prima di tutto i capelli;
«È qui la più favolosa del castello?» La voce raggiunge Charlotte prima ancora che la keniota sbuchi dalla soglia, scalciando via le ballerine ai propri piedi e allargando le braccia, in attesa di una stretta dell`amica (Mefisto che monopolizza le coccole non lo ha proprio notato, probabilmente). «Mi hanno liberata» annuncia, riferendosi ovviamente alla terribile prigionia presso la Drybottle, prima di raggiungere la Charleston (nel caso non fosse già avvenuto il contrario) e sederle accanto, sbirciando distrattamente la pergamena che sta leggendo.
« Aaaaahhhh!!! Tiaaaaa! » e prende subito l’abbraccio che necessita dall’altra, tutta questa distanza l’aveva distrutta, poverina. « Finalmente-finalmenteeeee!! » rimanendo attaccata a lei ancora un po’. E poi si stacca per vedere se sta bene, se è la solita, se nessuno le ha fatto qualcosa di sbagliato, tipo quella dannata Drybottle. « Non ti azzardare mai più, ma dico proprio mai-mai-mai ad ammalarti di quella stupida e poco favolosa trollinfluenza, cioèèè. » cioè. È rimasta da sola per così tanto. Per altro si prende pure la briga di sistemarle appena i capelli con un gesto della sua mano, dolcemente. « Che merlino di noia senza di te, come ti senti ora? Stai bene vero? Ti hanno trattato bene quei cialtroni dell’infermeria? »
«Mi sei mancata tantissimo, mi dispiace che ti abbiamo lasciata sola per così tanto però ci avrei scommesso che non ti saresti ammalata» sorride mentre si lascia mitemente sistemare i capelli e addirittura china un po`il capo per avvicinare la chioma alla compagna, dato che un po`di differenza d`altezza c`è. «Sei imbattibile tu, mica ti fai sconfiggere da una trollinfluenza qualunque.» Eh certo, non per nulla è la sua migliore amica. «Poco favolosa?» Ripete sollevando un sapracciglio moro prima di ribattere, con un fare melodrammatico che si spera risultare un po`comico «No, Charlie, non era per niente favolosa! Abbiamo rischiato di morire!» Con tanto di manina sulla fronte e pausa ad effetto. «E poi era piena di gentaccia, quell`infermeria, c`era uno che non sai quanto puzzava!» Assurdo, inaudito, ingiurioso! Si prende un attimo per respirare a fondo l`aria vagamente profumata del dormitorio «Nessuno è un compagno di dormitorio bravo quanto te.» [...] «Senti, Charlie, stavo pensando di farmi i capelli un po`afro, ogni tanto, ma non so se poi sono troppo in disordine. Tu che dici?» Sono le grandi domande della vita, queste.
« Figurati! La trollinfluenza non mi avrà mai! » motivo per cui forse erbologia è una delle poche materie che la fanno sempre sbuffare quando deve recarsi in serra. Sarà che si fida poco delle piante e del terreno ed infatti come si vede tutta colpa della cacca dei troll in terra. Ew. « Merlino bolide, Tia. Non dirlo manco per scherzo, no-no. » che poteva restarci secca. Si mette una mano sotto il mento, dove con le unghie sfiora appena il proprio mento, facendo anche un lungo sospiro dicendole « Eh lo so, nessuno è favoloso come me. » come compagno di dormitorio e come tutto. [...] « Voglia di cambiare post-trollinfluenza? » domanda alla sua domanda con il nasino che si arriccia, piuttosto complice. « Secondo me ti starebbero in modo favolosissimo, ovviamente. Sarebbe un disordine che a te andrebbe ordinato e perfetto. Io, coi tuoi capelli, lo farei! » sentenzia, per darle la spinta giusta nel cambiamento dei capelli.
La piega sulle labbra si amplia appena in reazione alla complicità della migliore amica «Forse...» risponde allegramente. L`incoraggiamento sortisce l`effetto desiderato e basta a far schioccare la lingua della Jabari sul palato, prima di annunciare «Allora è deciso. Poi vedo anche che ne dicono le altre, ma lunedì capelli afro!» Per iniziare al meglio la settimana.
« Vabbè! » e poi una delle due mani viene spostata a fendere l’aria e scacciare parole e pensieri sull’altro, che qui ci sono cose molto più importanti di cui parlare. Tipo loro, il loro ego ed i loro capelli. « Dai sì! Non vedo l’ora di vederli, e che tu li faccia vedere a tutti, scommetto che un sacco di bimbe saranno super-invidiose. » commenta, dando man forte al progetto della serpeverde col nuovo look di capelli. « Ogni tanto fa bene cambiar— aah! Lo sai che ho fatto in ‘sti giorni che non c’eri? Ho visto gli asticelli! Cioè uno solo, okay, tipo vicino alla foresta proibita. Ci sono andata con Tristran » quello sano, con la R e di Grifondoro « e anche con quel tipetto di Benbow, il guardiacaccia: com’è strano lui, merlino mio. » e poi sbettando un palmo contro il materesso conferma. « La prossima volta ci andiamo noi due, okay? » propone, così che non si perda più quello che ha perso durante la convalescenza.