Bianche delizie (4° piano)
Alberto pensò che sarebbe stato opportuno evitare per un periodo i rapporti con le sue amanti del grattacielo e quindi pensò a spassarsela con i suoi amichetti. Dopo averci ragionato un po' il suo pensiero andò al giovane Johnny, l’acerbo ragazzo figlio dei coniugi del quarto piano. Era molto tempo che non lo frequentava ma poteva contare sempre su di lui poiché il ragazzino aveva mostrato un grosso interesse per l’architetto facendo coming out proprio con lui.
Alla richiesta di informazioni di Alberto seguì l’invio immediato della foto del giovane che stimolò le smanie del feticista. “Uno stivaletto delizioso, quando potrei avere il piacere?”.
“Sbrigati vieni sopra; abbiamo un paio di ore e poi ritornano i miei” scrisse in modo determinato il giovane tanto da stupire l’architetto.
Alberto, tuttavia, non resistette alla voglia di assaporare quelle lucide galosce e salì il piano suonando al campanello della famiglia Iacovitti.
Il giovane Johnny andò ad aprire all’architetto indossando una tuta da lavoro nera e gli stivali bianchissimi. Alberto si rese conto solo dopo che il ragazzino era maturato molto frequentando in svizzera un anziano fattore durante la sua permanenza in un centro universitario privato dove aveva frequentato un master in designer.
“Presto, ti farò concorrenza” disse Johnny seduto sulla sedia mentre l’altro feticista si strusciava morbosamente sui soffici stivali ai suoi piedi. “Ce ne hai di strada da fare, ragazzino” disse spavaldo Alberto mentre l’altro estraeva dalla tuta lo smilzo membro avvolto da una lucida guaina nera.
“Ultimamente mi piace più comandare” disse il ragazzo afferrando la testa dell’uomo e spingendolo contro il suo ventre dopo aver allargato le gambe. Alberto lo lasciò fare e si sottomise alle sue sevizie mentre continuava ad accarezzare morbosamente i lisci stivali indossati dal ragazzo. Johnny con vigorose spinte provava piacere nell’asfissiare l’architetto che tentava di prendere fiato respirando con il naso e rimanendo a bocca spalancata; poi il ragazzo si scostò, sfilò il condom e proseguì a massaggiarsi schizzando dapprima sul volto dell’uomo e poi sui suoi stivali.
“Ecco qua, come facevi tu con me”. “Ora sfogati e io mi fumo una bella sigaretta” disse Johnny sedendosi e allungando in avanti la galoscia imbrattata lasciando che l’altro la spazzolasse con passione.
Johnny si rilassò osservando il vizioso feticista divertirsiabbracciato ai suoi stivali poi gli si mise alle spalle e lo montò.
“Sei cambiato molto” disse Alberto al giovane dopo averlo lasciato sfogare. “Spero in meglio” rispose l’altro accendendosi un’altra sigaretta.
“Vengo a trovarti anche domani” esclamò l’architetto con tono serio rivestendosi.
“Perfetto, appena i miei se ne vanno ti chiamo”.












