici costituzionali e la possibilità di istituire Zone economiche speciali.