Niente paura! Ci pensa lo smartphone
Il termine smartphone (letteralmente “telefono intelligente”) fu utilizzato a partire dalla metà degli anni ’90; il primo di questi è stato inventato nel 1992 dall’International Business Machines Corporation (IBM) e commercializzato dalla BellSouth (un’azienda di telecomunicazioni statunitense) dall’anno dopo e fu chiamato “Simon”.
Primo smartphone inventato-Simon | Fonte: Wikimedia commons
Ciò che lo differenziava dai telefoni precedenti era, in primo luogo, il fatto di possedere lo schermo touch screen, comandato attraverso un pennino, invece della tastiera fisica. Inoltre Simon fu il primo cellulare ad avere un videogioco installato, Scramble. Erano numerosi gli altri programmi di cui era fornito; erano presenti una calcolatrice, una rubrica, un calendario, un orologio e le note. La cosa davvero sorprendete era però il fatto che potesse collegarsi ad internet e inviare o ricever fax ed email.
Andando avanti con gli anni, ovviamente, la tecnologia ha fatto passi da gigante. Inizialmente i protagonisti su scala internazionale erano i Blackberry, poi subentrarono anche i Nokia e i Motorola. Alla fine del 2006 è stato inventato il primo smartphone avente lo schermo sensibile al tocco delle dita; il Prada Phone, prodotto dalla LG Electronics.
L’anno dopo l’Apple mise in vendita il suo primo iPhone con schermo multi-touch (sensibile al tatto in più punti dello schermo contemporaneamente), dando il via a una vera e propria concorrenza. Infine, secondo il Sole, dal 2014 (circa) fino a quest’anno la Samsung fa da “padrone”, seguito dalla Apple e dalla Huawei.
Diversi smartphone messi vicini | Fonte: geralt su pixabay
È veramente un bene, però, che questi smartphone continuino ad evolversi sviluppando sempre più prestazioni e capacità sofisticate? Più aumentano le funzioni di questi apparecchi e meno avremo bisogno di oggetti che fino ad oggi o, purtroppo, fino a pochi anni fa facevano parte del quotidiano di ciascuno di noi.
Pensandoci bene, però, chi è che preferirebbe portarsi in giro un apparecchio per ogni azione che si deve compiere, quando si può avere la comodità di avere tutto ciò di cui qualcuno ha bisogno in un piccolo telefonino e sopratutto leggero?
I lettori MP3? Sembrano quasi inutili rispetto agli smartphone. Creati nel 1998 e in vendita ancora oggi, hanno come funzione quella di trasferire dei file da un cd o dal computer nell’apparecchio per riascoltarli quando si vuole. Alcuni di essi hanno anche la radio e la capacità di fare le registrazioni.
Nel momento in cui, però, una persona si accorge che lo smartphone ha GIÀ tutte queste funzioni e ne presenta molte di più( come la possibilità di riprodurre la musica in rete senza il bisogno di scaricarla o di avere alcune piattaforme come YouTube o Spotify che hanno le playlist già create), che cosa lo spingerebbe a comprare uno di questi lettori?
Lettore Mp3 | Fonte: carla arena su flickr
Un discorso analogo si potrebbe fare per le macchine fotografiche (a meno che uno non sia un appassionato o un professionista), per le console portatili, per i libri e per tantissime altre cose. Tutto questo non può fare altro che riportarci alle seguenti domande: quante cose sono già scomparse? Quante stanno scomparendo? Quante scompariranno?
Livia Di Rao Marotta











