Il tuo compleanno (parte 2)
(Parte 1: https://gurballad.tumblr.com/post/680381175815143424/il-tuo-compleanno-parte-1 )
Ti sei vestita elegante per l’occasione, una camicetta azzurra e una lunga gonna nera. Ti avvii verso lo stanzino, io dietro di te. Una volt
Rimetto le piastre del defibrillatore al loro posto. Ti prendo in braccio e ti appoggio a terra facendo attenzione a non staccare gli elettrodi dell’ecg. Apro la cerniera della tua lunga gonna nera e la abbasso per liberare l’arteria femorale da qualsiasi restringimento. Il tuo petto è ricoperto da residui di gel che riflettono la luce. Lì pulisco con un panno per evitare che le mie mani scivolino durante il massaggio cardiaco. Ora sei pronta per essere rianimata.
Mentre sono in ginocchio sul tuo fianco destro, unisco entrambe le mie mani e le metto al centro del tuo sterno. La mia mano destra si poggia sopra la mia sinistra. Alzo leggermente le mie cosce per sfruttare il peso corporeo durante le compressioni e andare il più possibile in profondità . Comincio a spingere più forte che posso mentre conto ad alta voce: “1,2,3,4,5,6,7…” ad ogni singola compressione le tue spalle si chiudono verso l’interno per poi riaprisi. Il tuo sterno sprofonda e si rialza. La tua pancia si gonfia e si sgonfia leggermente. “…8,9,10,11,12,13,14,15”. Mi riposo per un attimo. Ne approfitto per controllare il tuo polso femorale utilizzando l’indice e il medio della mia mano destra, ma ancora nessun cambiamento si è verificato. Eseguo un altro ciclo di compressioni: “1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12,13,14,15”. Il tuo corpo ancora collassa verso se stesso ogni volta che comprimo, ma la linea piatta sul monitor non accenna a scomparire. Decido allora di provare con la respirazione.
Raddrizzo la tua testa e ti alzo leggermente il mento. Apro la tua bocca sollevandone il labbro superiore facendo presa sul naso. Avvicino il mio volto al tuo e le nostre labbra vengono a contatto. Prendo un bel respiro con il naso e poi spingo l’aria accumulata dentro di te. Il tuo sterno si solleva leggermente mentre la tua pancia si gonfia. Metto una mano nella parte bassa della pancia e la accompagno nel suo sgonfiarsi lentamente. Ripeto la procedura almeno 3 volte sperando di sopperire alla mancanza di ossigeno. Tuttavia questo non cambia ancora le condizioni critiche in cui si trova il tuo fragile cuore. Così, non avendo molta scelta, provo ad usare lo stesso strumento che ti ha messo in queste condizioni.
Giro il potenziometro del defibrillatore su 200j, prendo le piastre e metto del gel. Le sfrego fra di loro mentre il suono di ricarica cresce di intensità . Appoggio una piastra sul tuo seno destro e l’altra sotto il tuo seno sinistro. Il suono intermittente parte. “LIBERA!”. Premo i due bottoni rossi e il tuo petto sale facendo assumere al tuo corpo una leggera forma arcata. Il tuo corpo rimane in tensione per almeno 2 secondi prima di ricadere a terra. Con ancora le piastre in posizione alzo il mio sguardo per vedere il monitor segnalare nessun cambiamento.
Carico il defibrillatore a 300j e mi preparo a darti un’altra scarica. Il suono di ricarica è più lungo e la mia fronte comincia a sudare per l’attesa. Ma finalmente la carica si completa e io premo i bottoni rossi per scaricare. “LIBERA!” . Il tuo corpo viene nuovamente su ma più violentemente. La forma arcata diviene più evidente tanto che il tuo ombelico si ovalizza. Ma ancora nulla!
Ormai disperato, provo a caricare il defibrillatore a 360j. La carica sembra infinita. Il mio cuore batte all’impazzata e, visto il sudore che ricopre completamente il tuo corpo, anche tu sembri ansiosa di ricevere questa potente scarica. Una volta pronto il defibrillatore premo i bottoni… “LIBERA!”. Il tuo petto spinge le piastre all’insù come non mai. Il tuo ombelico è completamente ovalizzato. Le tue costole e le ossa dei tuoi fianchi premono sulla tua pelle così forte da divenire evidenti. La pelle stessa si ritira verso i tuoi muscoli a causa dell’alto voltaggio. Il tuo corpo rimane in tensione per almeno 3 secondi poi ricade a terra.
Rimango per un attimo senza respiro ad osservare il tuo corpo completamente ruvido dalla pelle d’oca. Aspetto un segno… qualcosa. Sembri andata, quando improvvisamente il monitor segnala la presenza di battito cardiaco. Prendo subito lo stetoscopio per godermi i suoni del tuo cuore e dell’aria che segna il tuo respiro.
Dopo qualche minuto riapri gli occhi e inspiri violentemente come se ti fossi svegliata da un incubo. Ti senti nuda, macchiata di gel, sudata, i brividi attraversano continuamente la tua schiena. Guardandoti intorno realizzi che sei per terra, vedi me in ginocchio, le piastre del defibrillatore per terra e il relativo schermo che segnala “SHOCKS: 3”. Poi guardi me che ho lasciato la testina dello stetoscopio sopra il tuo petto e ad occhi chiusi mi sto godendo ciò che sento. Mi prendi la mano, io apro gli occhi e ti guardo. Vedo un dolce sorriso. Forse un ringraziamento. Per il regalo che hai sempre voluto.
(Fine)











