Da Gioia del Colle, Giorgio Russo.
Cosa succede quando gli alberi, i ragazzi e Don Milani si incontrano? E se l'entusiasmo e la voglia di conoscere dei ragazzi si mischiano con l'ottimismo di uno storyteller specializzato in teatro di narrazione? Il risultato di questa magica combinazione è proprio l'opportunità che è stata offerta ai ragazzi, genitori e docenti del Liceo Scientifico "R. Canudo" martedì 17 gennaio in Teatro. L'evento, organizzato dall'IISS Canudo insieme al'Associazione Genitori e patrocinato dal Comune di Gioia del Colle, ha visto infatti l'attore brindisino Luigi D'Elia dialogare con il pubblico su argomenti che hanno spaziato dall'importanza che assume il processo educativo dei bambini alla decrescita felice, da leggende sudamericane all'innovazione che Don Milani contribuì a creare con la scuola di Barbiana, dall'importanza del lupo ai condizionamenti spesso ingiustificati delle paure indotte.
In mattinata D'Elia aveva presentato al pubblico scolastico del Canudo e dell'ITIS il suo spettacolo "Cammelli a Barbiana", scritto in collaborazione con il drammaturgo Francesco Niccolini e con la regia di Fabrizio Saccomanno, in cui viene raccontata la vita di Don Milani, una celebrazione all'ottimismo, alla forza d'animo e alla crescita intesa come un percorso per diventare da poveri a ricchi di spirito.
Durante l'incontro pomeridiano, oltre a discutere sul ruolo riformatore di Don Milani nell'ambito della didattica moderna, l'attore, molto sensibile alle problematiche ambientali, ha raccontato ai presenti una leggenda sudamericana secondo la quale al nostro interno vivono un lupo bianco ed un lupo nero.Il lupo bianco è la nostra gentilezza, disponibilità ed amore, il lupo nero invece è la rabbia, la malinconia e la paura. Entrambi i lupi sono in continua lotta e competizione per la sopravvivenza ed alla fine di questa lotta solo un lupo potrà vincere, quello che decideremo di nutrire.
Questo racconto, oltre ad essere un interessante spunto di riflessione sul ruolo che la nostra volontà ha nella realizzazione della nostra felicità , è stato il pretesto per affrontare un argomento molto caro all'attore: l'importanza - simbolica e reale - dei lupi. In antichità i lupi erano considerati depositari di saggezza, basti pensare al ruolo della lupa nella leggenda di Romolo e Remo, poi il lupo è stato demonizzato perché avversario dell'uomo nella caccia. È infatti durante il Medioevo che nacquero le favole in cui il lupo era ritratto come un cattivo, e nell'immaginario comune perse la sua accezione fortemente positiva. Partendo da questo tipo di riflessione D'Elia ha creato altri due spettacoli rivolti a grandi e piccoli: "La grande foresta" che narra dell'uccisione dell'ultimo lupo in Salento e "Storia d'amore alberi" tratta dal libro di Jean Giono "L'uomo che piantava gli alberi".
Altro argomento protagonista durante l'incontro e grazie al quale possiamo apprezzare ancor di più la modernità di Don Milani, è stato la decrescita felice, concetto filosofico coniato dall'economista Serge Latouche che consiste nel tentativo di introdurre nell'economia un circolo virtuoso, al posto di un molto meno sano circolo vizioso, essere consapevoli che la felicità consiste anche nel rinunciare razionalmente a ciò che non serve, col fine di diminuire il divario tra ricchi e poveri. Unica opportunità che abbiamo per ridurre questa forbice è la scuola, attraverso la quale si può mettere in gioco la propria intelligenza e che proprio per questo motivo deve educare i ragazzi ed i bambini alle cose difficili, senza compromessi ma con tanta positività .
Secondo l'attore, inoltre bisognerebbe essere educati anche alla positività ed all'ottimismo. Globalmente, afferma, nonostante la nostra percezione del mondo sia tendenzialmente negativa, il periodo in cui ci troviamo è senz'ombra di dubbio uno dei migliori di sempre. Come afferma Federico Ferrazza nell'articolo "Viviamo nel miglior momento della storia (ma non ce ne rendiamo conto)" i dati sull'alfabetizzazione, la sanità , il numero di morti in guerra ecc. parlano chiaro.
Risulta evidente come alla fine, ciò che accomuna tutti i racconti di D'Elia è proprio la voglia di costruire qualcosa senza alcun egoismo, il desiderio di lasciare una traccia regalando a se stessi e ad altri l'opportunità di crescere, il coraggio di affrontare una difficoltà senza alimentare il lupo nero.
Giorgio Russo