Protezione fotocamere Xiaomi 17

seen from Türkiye

seen from Brazil

seen from United Kingdom

seen from United Kingdom

seen from India
seen from United States

seen from China

seen from United States
seen from China
seen from United States
seen from China

seen from United States
seen from United States

seen from Russia
seen from Russia

seen from China
seen from United States

seen from China

seen from United States

seen from United States
Protezione fotocamere Xiaomi 17

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Vivo X300 Ultra è ufficiale: la fotocamera che spaventa i rivali
Quando un produttore dichiara di aver creato lo smartphone fotografico definitivo, è sempre meglio prenderla con le pinze. Eppure, dopo l'ottima impressione lasciata dai modelli precedenti della serie, il marchio cinese ha deciso di alzare l'asticella in modo drastico. Vivo X300 Ultra è arrivato sul mercato globale e le prime prove sul campo confermano quello che la scheda tecnica già lasciava intuire: siamo davanti a un dispositivo pensato, costruito e ottimizzato per chi vive di fotografia. Partiamo da una premessa che Vivo non ha cercato di nascondere. Questo non è uno smartphone per tutti. Il corpo pesa circa 240 grammi, il modulo fotocamere sporge parecchi millimetri dalla scocca posteriore, e l'ingombro generale non è esattamente da telefono "tascabile". Ma sotto la carrozzeria c'è il meglio disponibile oggi: processore Snapdragon 8 Elite Gen 5, 16 GB di RAM e una batteria da ben 6.600 mAh. Tutta questa potenza bruta serve essenzialmente a una cosa: far girare al meglio il comparto fotografico, che è il vero cuore pulsante di Vivo X300 Ultra. Un sistema fotografico che fa paura (nel senso buono) Le specifiche del comparto ottico fanno impressione anche solo su carta. Il sensore principale da 200 megapixel, con dimensione 1/1.12", scatta normalmente a 12 MP sfruttando il pixel binning per ottenere un contrasto e un range dinamico superiori. Però è possibile forzare la risoluzione massima, e qui le cose si fanno davvero interessanti: in modalità 200 MP la capacità di ritaglio è tale da permettere di identificare soggetti a quasi 100 metri di distanza. Ma la vera star del modulo è il teleobiettivo periscopico. Si tratta di un secondo sensore da 200 MP dedicato a uno zoom ottico di 3,7x, con una resa nel modo ritratto che colpisce per la naturalezza del bokeh, lontano anni luce da quel tipico ritaglio software a cui ormai ci siamo abituati. Vivo X300 Ultra registra anche video in 4K multifocale a 120 FPS con profilo a 10 bit, una caratteristica che apre possibilità serie in fase di correzione colore in post produzione. Sul fronte software, la app nativa della personalizzazione Vivo offre strumenti di editing basati su intelligenza artificiale: un gomma magica per eliminare persone o oggetti indesiderati e un ampliatore di immagini capace di generare un inquadratura più ampia senza dover scattare nuovamente la foto. Accessori inclusi e un prezzo che fa discutere Come già successo con il fratello minore Pro, anche Vivo X300 Ultra arriva accompagnato da una serie di accessori esterni. Nella confezione si trovano una cover speciale con attacco a vite, un'impugnatura con batteria supplementare e controlli fisici, un anello per treppiede, un rig con ventola di raffreddamento e, soprattutto, un teleconvertitore da 400 millimetri. Quest'ultimo trasforma lo smartphone quasi in un telescopio: accoppiando questa lente è possibile avvicinarsi a soggetti distanti quasi 500 metri con una qualità più che accettabile. Certo, portarsi dietro tutto l'armamentario rende il dispositivo ingombrante per l'uso quotidiano, ma apre scenari creativi davvero insoliti per uno smartphone. E qui si arriva al punto dolente. Vivo X300 Ultra viene proposto a un prezzo di 2.399 euro. Una cifra che sfonda qualsiasi tetto visto finora nel mondo degli smartphone. Va detto però che questo importo non si riferisce solo al telefono (che tra l'altro monta 1 TB di archiviazione), ma a un pacchetto indivisibile che include tutti gli accessori fotografici e video. Il dispositivo non si vende separatamente. Questa scelta commerciale lo allontana nettamente dall'utente medio alla ricerca di un top di gamma e lo posiziona in una nicchia molto precisa: quella fascia di prezzo in cui è già possibile acquistare corpo macchina e ottiche di una mirrorless. Vivo X300 Ultra è, senza giri di parole, il telefono più capace sul mercato per fare fotografie, ma richiede un investimento che sta alla pari con la sua ambizione. Read the full article
Catocamera
OPPO Find X9 Ultra: il debutto globale è vicino, fotocamera da urlo
Non è un errore di lettura. OPPO ha stuzzicato la curiosità di tutti con un teaser che annuncia il debutto globale di OPPO Find X9 Ultra, e l'attenzione è tutta puntata su quello che potrebbe offrire il comparto fotografico di questo smartphone. Fino a oggi la serie Find X Ultra era rimasta confinata al mercato cinese, una scelta che aveva fatto storcere il naso a parecchi appassionati di tecnologia in giro per il mondo. Stavolta, però, le cose sembrano destinate a cambiare davvero. Il fatto che OPPO abbia deciso di portare Find X9 Ultra fuori dai confini della Cina rappresenta un segnale fortissimo. Significa che l'azienda crede di avere tra le mani un prodotto capace di competere a livello internazionale con i migliori camera phone sul mercato, quelli firmati Samsung, Apple e Google. E non è una pretesa campata in aria: la serie Find X Ultra ha sempre ricevuto elogi enormi per la qualità delle ottiche e per la collaborazione con Hasselblad, il marchio svedese che nel mondo della fotografia professionale non ha bisogno di presentazioni. Cosa sappiamo sulla fotocamera di Find X9 Ultra Ancora non ci sono specifiche tecniche ufficiali confermate per il mercato globale, ma basandosi su quanto già visto con il lancio in Cina, il quadro è piuttosto chiaro. OPPO Find X9 Ultra dovrebbe montare un sistema a quattro fotocamere con sensori di altissimo livello, capaci di gestire scenari complessi come scatti notturni, zoom a lunga distanza e ritratti con bokeh naturale. La partnership con Hasselblad, ormai consolidata da diverse generazioni di dispositivi, porta con sé una calibrazione del colore e una resa cromatica che pochi rivali riescono a eguagliare. Quello che rende Find X9 Ultra particolarmente interessante è la capacità di unire hardware fotografico di primo piano a un'elaborazione software raffinata. Non parliamo solo di megapixel sparati a caso su una scheda tecnica, ma di un sistema fotografico pensato per funzionare in modo coerente, dove ogni lente ha un ruolo preciso e ben definito. Un passo importante per il mercato europeo Per chi vive in Europa, e in particolare in Italia, la notizia ha un peso specifico notevole. OPPO Find X9 Ultra potrebbe finalmente arrivare nei negozi e sugli store online del vecchio continente, dando la possibilità di mettere le mani su un dispositivo che fino a ieri richiedeva importazioni complicate e garanzie inesistenti. Il prezzo per il mercato globale non è stato ancora comunicato, ma considerando il posizionamento premium della serie, ci si può aspettare una cifra che si aggirerà nella fascia alta, probabilmente oltre i 1.300 euro. OPPO ha diffuso il teaser senza svelare una data precisa per l'annuncio ufficiale, limitandosi a confermare che il lancio globale di Find X9 Ultra è in arrivo. Resta da capire quali mercati verranno coinvolti nella prima ondata e se l'Italia sarà tra questi fin dal primo giorno di disponibilità. Read the full article

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
OpenAI svela smart speaker con fotocamera e riconoscimento facciale: rivoluzione in casa?
OpenAI ha in mano molto più che modelli e server: emergono dettagli concreti sul primo pezzo di hardware pensato per la casa. Dopo mesi di voci e fughe di notizie, il progetto prende forma attorno a un prodotto che ricorda per filosofia il concetto di HomePod 2.0, ma con ambizioni diverse e qualche scelta coraggiosa sul piano della tecnologia e dell’esperienza utente. Questa operazione segna un passo cruciale: trasformare un’azienda principalmente software in un produttore che immagina e controlla anche il mondo fisico in cui l’IA vive e respira. smart speaker è la parola che ricorre più spesso nelle ricostruzioni, ma il dispositivo dipinge un quadro molto più ricco di sensori e funzionalità. Design e funzioni: uno smart speaker con occhi L’ipotesi principale parla di uno smart speaker progettato dallo studio di Jony Ive e posizionato in una fascia di prezzo medio alta intorno ai duecento e ai trecento dollari. Non si tratterebbe di un semplice altoparlante: il progetto include una fotocamera integrata capace di leggere l’ambiente, riconoscere oggetti su un tavolo e percepire la presenza di persone nella stanza. Sul piatto c’è anche il riconoscimento facciale, concepito per offrire profili utente personalizzati e per abilitare operazioni come gli acquisti tramite identificazione del volto. L’obiettivo è chiaro: superare l’interazione soltanto vocale per arrivare a un assistente che osserva, interpreta e agisce in modo più proattivo. La presenza di una componente visiva cambia completamente il modello d’uso. Con una fotocamera e algoritmi avanzati, l’assistente può adattare risposte e suggerimenti al contesto concreto della casa, anticipando bisogni e riducendo i passaggi necessari per compiere azioni quotidiane. È una promessa forte che però porta con sé nodi non banali: dalla conservazione dei dati alla trasparenza sulle politiche di accesso alle immagini, fino alla percezione stessa dell’accettabilità di un dispositivo che osserva l’intimità domestica. La parola privacy torna spesso nelle conversazioni interne e pubbliche, perché la fiducia degli utenti sarà la chiave per qualsiasi successo commerciale. Strategia, squadra e scenari futuri Dietro il design c’è lo studio indipendente LoveFrom, guidato dallo stesso Jony Ive, mentre dentro l’azienda un team hardware si occupa dell’ingegnerizzazione, dell’integrazione software e dell’analisi dei comportamenti d’uso. Questo doppio binario, secondo le ricostruzioni, ha generato tensioni: critiche sulla velocità con cui certe revisioni venivano effettuate, dubbi sulla condivisione creativa e complessità nell’assorbire talenti provenienti da acquisizioni mirate a rafforzare competenze fisiche. È il tipo di attrito che accompagna transizioni strategiche importanti, quando un attore abituato a dominare il software si misura con le logiche di produzione, garanzia e supporto tipiche del mercato consumer. Il panorama di prodotti in sviluppo sembra includere anche occhiali intelligenti e una lampada smart, pensati per estendere l’assistente oltre il punto di accesso domestico verso soluzioni personali e hub ambientali. L’idea è costruire un ecosistema hardware coerente, dove lo speaker è il fulcro stanziale, gli occhiali seguono l’utente e la lampada opera come nodo di contesto. Resta la questione più pratica: quanto riuscirà questo dispositivo a distinguersi in un mercato affollato e quanto gli utenti accetteranno la presenza di occhi elettronici tra i propri oggetti di uso quotidiano? Le scelte su sicurezza, crittografia locale dei dati e opzioni di controllo saranno determinanti per trasformare curiosità in fiducia. Nel gioco delle mosse strategiche, la scommessa su un prodotto simile a un HomePod 2.0 appare razionale: formato conosciuto, ingombro ridotto e capacità di ospitare un assistente sempre attivo. Se la visione si realizzerà, il mercato dei dispositivi consumer vedrà entrare un nuovo protagonista che punta a rendere l’intelligenza generativa parte integrante degli spazi domestici. Ma la strada resta piena di scelte delicate, tecniche e politiche. La pressione sulla squadra che deve trasformare concept e design in prodotti reali è forte, e la risposta degli utenti sulla privacy e sull’usabilità deciderà il livello di successo di questa ambizione. Read the full article
SIGMA BF
Sto rivalutando il Samsung Galaxy s24 Ultra
A me interessa più di tutto la fotocamera e molte fonti suggeriscono che in questo sia migliore il Google pixel 9, in particolare versione pro xl e che in generale questo smartphone di Google sia proprio tra i migliori se non il migliore proprio per quanto riguarda la fotocamera
Voi che ne pensate? Qualcuno di voi ha uno smartphone della linea Google pixel 9? O anche 8 giusto per riferimento o conoscete qualcuno che lo possiede?
L'alternativa sarebbe andare sugli iPhone 16, ma sono sempre stato Android e anche se reputo validi gli iPhone, non mi sento di cambiare sistema operativo adesso, sarebbe un po' una rivoluzione