una delle più grandi vittorie dei dominanti è la fideistica rassegnazione dei dominati

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una delle più grandi vittorie dei dominanti è la fideistica rassegnazione dei dominati

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"Una prima classificazione delle società si opera dunque in base alla presenza o all’assenza dello Stato, distinguendole in due gruppi: le società senza Stato e le società dello Stato, le società primitive e le altre. Il che non vuol dire, ovviamente, che tutte le società dello Stato siano eguali tra loro: sarebbe impossibile ridurre a un unico tipo le diverse figure storiche dello Stato e nulla permette di confondere tra loro lo Stato dispotico arcaico, lo Stato liberale borghese o lo Stato totalitario fascista o comunista. Stando dunque ben attenti a non fare una tale confusione, cosa che impedirebbe in particolare di capire la radicale novità e specificità dello Stato totalitario, ci si rende conto che un elemento condiviso da tutte le società dello Stato le mette in contrapposizione con le società primitive. Le prime, infatti, presentano in blocco quella divisione sconosciuta alle seconde: tutte le società dello Stato sono divise, nella loro essenza, tra dominanti e dominati, mentre le società senza Stato ignorano tale divisione. Definire le società primitive come società senza Stato vuol dire affermare che, nella loro essenza, esse sono omogenee in quanto indivise. E si ritrova appunto qui la definizione etnologica di queste società: non hanno organi separati di potere, il potere non è separato dalla società." P. Clastres