Ti penso e in te mi rivedo come due costole dello stesso torace due occhi dello stesso viso come il nocciolo della pesca ardente e sanguigna

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Ti penso e in te mi rivedo come due costole dello stesso torace due occhi dello stesso viso come il nocciolo della pesca ardente e sanguigna

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Questi occhietti vispi, io li amo.
Non proprio HD. Intanto mi diverto e mi sputtano.
Che malinconia ci prende quando pensiamo a tutte le persone che abbiamo visto, conosciuto, e ci confessiamo quanto poco siamo stati per loro, e loro per noi!
Johann W. Goethe, Le affinità elettive.
Avrà anzitutto la forza di concentrare in un unico desiderio tutto il contenuto della vita e il significato della realtà. Se a un uomo manca questa concentrazione, questa chiusura, l'anima è fin da principio dispersa nel molteplice.
Soeren Kierkegaard, Timore e tremore.

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E tu dimmelo; dimmi che ti mancherebbe l'odore dei narcisi sul petto e sui polsi smaniosamente pulsanti. E tu dimmelo; dimmi che non resisteresti all'assenza del mogano fluido tra le dita. E tu dimmelo; dimmi che sentiresti la tua sinfonia stonata senza le note irregolari dei respiri alternati. E tu dimmelo; dimmi che neanche il mare ti stupirebbe più, se a colmare il mio volume ci fosse solo vuoto. E tu dimmelo; anzi, non dirmi niente, tu solo sorridimi.
Pensieri notturni.
Iride di ambrato verde-mare, nell'abissale vastità annegare. Riscoprire il tuo specchio, sforzo vano e disumano, con i piedi cercare sabbia, un lieto sprofondare.
Si dice che ognuno di noi nasca con una croce da portare sulle spalle come un fardello. Da sempre io mi trascino dietro la solitudine. La mia solitudine non ha nulla di fisico, è una condizione emotiva che niente e nessuno mi ha mai allietato. Credo sia destinata a pesare su di me, senza alcuna deviazione.