Problemi all'utero: quali sono e cosa fare?
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Problemi all'utero: quali sono e cosa fare?
Malattie dell’utero: sintomi e cura
L’utero è uno degli elementi che compongono l’apparato riproduttivo femminile. Sono diversi i problemi che possono riguardarlo, alcuni innocui, altri molto dannosi per la salute. Saperli riconoscere è quindi di fondamentale importanza per rivolgersi subito a uno specialista e iniziare un’eventuale terapia.
Sono tumori benigni piuttosto comuni nelle donne e possono essere classificati in tre gruppi a seconda della zona in cui si sviluppano: submucosi, situati all’interno dell’utero, a contatto con le pareti; intramurali: all’interno delle parati muscolari dell’utero; subsierosi: si sviluppano all’esterno dell’utero.
I sintomi più frequenti sono: mestruazioni abbondanti o prolungate, dolore o tensione alla zona pelvica, minzione frequente, stitichezza, difficoltà a svuotare la vescica, mal di schiena, mal di gambe. In alcuni casi, piuttosto rari, il fibroma può provocare un dolore acuto e febbre.
Non esiste una terapia univoca per tutte le donne. Solitamente, essendo tumori non cancerosi, vengono semplicemente tenuti sotto controllo. In alternativa, è possibile intervenire mediante una cura farmacologica che miri a regolarizzare il ciclo mestruale. Tale terapia non elimina i fibromi ma li rimpicciolisce. L’eliminazione può essere effettuata solo attraverso la chirurgia, con l’isterectomia. Si tratta però di un intervento che consiste nella rimozione dell’utero, con le conseguenze che un’operazione di tale spessore comporta, come l’impossibilità di avere figli.
Sono formazioni benigne che crescono lungo il tratto endometriale o cervicale dell’utero. I polipi possono avere una grandezza pari a pochi millimetri o alcuni centimetri. Possono essere singoli, in coppia o in gruppi più numerosi. Si presentano solitamente in una forma benigna e la loro evoluzione in tumori maligni è piuttosto rara. La loro presenza può comunque comportare problemi alla donna, soprattutto quando crescono in prossimità delle tube di Falloppio: in questo caso possono impedire la fecondazione e divenire così una causa di infertilità.
Non sempre presentano una sintomatologia evidente. Molte donne si accorgono della loro presenza solo in seguito a una visita ginecologica. È comunque possibile individuare i sintomi più frequenti: ciclo mestruale irregolare, doloroso o particolarmente abbondante, dolore durante i rapporti sessuali, spotting, perdite simili a mestruazioni durante la menopausa.
Esiste una cura farmacologica ma nella maggior parte dei casi è necessario l’intervento chirurgico. Si parla di: isteroscopia, rimozione chirurgica del polipo uterino; isterectomia: asportazione dell’utero, necessaria quando i polipi uterini contengono cellule neoplastiche maligne. È possibile che il polipo si ripresenti, nonostante la perfetta riuscita dell’intervento. In tal caso, la donna può sottoporsi a un’altra operazione.
Può essere suddiviso in quattro stadi a seconda della sua diffusione nell’organismo: stadio I, interessa solo l’utero; II: ha invaso la cervice; III: si è diffuso oltre l’utero ma non al di fuori della zona pelvica; IV: ha raggiunto vescica, retto, linfonodi pelvici e altre zone distanti.
Il sintomo principale è rappresentato dal sanguinamento vaginale anomalo. Altri segnali diffusi sono: dolore durante i rapporti sessuali, dolori durante la minzione e difficoltà a svuotare la vescica, dolore nella zona pelvica. Tale sintomatologia può essere riconducibile al tumore all’utero ma anche ad altre patologie, per questo è necessario un consulto medico.
La diagnosi verte solitamente sulle analisi del sangue e su uno o più di questi esami: visita ginecologica, ecografia, isteroscopia, biopsia. La terapia può seguire modalità diverse: chirurgia, chemioterapia, radioterapia.