La Grande Divoratrice, appunti per una biografia della Dea Erra.
La Guerra divora.
Guerra era ed è una divinità distruttrice, un demone con un appetito insaziabile.
In origine c’era il dio assiro-babilonese Erra-gal. Erra era il dio della peste e della guerra, era associato anche al dio dell’oltretomba. Erragal è anche il dio della confusione e del diluvio. E’ lui nell’epopea di Gilgamesh che apre le dighe delle acque che invaderanno il pianeta.
E in un gioco di contagio lessicale e culturale, oltre che cultuale, avviene che Erra diviene la Era dei greci, e la dea germanica “Werra.”
Il latino “Erra-re” e “Err-ore” custodiscono questa idea di guerra, come di qualcosa che de-via.
Il mondo mesopotamico e poi greco, germanico, latino ci parlano di una Divinità che cerca l’estinzione degli uomini, non solo qualche morto in battaglia, per questo Erra viene associato alla peste e al diluvio, entrambi eventi che possono portare alla scomparsa definitiva del genere umano.
Ma la Guerra non ha fame solo di uomini, non si nutre solo di morti. La dea Werra vuole di più. Vuole tutto.
La sua storia è la storia di una evoluzione esponenziale. Da divinità minore a signora del Pianeta, da culto riservato a pochi a Moloch cui il mondo si genuflette.
Per capirlo basta fare un volo rapido lungo il secolo scorso.
Prima del Novecento per quanto incredibile possa sembrare, le leggi umanitarie del XIX secolo richiamavano la necessità che le società civili respingessero la guerra.
La "Dichiarazione per l'abolizione di alcuni tipi di proiettili esplosivi in tempo di guerra siglata a Pietroburgo nel 1868 riconosceva ad esempio l'esistenza di un punto limite "nel quale le necessità della guerra dovevano piegarsi alle esigenze umanitarie".
Dalla sospensione della guerra al calare della sera dei poemi Omerici al richiamo delle esigenze umanitarie del 1868, i “poteri” della Dea Guerra sembrano ancora limitati. Certo atrocità ne sono state commesse innumerevoli, ma è solo col Novecento che Guerra fa un salto di stato.
Il Novecento consegna alla dea Werra nuovi ambiti d’azione.
Il termine "GENOCIDIO", ad esempio, fu coniato nel 1944 per descrivere la distruzione deliberata e sistematica di un gruppo razziale, politico e culturale. Nel 1957 è stato per la prima volta impiegato il termine "OVERKILL" (letteralmente 'uccisione eccessiva') per descrivere un uso della forza ben superiore a quello necessario per eliminare l'obiettivo.
Il risultato è che il solo Novecento conta un numero di vittime di guerra TRE volte superiore a quello di tutte le guerre combattute dal primo secolo a. C. fino al 1899.
Capite cosa intendo per salto di stato. Werra ha deciso di fare le cose in grande nel Novecento.
Lo sterminio della prima guerra mondiale è stato tale che le vittime di singole battaglie superano i caduti d’intere guerre del passato. Complessivamente, si stimano in 26 milioni i caduti della Grande Guerra e almeno a 20 milioni le persone menomate, disabili o traumatizzate in modo irreversibile. La metà di questi morti erano civili.
La prima guerra mondiale è stata devastante anche per le dimensioni degli eserciti mobilitati.
La Coscrizione Universale, altro enorme regalo fatto alla dea Werra, introdotta per la prima volta in Prussia nel 1814, divenne alla fine del XIX secolo la norma per la maggior parte delle potenze militari, consentendo la creazione di grandi eserciti permanenti. Il treno e il telegrafo, invenzioni della metà del secolo, rivoluzionarono la Iogistica della guerra, permettendo di spostare eserciti smisurati a distanze enormi. Quasi venti milioni di europei furono mandati al fronte nell'agosto del 1914, e nel 1918 ben 65 milioni di soldati combattevano nei diversi schieramenti. Nella prima guerra mondiale, il 14% della popolazione europea fu chiamata alle armi contro l'1% di arruolati al tempo delle guerre napoleoniche.
Nessuna società umana aveva mai schierato un numero di soldati così imponente, sia in termini assoluti che in percentuale della popolazione totale.
Gli eserciti del Ventesimo secolo erano inoltre dotati di armi molto più potenti dei loro predecessori: fucili e cannoni che colpivano a maggior distanza e, per la prima volta, aviazione militare, carri armati e armi chimiche.
Lo storico britannico Eric Hobsbawm ricorda come Napoleone sia riuscito, nella battaglia di Jena dei 1806, a sconfiggere la Prussia con soli 1.500 colpi di artiglieria! Ci credereste?
A confronto, la Francia produsse 200.000 proiettili al giorno durante la prima guerra mondiale e considerava questa produzione inadeguata. L'impiego giornaliero di proiettili da parte delle grandi potenze aumentò di cinquanta volte nel corso della guerra.
Lo storico militare Martin van Crefeld affermò: "La guerra, lungi ormai dall'essere strumento al servizio dello stato, minaccia ora di divorarlo, e con esso il popolo, l'economia, la politica e tutto il resto".
Eccola la dea Werra, che iniziò infilandosi nei campi di battaglia dell’Iliade in cui era ancora possibile trarre poesia dagli scontri fra gli uomini. E nei millenni il demone Divoratore cresce e pretende sempre di più. E non si sazia mai.
Dai poemi bellici omerici fino al pensiero che non si potesse fare più poesia, di alcun tipo, dopo i campi di concentramento nazisti.
Ma procediamo nella storia.
La vastità della Seconda Guerra Mondiale ridimensionò la portata della Prima e rese definitivamente evidente una nuova modalità del conflitto armato. Inaugurò infatti la "GUERRA TOTALE", una guerra dichiarata non solo contro gli eserciti, ma contro l'economia, le infrastrutture e la popolazione civile di intere nazioni, obiettivi perseguibili solo attraverso una mobilitazione senza precedenti delle risorse.
Werra non vuole solo le vite degli uomini, ma brama tutti gli aspetti della loro esistenza per sé.
Gli stati belligeranti si giocarono gran parte delle ricchezze industriali ed economiche nella seconda guerra mondiale.
Gli eserciti dei vari schieramenti raggiunsero il picco di 69 milioni di soldati, e 45 milioni di persone affluirono nelle fabbriche di armamenti: da un terzo alla metà della forza lavoro dei paesi in guerra venne direttamente o indirettamente coinvolta nello sforzo bellico.
L’impatto della guerra sulla popolazione fu devastante, come raccontano le statistiche. Si stima che 54 milioni di persone - fra soldati e civili - siano morte al fronte, sotto i bombardamenti aerei, nei campi di concentramento, negli eccidi di massa, nella repressione di rivolte o per malattia e per farne.
Che altro si poteva inventare Werra? Il demone non si arrenderà fino a che l’umanità sarà estinta. E allora eccola “alzare ulteriormente il tiro”.
Gli ultimi atti di ostilità della seconda guerra mondiale - il lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki - significarono il debutto dell’ERA ATOMICA e l'avvio della Guerra Fredda. Enormi quantità di risorse sono state da allora dedicate alla progettazione, costruzione e manutenzione degli arsenali nucleari, armi molto più potenti della totalità delle armi costruite in tutta la storia dell'uomo. La progressione è esponenziale e questo dovrebbe farci riflettere oggi più che mai.
Solo gli Stati Uniti hanno speso almeno 5.500 miliardi di dollari (al 1996); e non si saprà mai quanto hanno speso l'Unione Sovietica e le altre potenze nucleari.
Grazie a 2.051 test nucleari, gli Stati Uniti, l'Unione Sovietica e le potenze nucleari più piccole hanno progettato e costruito un micidiale arsenale atomico.
Lo stock globale ha raggiunto il suo, apice nel 1986 con 69.000 testate nucleari, contenenti un potenziale esplosivo di 18 miliardi di tonnellate di TNT, che equivalgono a 3,6 tonnellate di TNT per ogni essere umano.
In confronto, i 6 milioni di tonnellate di esplosivo impiegate nella seconda guerra mondiale impallidiscono.
Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale all’invasione della Cecenia da parte della Russia (1945-2000) secondo un calcolo approssimativo le vittime ammontano a 20 milioni di morti e 60 milioni di feriti.
Col nuovo millennio, Werra gioca il tutto per tutto.
La Guerra è anche maestra di storia e anticipa gli scenari futuri quando per esistere non ha più bisogno di nazioni che si combattano. In futuro l’idea di nazione infatti perderà di significato.
L’11 settembre 2001 segna l’inizio di questa nuova, terza guerra mondiale che conserva tutte le “conquiste” delle guerre precedenti (l’idea di genocidio, di guerra totale, di guerra nucleare) ma si spinge oltre.
Per comprendere correttamente le fasi del conflitto attualmente in atto nel mondo, occorre ampliare il concetto classico di conflitto armato, che ha coinciso per millenni con l’idea di eserciti di soldati che si combattevano in scenari di morte e distruzione.
Già dal 1999 questo concetto ha subito una sostanziale modifica, grazie al contributo dei colonnelli cinesi Quiao Liang e Wang Xiangsui, che nel loro libro “Guerra senza limiti”, teorizzavano la possibilità di conflitti asimmetrici, combattuti su diversi livelli e con nuovi strumenti, quali il terrorismo.
Werra come nelle visione dell’Apocalisse diviene un mostro a più testa.
In guerra senza limiti se ne indicano alcune:
La guerra informatica (net war).
La Warfare o Mediafare a pressione esercitata attraverso i mezzi di comunicazione di massa sull’opinione pubblica.
La “lawfare” (neologismo composto dai termini “law” e “warfare”, dove “warfare” indica l’insieme delle tecniche utilizzate da un gruppo per effettuare la guerra), ovvero lo sforzo per conquistare e controllare le popolazioni attraverso l’uso coercitivo di mezzi legali (!!!), come regole internazionali, trattati, tribunali internazionali, etc.
E infine la Economic War, la guerra economica, che a causa della natura interconnessa dell’economia globale, consente alle nazioni (e gruppi economici) più forti di infliggere gravi danni alle economie delle altre nazioni, senza intraprendere alcuna azione offensiva.
Aggiungiamoci che il petrolio sta finendo. Dal 2005 la sua produzione non aumenta più. E’ stato raggiunto il cosiddetto picco di Hubbert e, considerato l’aumento costante della domanda da parte dei paesi emergenti ogni giacimento diventa una risorsa strategica da difendere militarmente. (In realtà il petrolio ci sarà sempre, ma i costi d’estrazione tendono a raggiungere il suo valore energetico).
Per capire questa guerra, per provare a domare il mostro che è diventato la dea Werra, bisogna allargare l’orizzonte eproiettarsi in sceni di assoluta complessità.
Lo scontro in atto avviene su più livelli, gli attori sono molteplici e le decisioni non sempre razionali. Le grandi corporations globali perseguono loro obiettivi, di profitto e allargamento dei mercati, ciò provoca un conflitto con le classi lavoratrici nei diversi paesi, che vedono ridursi reddito e diritti.
Le grandi nazioni hanno ulteriori obiettivi di supremazia politico-militare, che confliggono tra loro. Milioni d’individui migrano per sfuggire alle guerre e alla fame, le risorse alimentari vengono subordinate sempre di più agli interessi economici e l’ambiente terrestre sta rapidamente degradando a causa dell’inquinamento e del suo sfruttamento intensivo.
Non esistono più gli antichi plenipotenziari che avevano nelle proprie mani il destino degli uomini, decidendo la guerra o la pace. Tutto il sistema umano è diventato più caotico e disordinato e nessuno è più in grado di prevederne l’evoluzione.












