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Rosario Nido, dal vivo in Gargano
Gargano, aprile 2025
🌿⋆。☁°⭒˚
✨ 𝐁𝐮𝐨𝐧 𝐍𝐚𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢! ✨
🎄 Che la magia del Natale renda questo giorno ancora più speciale, e che la pace e l'amore possano regnare nei nostri cuori. 🎅
Lucia e la Luna
E.Bennato Live in Kaulonia
"Tarantella Festival"
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Peschici, Puglia, Italia by icaro
“ Nel maggio Pietro andò in pellegrinaggio a San Michele del Gargano. La compagnia di Guardia era costituita da sessanta persone con tre crocifissi, due labari della confraternita di San Giuseppe, e quattro campanelli. Uomini avanti e donne dietro: erano ordinati come una processione: ma l'ordine rigoroso era mantenuto solo all'ingresso dei villaggi e sulle strade larghe: per i viottoli di campagna, andavano in gruppi di quattro, cinque uomini e donne, cianciando e ridendo, informandosi dai pastori del nome dei proprietari delle terre che attraversavano. I piú anziani valutavano il valore dei raccolti, la qualità delle terre, il tempo giusto per le semine. I giovani sentivano vagamente l'odore della primavera, il fermento della terra in fiore; vedevano il cielo profondo, le nuvole grasse di maggio e si guardavano negli occhi con una sorta di angoscia. Le ragazze strappavano ai margini delle strade i primi papaveri e le margherite e ne facevano mazzetti che poi portavano nelle rozze mani, non sapendo che farsene. Carmela Rivullo s'era messa due papaveri tra i capelli, ma poi uno aveva detto che pareva una capra adornata per il giorno della benedizione, facendo ridere tutti; e Carmela s'era strappata i fiori e li aveva buttati. Sperava che Pietro la guardasse; camminava dietro al giovane con un atteggiamento umile di bestia, respirando le sue orme. Pietro camminava distratto a testa alta; il suo passo era lungo, snodato come quello dei lupi; respirava a narici aperte l'aria profumata di erbe, e sentiva il vigore inesauribile del suo corpo dividere lo spazio con quel ritmo facile di respiro come se anch'egli fosse una cosa della terra e andasse per il suo cammino, senza opera di volontà. Carlo Antenucci chiacchierava continuamente, dava indicazione a tutti dei luoghi, dava spago alle ragazze con frizzi puerili, con bravate, bugie. Era la quarta volta che faceva quella strada, la conosceva a palmo a palmo, l'avrebbe fatta a occhi chiusi. Un anno c'era stato anche a mietere ed era stato l'antiniero per quindici giorni di seguito. Carlo Antenucci portava il fucile; di tanto in tanto si allontanava dal gruppo in cerca di introvabile selvaggina. Ma un giorno una lepre gli era capitata a tiro mentre tentava di attraversare il Tratturo e Carlo aveva sparato un fulmineo colpo che aveva steso a terra l'animale. Se ne vantò per tutta una giornata: e mostrava a Pietro il modo d'imbracciare l'arma, di puntare, di sparare. Pietro maneggiava il fucile con una bambinesca riluttanza che divertiva molto Carlo. Ma un giorno si allontanarono insieme e Pietro sparò a un corvo appollaiato su un pero: lo fece secco. – Hai il polso fermo e la mira giusta e poi, – gli fece il compagno cordiale, – sei solido e pieghevole come un carpino. Gli occhi di Pietro brillarono di gioia. Ma poi, ripreso il cammino, si era messo a fantasticare sulla morte: «c'era un corvo su un ramo, un colpo e rimase solo il ramo. Al posto del corvo ci va l'aria; se l'albero secca e si taglia l'albero, al posto dell'albero ci va l'aria; l'aria va in tutti i luoghi dove c'erano prima le cose vive». Camminava a testa alta con una specie di furia di cui si rendeva conto, e il leggero vento di maggio gli entrava tra i folti capelli ricciuti scompigliandoglieli. “
Francesco Jovine, Signora Ava, Einaudi, 1958; pp. 153-154.
[1ª edizione originale: 1942]
Street life
Monte Sant’Angelo, Puglia, Italy. Leica R4 with 50 mm Summilux-R on Revolog Kolor film.