Importante giacimento marino di terre rare in Giappone
Il Giappone testa la miniera più profonda del mondo, la scoperta durerà 700 anni. Importante scoperta di terre rare sul fondale marino a 6.000 metri di profondità. A breve inizieranno i test per l’estrazione.
Le terre rare sono sempre più indispensabili per l’industria tecnologica e per la transizione energetica, poiché si tratta di elementi chimici fondamentali nella produzione di:
- Batterie - Turbine eoliche - Motori elettrici - Dispositivi elettronici
Si prevede che la domanda di questi materiali aumenterà in modo significativo nei prossimi anni, spinta dalla svolta green e dalla crescente elettrificazione dei sistemi produttivi. Per questo motivo è in atto una corsa alle terre rare per garantire nuovi giacimenti. Oggi la Cina domina il settore, controllando circa l’80-90% della raffinazione e oltre il 60% dell’estrazione globale. Tuttavia, una recente scoperta in Giappone potrebbe cambiare gli equilibri, anche se il processo di estrazione rimane molto complesso.
In Giappone è stato individuato, sul fondale marino vicino all’isola di Minamitori, un enorme giacimento di terre rare, così esteso da poter coprire il fabbisogno globale per oltre 700 anni. La sfida principale riguarda però la profondità: queste risorse si trovano a circa 6.000 metri sotto il livello del mare. Nonostante le difficoltà, Tokyo sta accelerando i lavori per trovare soluzioni tecnologiche adeguate e ridurre la forte dipendenza dalle importazioni cinesi. Riuscire a sfruttare questo giacimento rappresenta un’opportunità strategica di enorme portata, sostenuta anche dagli Stati Uniti.
Durante un recente vertice a Washington, il presidente Donald Trump e la leadership giapponese hanno presentato un piano d’azione congiunto volto a sviluppare alternative al dominio cinese. L’accordo prevede:
- La creazione di un gruppo di lavoro congiunto per accelerare l’estrazione in acque profonde. - L'avvio di tredici progetti specifici legati alla filiera dei metalli critici. - La valutazione di misure di politica commerciale, come l’introduzione di un prezzo minimo per i minerali, per evitare pratiche di dumping e garantire stabilità al mercato.
Per il Giappone, accedere a questo giacimento è una priorità, soprattutto alla luce delle recenti tensioni con Pechino, che ha imposto restrizioni all’esportazione di alcuni minerali per motivi diplomatici. Il colosso dell’elettronica giapponese TDK Corp ha già segnalato difficoltà negli approvvigionamenti, evidenziando la vulnerabilità della catena produttiva.
A febbraio 2027 i primi test estrattivi
Il progetto estrattivo resta complesso, ma il giacimento è estremamente ricco di elementi strategici. Le riserve potrebbero soddisfare la domanda globale per oltre sette secoli e includono:
- Disprosio: Essenziale per la produzione di magneti ad alte prestazioni utilizzati nei motori delle auto elettriche e nelle turbine eoliche. - Ittrio: Impiegato in tecnologie avanzate, dai laser ai sistemi di difesa. - Altri elementi fondamentali: Neodimio, gadolinio e terbio.
“Questo articolo ha beneficiato dell’assistenza di Gemini, un modello linguistico AI”













