Quando parti per un'escursione, soprattutto se tieni moltissimo a raggiungere una meta, nello zaino devi ricordarti di mettere attrezzatura, viveri e vestiario – ma nella testa bisogna che lasci un po' di posto all'idea che potresti fallire e una via d'accesso perché la paura possa raggiungerti e ricordarti quando è il momento di tornare indietro. Appena prima dell'errore senza ritorno. I limiti li scopri, li conosci e li alleni solo con l'esperienza – la paura non è una compagna di gita piacevole, ma è preziosa: bisogna che impari ad ascoltarla senza lasciare che diventi troppo invadente. Oppure, in alternativa, puoi chiedere a qualcuno di cui ti fidi di prendere le misure dei tuoi limiti che ancora non conosci, perché ti cucia addosso la gita perfetta come se fosse un sarto, e prenda in consegna le tue paure, le tenga a bada.
Il pastore di stambecchi, Louis Oreiller con Irene Borgna








