2° Luigi Musso Hitoric Grand Prix.
E' domenica mattina, la sveglia (che poi di domenica sono le sveglie, visto l'inabituale lavoro domenicale che devono compiere) suona alle 7 in punto del mattino, tempo di rinfrescarmi, vestirmi, caricare la reflex nello zaino e mi incontro con gli amici del club Officina Ferrarese. Meta, l'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola per assistere alle gare del 2° Luigi Musso Historic Grand Prix, uno degli eventi che reputo fra i migliori organizzati in Italia riguardanti il panorama delle auto storiche, sia per le vetture cui vi partecipano, sia per l'eccellente organizzazione curata dal Gruppo Peroni.
Le novità di quest'anno sono state molte, sopratutto dalle rare vetture partecipanti che si sono sfidate nelle gare che l'evento offriva, dalle favolose e velocissime sport prototipo gruppo C del campionato mondiale endurance degli anni '80 e '90, alle favolose HGPCA, vetture da Formula 1 e formula 2 pre 1966.
Senza dimenticare le gare del campionato Boss GP e delle F3 storiche e i prototipi del trofeo Ignazio Giunti che facevano da contorno al Campionato Italiano Auto storiche 2° e 3° raggruppamento già presente l'anno scorso nell'evento.
La nota triste questa volta non è certo arrivata dall'organizzazione (impeccabile), ma dalla risposta del pubblico e dei club presenti (1 solo! quello Ferrarese) ad un evento davvero interessante per le gare e le rare vetture che offriva. Una a caso? Una delle Lotus guidate da Jim Clark, vetture che se le vuoi vedere dal vivo e non su qualche rivista patinata, devi per forza prendere prendere un volo, attraversare mezza Europa e dirigerti a Goodwood.
Un evento che solo da noi in Italia, terra di motori, è così poco vissuto e che potrebbe tranquillamente trasformarsi in una piccola goodwood Italiana, se vi partecipasse più pubblico.
Parlando con alcune persone presenti, la mancanza dei club era dovuta secondo loro, al mancato giro in parata delle vetture dei club fatto in pista (che nella scorsa edizione si era fatto, con un bel numero di partecipanti). Ora è difficile sapere se hanno ragione chi sostiene questa teoria o se le cause da imputare alla mancata presenza dei club siano altre.
Una cosa però la possiamo sostenere, noi appassionati non possiamo sempre lamentarci della carenza di eventi motoristici in Italia se poi non vi è nessuno a quei pochi che vi si organizzano, questa situazione si era già vista anni fa alla 6 ore di Imola e si ripete ormai ogni volta che capito a Imola.