Here is all the gang together ^^
Blue is Tomás
Green is Miguel
Purple is Luna
Peach is Sol
Hope you guys like them ^^
seen from Yemen
seen from Brazil

seen from United States
seen from United States
seen from United States
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seen from Malaysia

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seen from Argentina

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Here is all the gang together ^^
Blue is Tomás
Green is Miguel
Purple is Luna
Peach is Sol
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Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
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*Lucas on his seat and praying*
Sol and Miguel: why are you praying?
Luna *looking up from her notes*: we have an exam today with professor Fernández
Sol and Miguel: we have? D:
*Sol, Miguel and Lucas spinning around on the Merry go around and laughing like crazy people*
*Luna reading a book while sitting on the swings*
Sol: this place is a disaster
Lucas: does it matter? Free comics baby :D
Miguel: look, Luna, isn't this the book you were searching for?
Luna: oh, it is! Thanks Miguel
Miguel: no need to thank me ^^
Luna: geez, this place is trashed
Miguel: yeah, not even god stayed even if this is his "house"
Lucas & Sol *blasting music*: IT'S BRITNEY B*TCH

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Heyy :3 me and my moot where wondering what some of the characters look like (if you have a design idea for them or maybe some pictures of ideas you have for them)
Oh, hi ^^
Well, they do have designs, and I am planning to do a drawing to present them, but something I can say is that they are food people ^^ mostly inspired by argentinian foods/brands
And feel free to ask questions directly to the characters too :)
ㅤㅤㅤㅤㅤㅤㅤ ㅤㅤ ʟɪғᴇ ʙɪᴛᴇs ❚ manhattan, ny new update ﹫ opheliagrimaldi h. 12.42, september 07th, 2022 ❪ 🌑 ❫ ㅤㅤ ㅤㅤ ㅤ Un sole diverso da quello dei mesi precedenti posava i propri raggi del sole sulla sala che sovrastava l'immenso soggiorno di quell'attico che aveva cominciato a chiamare casa. Tantissimi erano i luoghi che voleva visitare, dalla stanza con il biliardo, allo studio di registrazione che sembrava essere uscito da un film di Hollywood, ma era la camera da letto ad attrarre così tanto la monegasca. Entrava di tanto in tanto in quella cabina armadio per inspirare il profumo del suo amato, peer accarezzare il cotone delle sue t-shirt che raffiguravano gruppi rock che probabilmente non avrebbe mai riconosciuto nemmeno dopo tempo, ma ogni cosa possedeva il suo profumo. Lo sentiva anche nei più piccoli dei dettagli, come nella biancheria che la governante sapientemente cambiava ogni mattina, dalle salviette alle lenzuola, e poi quel tepore che sembrava avvolgerla tenendola stretta come se lo avessero fatto le di lui braccia. Ecco che cosa le mancava, quella sensazione di sicurezza che il vichingo sapeva donarle solamente con la sua presenza. Ma solamente un suono indicò l'arrivo di qualcuno totalmente inaspettato, qualcuno che non vedeva da così tanto tempo da non riuscire nemmeno a ricordare la data del loro ultimo incontro. In piedi, l'una di fronte all'altra, vi erano due generazioni a confronto, il loro colore di pelle così simile da ricordare Paesi lontani e spezie dal carattere deciso, ma erano gli occhi a essere diversi. Quelli più giovani erano gentili, quasi ingenui nella sua giovinezza, gemme preziose che avrebbero potuto ricordare l'onice più duro, ma erano quelli della donna più grande a spaventare. Appariva femminile, affascinante, tracotante di una sicurezza che era perfino esagerata per la figura femminea, ma che non aveva mai indietreggiata di fronte a nulla. ᴄʟᴇ́ᴏᴘʜᴇ́ᴇ « Sembra che tu abbia visto un fantasma, Ophelia. Pensavi che non venissi a trovare la mia dolce e ribelle bambina? » Un sarcasmo sprezzante intrise quelle prime battute, facendo comprendere alla ragazza che quell'incontro era inaspettato quanto voluto, bramato da un genitore che non doveva chiedere il permesso per poter compiere una qualsiasi azione. ᴏᴘʜᴇʟɪᴀ ᴀᴜʀᴀ « Chi ti ha detto che sarei stata qui? E soprattutto, come hai fatto a entrare? Solamente i membri della famiglia Fleming possono accedervi e il personale autorizzato. » ᴄʟᴇ́ᴏᴘʜᴇ́ᴇ « Bambina, dovresti sapere che tutto ciò che desidero, lo ottengo. Che ne dici di farmi strada, piuttosto? Sono abbastanza certa che tu ti sia ambientata alla perfezione, soprattutto dopo che hai lasciato il tuo appartamento. » ᴏᴘʜᴇʟɪᴀ ᴀᴜʀᴀ « E' andato a fuoco, non... Non c'è più nulla. » ᴄʟᴇ́ᴏᴘʜᴇ́ᴇ « Sciocchezze, sono solamente cose. Cose che, tra l'altro, Aaron è tanto galantuomo da ricomprarti, ne sono certa. In venticinque anni non hai ancora capito come funziona con gli uomini? Devo davvero spiegartelo? Ti credevo decisamente più sveglia, Ophelia. » ᴏᴘʜᴇʟɪᴀ ᴀᴜʀᴀ « Dio... Sei venuta qui per cercare di darmi lezioni sugli uomini? Perché non ne ho né il tempo né la voglia. » Un sorriso che assomigliava sempre più ad un ghigno malevolo comparve sulle labbra della donna più matura, con quella efferatezza che si sarebbe potuta manifestare da un momento all'altro. Era una battaglia di sguardi quella che si stava dibattendo in quel momento, vinta ovviamente dalla madre, con tenacia e quella furbizia che l'aveva condotta ad un passo dal potere. La giovane principessa monegasca avanzò di qualche passo verso l'ampio soggiorno. Un divano ad almeno otto sedute si estendeva di fronte alle vetrate cielo terra che mostravano lo scenario più bello di New York. Si sedette, raccolse le gambe sotto di sé di prima di fare cenno alla madre di prendere pure posto dove avesse voluto. Si sentiva padrona quando invece era solamente ospite in quella casa, eppure era la presenza del suo ariete a darle la giusta forza. ᴏᴘʜᴇʟɪᴀ ᴀᴜʀᴀ « Immagino che tu sia venuta fin qui per un motivo. O non ti saresti disturbata di fare un volo così lungo. Per cui, illuminami, madre. » ᴄʟᴇ́ᴏᴘʜᴇ́ᴇ « Rimango quasi affascinata da come stai cercando di reagire, ma sappiamo entrambi che non è così. Anche in questo hai decisamente preso da tuo padre. Ah, che peccato. E, beh, non è chiaro? Un unico motivo mi spinge a prendere l'aereo, e quel motivo sei tu, mia cara. Dobbiamo parlare e lo faremo adesso. » Eccolo il nuovo sguardo infuocato da parte della madre, pronto a incenerire ogni cosa con una sola occhiata, come se lingue di fuoco si potessero manifestare da un momento all'altro. Ecco quanto era dura la determinazione del proseguire quel complotto che coinvolgeva quante più persone, troppe perfino da elencare. Solo la giovane pareva essere la pedina di un gioco che si stava spingendo sempre più in là che la vedeva una misera comparsa. ᴏᴘʜᴇʟɪᴀ ᴀᴜʀᴀ « Di che cosa dovremmo parlare esattamente? » ᴄʟᴇ́ᴏᴘʜᴇ́ᴇ « Mi deludi ancora una volta, Ophelia. Il matrimonio, di che altro altrimenti? Del fatto che hai deciso di andare a letto con il fratello sbagliato? O a quello ci arriveremo, non ti preoccupare. E non fare quella faccia, pensavi davvero che non lo sapessi? Che fossi qui solamente come sistemazione temporanea? Ma non voglio parlare di questo, non ancora al momento. Ho incontrato Aaron, qualche tempo fa a dire il vero, e siamo rimasti piuttosto colpiti dalla tua mancanza di giudizio. Mancare alle sedute con lo psicologo, viaggiare in lungo e in largo da sola... Giusto, in compagnia di Glenn. O come lo chiami? Thys, ecco. E questo solamente per iniziare, ecco perché ho accordato un piano insieme al mio futuro genero, qualcosa che ti riporterà sulla retta via e finiremo questi dannati isterismi, una volta per tutte. » ᴏᴘʜᴇʟɪᴀ ᴀᴜʀᴀ « Tu... » Era impossibile per la venticinquenne riuscire a trovare ancora una parola per riuscire a ribattere a quelle continue stoccate che la madre aveva in serbo per lei. Erano attacchi come quelli di un serpente a sonagli, inferti con l'unico scopo di indebolire la propria preda, fino a lasciarla totalmente priva di ogni costrizione. ᴄʟᴇ́ᴏᴘʜᴇ́ᴇ « Non preoccuparti di replicare, non ce n'è bisogno. E' necessario solamente che tu ascolti. Con molta attenzione, aggiungerei. Ciò che è importante è questo matrimonio, non la tua libertà, non il tuo desiderio di vivere come una persona normale, non il tuo desiderio di ribellione. Sono finiti i tempi in cui io e il Duca cercavamo una soluzione per ripianare le divergenze, gli sbagli non sono più ammessi, Ophelia. Ecco perché mi sono presa la briga di firmare al posto tuo il contratto prematrimoniale ed accettare la piccola postilla che Aaron ha deciso di introdurre. Sarai costantemente sotto la sua tutela, sotto la sua supervisione, ventiquattro ore su ventiquattro. Ogni spostamento che farai sarà organizzato da lui, vi trasferirete in una bellissima casa e tu comincerai a comportarti come ci si aspetta che tu faccia. E' un uomo così amorevole che non potevi desiderare di meglio. » ᴏᴘʜᴇʟɪᴀ ᴀᴜʀᴀ « Cosa?! Spero che tu stia scherzando. Io non ho intenzione di vivere sotto la campana di vetro di quel despota. » ᴄʟᴇ́ᴏᴘʜᴇ́ᴇ « Oh invece lo farai, mia cara. Tutto il Principato nelle tue mani e questo è l'affetto che dimostri al tuo popolo? » ᴏᴘʜᴇʟɪᴀ ᴀᴜʀᴀ « Basta nascondersi dietro a queste stronzate, sappiamo entrambi che lo sto facendo per te, per il tuo bisogno di potere. Se siamo a questo punto è solamente colpa tua. » Un silenzio innaturale prese ad aleggiare in quella sala che sembrava essere riprendere temperature sempre più fredde a causa della tensione che divideva le due generazioni. Fiamme di odio venivano sprigionate dagli occhi d'onice della monegasca mentre il ghigno malevolo della madre si ampliava maggiormente. ᴄʟᴇ́ᴏᴘʜᴇ́ᴇ « Lascia che ti rammenti una cosa che forse hai dimenticato. Venticinque anni fa ti ho messo al mondo, hai avuto un'infanzia serena, una adolescenza anche piuttosto permissiva, ed ora, da adulta farai esattamente ciò che ti è stato detto. Le scappatelle con il tuo amato, le scorribande in giro per il mondo vengono troncate qui e adesso. E forse se non sono stata abbastanza chiara, te lo ripeto... Ti ho messo io al mondo. Pensi che sia solamente una minaccia velata, la mia? Sfidami, avanti. Ma per me rimarrai sempre la solita bambina che frigna, debole, immatura, priva di spina dorsale, esattamente come tuo padre. Forse ti farà piacere anche vedere queste. Se non altro, devo ammettere che sei perfino attraente, e prima che tu possa chiedermele, no non sono le uniche copie. Credi davvero che non sapessi che fossi alle Barbados per farti sc0pare dal Fleming sbagliato? » Fu un tono di voce che rivelava la mancanza totale di quell'affetto materno che la principessa aveva sempre desiderato, e che gettava ombre su una famiglia che forse nemmeno si poteva davvero considerare tale, ma una cosa fu chiara, la reale natura della madre. Fredda, calcolatrice, indifferente, imperturbabile, carica di un disprezzo e di una efferatezza nei confronti del prossimo che avrebbe potuto annientare ogni sterpaglia, la madre allungò un paio di foto, brevi scatti che rappresentavano la manifestazione di ogni incubo. Un corpo flessuoso si tendeva sulla sabbia bianchissima di un mare lontano, coperto da una figura maschile, anch'esso nudo, un'immagine che ricordava così distintamente la giovane da renderla ammutolita. Tutta la sua vita passò davanti ai suoi occhi, tra quella pellicola che teneva tra le mani, quel corpo bagnato dalla salsedine ed in preda alla lussuria, derubata di ogni possibilità di scelta, di quel libero arbitrio che tanto agognava. ᴏᴘʜᴇʟɪᴀ ᴀᴜʀᴀ « Come... Tu... » ᴄʟᴇ́ᴏᴘʜᴇ́ᴇ « Non perdere tempo con inutili domande, sappiamo entrambe che non sei in grado. Un fallimento su ogni singolo aspetto, ma non potevo aspettarmi nulla di meno, dalla figlia di tuo padre. Credo, inoltre, che tu sappia che cosa dovesse succedere se mai queste foto andassero nelle mani sbagliate, e no, non intendo la stampa... Intendo la famiglia con la quale cerchiamo di unirci, i Fleming, in particolar modo il Duca. Credi che non sia capace di farlo? Mettimi alla prova, e vedrai fin dove son capace di arrivare. » Con un momento lento ed elegante, ella s'alzò, ergendosi con la sua eleganza innata, con il suo portamento così innato da essere come una regina con al suo cospetto l'ultima delle schiave. Ecco come si sentiva la giovane, impietrita di fronte a quelle parole, intrappolata in un incubo che stava diventando sempre più soffocante, privandole della liberà che aveva sempre desiderato. ᴄʟᴇ́ᴏᴘʜᴇ́ᴇ « Sono certa che comprenderai ogni cosa. Ci vedremo al matrimonio dei Duchi di Beaufort, penso che tu sappia che sono arrivate anche a noi le partecipazioni. Quelle puoi anche tenerle come ricordo, ho altre copie, Ophelia. E ricordati, il potere è l'unica cosa che conta. Oh, giusto, in autunno cominceranno anche le riprese per Netflix, un progetto che mi sono assicurata ove tu fossi la protagonista insieme al mio futuro genero. Le telecamere vi seguiranno e scopriranno ogni cosa, sarebbe un duro colpo se queste foto uscissero prima. A presto. »