La tua bellezza
mentre godi.
Hai le gambe aperte,
e la bocca che sputa gemiti come bestemmie dolci.
Ti prendo così, nuda e sporca di desiderio,
con le dita che affondano dove goccioli e tremi.
Ti sc@p@ piano all’inizio,
ma è la tua voce — roca, rotta —
che mi chiede di spingere più forte,
più fondo, più dentro,
fino a farti dimenticare chi sei.
Il tuo clitoride pulsa,
lo succhio, lo mordo,
e tu ti contorci, sudi, mi sussurri parole sconce che non conoscevi.
Mi inarchi la schiena e gridi,
mentre le mie dita ti spingono
verso quell’orlo che sai solo tu.
Ti vengo sopra con la lingua,
ti lecco l’orgasmo finché mi bagni la faccia,
mentre il tuo corpo si spezza in mille spasmi.
Urli il tuo venire,
non c’è più pudore, solo verità liquida.
Ti voglio così: sconvolta,
con le cosce che tremano,
le mani che stringono lenzuola come corde,
e la f@@a che geme ancora,
ancora, ancora —
chiedendo di non finire mai.
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