seen from Yemen
seen from Türkiye

seen from Sweden
seen from China
seen from United States

seen from Netherlands

seen from Russia
seen from United States
seen from Finland
seen from France
seen from Poland
seen from Türkiye

seen from United States
seen from Brazil
seen from Netherlands

seen from United States
seen from Malaysia

seen from United States
seen from United States
seen from United States

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Piccolo decalogo per non marchigiani
Piccolo decalogo per non marchigiani
1. Ussìta è un participio passato in romagnolo. Il paese devastato si chiama Ùssita.
2. C'è una ragione se le Marche sono al plurale: le differenze (culturali linguistiche culinarie) fra entroterra (che comincia a macerata, 20 km dal mare) e la costa sono enormi. E persino fra la costa (Portonovo- Porto Sant'Elpidio) e le cittadine sui colli le differenze sono notevoli.
3. Le Marche sono attraversate “a pettine” da fiumi che scorrono paralleli da ovest a est. Significa che ogni cittadina sul mare ha il “suo” entroterra naturale. Da Civitanova arrivi naturalmente a Macerata Tolentino Caccamo Muccia (Chienti); da Porto Recanati, Treia, San Severino, Sefro (Potenza). La distanza sembra minima, ma fra Tolentino e San Severino ci sono differenze enormi. E non è una questione di campanile. Le differenze sono maturate e si sono rafforzate nei secoli, quando proprio le vie fluviali (esattamente quelle che qui portarono i Piceni, percorse dal Lazio verso est) erano le più sicure e battute. Questo spiega il ruolo, e la peculiarità, di Camerino, posto proprio a cavallo del crinale fra le due valli, a guardia di entrambe. Ma è solo un esempio.
4. Le Marche rurali e quelle dell'industria sono due mondi separati che si intersecano. Il boom degli anni '60-'70 (poltrona Frau, o i più recenti successi di Nero Giardini e di tutto il calzaturiero nel civitanovese) nasce da capitali accumulati con l'agricoltura, e quelli che oggi sono imprenditori hanno origini contadine non remote. Ma oggi fra l'economia di un piccolo paese come Fiastra (agricoltura, allevamento e il turismo indotto dal lago) e quella di un borgo come Tolentino, che è un importante distretto industriale, ci sono differenze che, a guardare solo le macerie, non si percepiscono. Come non si percepisce che molti di coloro che nelle cittadine hanno redditi medio-alti hanno spesso capitalizzato in case, soprattutto al mare. C'è una spaccatura fra chi ha la seconda casa (e vi ha trovato rifugio e conforto) e chi, magari anziano, non solo non ha più niente, ma capisce che non riuscirà a vedere la ricostruzione.
5. Le Marche non hanno solo paesi, hanno paesi formati da borghetti minuscoli. Acquacanina ha 121 abitanti, e 11 frazioni. Questo la dice lunga sul senso di sicurezza offerto dal regno del Papa, che in fondo consentiva ai contadini di vivere tranquilli anche al di fuori delle cinte murarie. Quattro case, una chiesa e un cimitero: la ricetta del paesello. Un paesello diffuso, sparpagliato su decine di chilometri quadrati, sempre uguale e sempre diverso.
6. A questo si aggiunge la particolare predisposizione di monaci (soprattutto francescani in cerca di solitudine) a fondare chiese e chiesette in luoghi impervi o fuori mano. È questo il patrimonio che, anche, è andato perduto. Ma si è perduto perché già prima era fatiscente (non tutto, sappiamo di Sant'Eutizio restaurato e venuto giù lo stesso). Un patrimonio enorme sì, ma spesso fatto di quattro pietre squadrate, nessun ornamento. Tracce preziose per chi? I cartelli gialli che indicavano i luoghi interessanti sono stati sostituiti da quelli marroni, ma la gente passa oltre lo stesso e visita Norcia, Assisi, Visso, i grandi (!) centri. Gran parte di quello che è morto è morto anche di incuria, e di ignoranza (compresa quella dei residenti). Luoghi carichi di storia millenaria, non toccati dalla devastazione delle guerre ma dai terremoti precedenti. Terremoti, e qualche raro incendio: ecco i nemici naturali dei paeselli.
7. Spesso i contadini del maceratese hanno trattato male, molto male, i campi e le bestie. I marchigiani dell'interno, almeno fino a una generazione fa, non sono uomini romantici sensibili alla bellezza del paesaggio. Hanno restaurato male le loro case. I vecchi edifici sono stati sostituiti o affiancati da case con portoncini di vetro e metallo. Hanno rimpiazzato i portelloni di legno alle finestre con le tapparelle di plastica. Dopo l'inizio dell'èra turistica (anni '80), in posti come Fiastra si è costruito come se si fosse sul mare (in fondo, il lago di Fiastra serve proprio a prendere il sole e a farci il bagno). E, comunque, in genere gli edifici nuovi sono venuti su random, seguendo il gusto del geometra di turno. Solo nell'ultimo decennio si è cominciato a rispettare un po' di più la pietra, a seguire uno stile (spesso genuinamente kitsch) che prende in prestito stilemi montagnardi facendo il verso al Tirolo.
8. Paesaggio montano bello, non sublime. Castelluccio è sublime, altri borghi sono (erano) graziosi. Altri ancora, trasudanti cacca di pecora e fumo di camino che tira male, non sono turisticamente attrattivi. Altri (Cingoli, Castelraimondo) hanno visto le loro montagne sventrate dalle cave di pietra. Altri, come Frontignano, Bolognola, Ussita, Fiastra, hanno conosciuto fra gli anni '80 e '90 un boom turistico fatto per metà da oriundi (perlopiù romani) che sistemavano la casa dei genitori per venirci a passare agosto (sugli Appennini la densità di sagre e feste intorno a Ferragosto è [era] pari a quella della costa romagnola), e per metà da marchigiani della costa che qui sono venuti a costruire la seconda casa. Una moda che sembra declinata (e comunque molte di quelle case non ci sono più).
9. I marchigiani non sono né meglio né peggio né più caparbi né più mollaccioni di umbri lombardi o friulani. Basta con la retorica. Spesso i marchigiani dell'interno sembrano e sono “tosti” perché abituati a combattere con un contesto naturale duro, con estati brevi, calde e spesso siccitose e inverni lunghi, freddi, umidi. E una terra secca e piena di pietre da cui al massimo puoi spremere un po' di granaglie (per gli animali). Niente olio, come in Umbria, né vino.
10. La variante della ss. 77 oggi sembra una tragedia minore. Anzi, per fortuna c'è.
Che cosa abbiamo perso, o potremmo perdere, seguendo la memoria e un po' la geografia:
1. Le grotte dei frati nella gola del Fiastrone. La storia dei benedettini eremiti nell'anno Mille o dei francescani dissidenti è sempre bellissima, soprattutto se raccontata durante la breve, facile passeggiata nel bosco. E passeggiando si incontrano viti selvatiche e cacchi di fico. Eredità dei frati, o di qualche contadino?
2. Le carbonaie che incontri passeggiando per la valle del rio Sacro (Fiastra). Sì, perché un carbonaio ancora c'è. Si chiama Checco, ha 90 anni circa e lo fa ancora, il carbone, partendo dalla legna di qui, leccio e roverella. A casa sua (che naturalmente non vuole lasciare) ha solo un focolare, e il tetto bucato per far uscire il fumo. Abita esattamente sopra casa mia. Lo ha visto tutta Italia, al Tg della 7, alle 20:10 del 1 novembre.
3. (Digressione a proposito della valle del rio Sacro: se si gira a destra, dopo un po' si arriva alle cascate dell'Acquasanta, uno dei tanti punti del monte da cui una sorgente spruzza gentilmente i viandanti di acqua vaporizzata, una vera manna, d'estate. E nella valle ci sono anche le aquile. Tutto questo il terremoto non lo ha toccato, però)
4. L'abbazia di S. Maria di Rio Sacro, Meriggio, frazione di Acquacanina. Romanico purissimo, anno Mille. Una chiesa importante nella zona e che subì nel tempo alcune trasformazioni. Rimessa a posto dopo il '97, era stata appena riaperta che già dovettero chiuderla dopo il terremoto del 24 agosto. Conteneva un crocefisso ligneo, rubato negli anni '70, come tante cose di qui finite sul mercato antiquario. Si vocifera che il committente fosse un prelato della costa.
A Christmas Carol at Fermo @visitfermo🎄🎅❤ #igerfermo #igermarche #ruotapanoramica #scrooge #cantodinatalefermo #cantodinatale #achristmascarol #labirinto #cinema #piazza #casadibabbonatale #presepi #mercatini #xmas #xmas2018 #xmaspirit #natale2018 #love #adventure #fermo #specialdays #piazzadelpopolo (presso Piazza del Popolo (Fermo)) https://www.instagram.com/p/BsB3JLShh96/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=1h275hwj21jae

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
"Il volto più vero delle Marche, anche se il meno appariscente, è quello di una regione di laboriosa e virile solitudine, abitata da gente avvezza a fare i conti con se stessa, a non ammettere niente di grande, niente di straordinario in nessun fatto e in nessun uomo; un popolo, dunque, che la pratica quotidiana del mare e dei campi ha reso taciturno, appartato, schivo alle facili aperture, e tuttavia più incline alla malinconia che alla tristezza, più all'interrogazione che all'angoscia. Essere Marchigiani è un destino. Significa stare al mondo in modo tellurico e fantastico al tempo stesso. Aver sempre la necessità di scappare e sempre - sempre - patire la nostalgia ineludibile del ritorno. Significa avere la netta sensazione che la vita si svolga altrove, per poi scoprire che la si è persa in tutto ciò che si è lasciato. Significa rimanere incommensurabilmente soli in un deserto così somigliante al paradiso da confondere gli angeli nel loro volo." (Carlo Antognini, 1971)
I'll see you again in 25 years @davidlynchfoundation . . . #twinpeaks #welcometotwinpeaks #blacklodge #lodge #penombra #fisherman #sanbenedettodeltronto #SBT #portosbt #vscocam #vscoitaly #picoftheday #chasinglight #obscured #davidlynch #dreaming #nofilterneeded #shotoniphone #nightmare #blacklight #igerspiceni #igersitalia #igermarche #picoftheday #editoftheday #thisisthewater #nightfall #freedomthinkers #darkness #bluerose (presso San Benedetto del Tronto)
Che ne sarà di noi #yellersmarche #igermarche #landscape #landscapephotography #photography #lightroom #sunset (presso Seggiola Del Papa)