Non sono una bambina, perché piango. Sono solo una donna molto empatica, che veste i panni degli altri, che si carica di responsabilità e di colpe. E il pianto, in questi casi, viene da sé come uno sfogo. Non può essere una colpa anche questa, non posso pensare di non dover piangere e di essere sempre forte. Perché non è così. Ma forse, sbaglio anche in questo. Forse, il mio discorso fa acqua da tutte le parti, io non lo so. Ma questa fragilità che mi porto dentro e che, ultimamente, si è fortificata, oggi sembra essere tornata al punto di prima.








