Considerazioni sulla religione minoico-micenea
Per comprendere l‘universo religioso nell’antica Grecia è necessario fare riferimento alle religioni minoico-micenea. In realtà la definizione minoico-micenea unifica due entità culturali di fatto differenti. Con l’aggettivo minoico si designa la civiltà cretese, nata nel III millennio e fiorita attorno al 2000 a.C.
Il vero acme della civiltà cretese si registra tra il 1600 e il 1400 a.C. con la fioritura dei centri di Cnosso, Braida, Amnisos. Nello stesso periodo nella Grecia continentale fioriva la civiltà micenea, tanto che di fatto si può parlare di una vera sinossi culturale. Nel 1450 a.C. un crollo, probabilmente dovuto a cause naturali e fenomeni sismici, segnò la decadenza di Creta, assoggettata nei secoli successivi dai signori micenei che, tra il 1500 e il 1350 a.C., avanzarono nell’Egeo e sottomisero popoli e città, assimilando molto degli aspetti culturali della civiltà minoica. In pratica possiamo dire che la civiltà minoico-micenea copre per lo meno un millennio.
Dobbiamo anche dire che da anni prevale uno schema semplificatorio che vede la cultura minoica associata a caratteri mediterranei, ctoni, e in opposizione la cultura micenea, spiccatamente legata a caratteri indoeuropei ed urani. A Creta sarebbe prevalso un disegno cosmologico che privilegiava le divinità femminili primordiali legate alla Terra e ai cicli della fertilità, mentre i micenei avrebbero introdotto caratteri maschili e solari propri di una civiltà guerriera, portando in primo piano il concetto di sovranità anche nel mondo divino. Proviamo dunque a separare il mondo minoico dal mondo miceneo, per arrivare poi a una sintesi che ne evidenzi i caratteri comuni e le principali differenze.
La religione minoica
La religione minoica nei suoi caratteri peculiari è ricostruibile archeologicamente grazie alla serie di manufatti e di idoli, alle statuette votive rinvenute in gran numero, ai cicli degli affreschi nei palazzi e anche nei sigilli ritrovati nei sarcofagi. La religione minoica si organizza intorno al culto di una grande divinità femminile, alla quale dovevano tuttavia, quasi sicuramente, fare da contorno altre divinità minori. Particolarmente rilevante era la figura della dea dei serpenti, stando alla quantità di idoli e rappresentazioni trovate. Il serpente era animale largamente rappresentato a Creta e anche nei palazzi micenei. Per lungo tempo si è pensato che simboleggiasse l’universo dei defunti, ma recentemente è prevalsa la tesi che lo vuole custode della casa.
Le altre tracce rimaste ci fanno pensare che a Creta la religione era un sistema comunicativo che coinvolgeva anche il potere regale. A Creta il sacrificio doveva essere normalmente praticato e già differenziato a seconda delle occasioni: i partecipanti erano distinti per genere; dall’iconografia appare chiara l’esclusione delle donne dalla manipolazione degli oggetti del rito, come accadrà poi normalmente in Grecia. Il sacrificio era accompagnato da libagioni di sangue e seguito da un banchetto comunitario. Anche la cucina, infatti, rientrava nel cerimoniale sacro ed era investita di chiari significati simbolici. Molto probabilmente era già in vigore un cerimoniale articolato, anche se gli elementi di continuità rispetto alla religione greca non vanno enfatizzati.
Si rischierebbe di oscurare le differenze e le specificità culturali. L’intervallo temporale tra cultura minoico-micenea e successiva cultura greca è troppo esteso per insistere nella difesa a oltranza della tesi della continuità. Era anche praticato il culto dei morti, come testimoniano le tracce di libagioni funebri. Sicuramente esisteva già il concetto di luogo sacro: erano meta di pellegrinaggio e di sacrificio le grotte e le alture che fornivano una sorta di anfiteatro naturale mistico.
Nel palazzo dovevano poi esistere una sorta di sacelli privati e recentemente è stata rivalutata l’ipotesi dell’esistenza di un edificio paragonabile a un tempio rudimentale, ovvero a una architettura espressamente dedicata a una divinità. Di particolare rilievo e di non minore suggestione sono le piste per la danza, piazze sacre che costituivano una specie di sfondo festoso per l’epifania della divinità. Infine, attivo il circuito delle feste che sarà uno dei tratti peculiari della religione propriamente greca.
La religione micenea
La religione micenea si presenta, sotto certi aspetti, meno oscura perché disponiamo di numerose tavolette in Lineare B che recano nomi di diverse divinità, alcune delle quali continuate in epoca storica. Essa eredita i tratti della cultura minoica e apporta elementi originali. Infatti siamo in presenza di un pantheon divino già organizzato in senso gerarchico e familiare secondo rapporti genealogici ben distinguibili, anche se per noi non sempre chiari.
Esisteva un gruppo di divinità principali, accompagnate poi da un folto gruppo di divinità minori che nei nomi sembra richiamare figure divine greche. Più difficile confermare il culto di dei come Artemis, Ares, Ermes, Apollo, figure fondamentali del Pantheon greco. Le divinità femminili sono tutte accomunate dal titolo di Potnia, ovvero signora, come si ricava dalla radice indoeuropea "pot" che indica il potere. Tali divinità sono poi differenziate dal punto di vista funzionale. Molto articolata e complessa appare nel mondo miceneo l’architettura templare, a giudicare dal centro culturale di Micene, probabilmente dedicato non a un'unica ma a più divinità. Sembra che il culto fosse ormai molto articolato: cerimonie diversificate a seconda del dio destinatario del culto scandivano la vita comunitaria.
Soprattutto sembra certo che il sacrificio fosse differenziato a seconda delle occasioni e, soprattutto, dello status sociale dei partecipanti. A una cerimonia del santuario si sarebbe affiancata una forma di cerimoniale di stato, con il pieno coinvolgimento della comunità, rispondente a una logica di tipo sociale. Infine, le tavolette hanno rilevato un aspetto peculiare dell’organizzazione del tempio. Facevano parte del personale religioso schiavi di entrambi i sessi. Difficile stabilire con esattezza i compiti di queste figure e ancor più difficile è precisarne i contorni sociali.
Esiste un dibattito aperto dalla critica attorno a un delicato interrogativo: si può parlare di continuità tra mondo religioso minoico-miceneo e mondo religioso greco arcaico? A tale riguardo dobbiamo dire che tracce archeologiche di possibile continuità sono scarse. Anche se è innegabile un pantheon mitologico molto antico e sicuramente pre-ellenico. Sicuramente i Greci di età arcaica erano coscienti di essere eredi di una storia, anche religiosa, più antica.
Prof. Giovanni Pellegrino












